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Altomare: no al trasformismo e al clientelismo
15 novembre 2005

Cosimo Altomare, 50 anni, professore ordinario di Chimica Fisica e di Chimica Farmaceutica e Tossicologica nella Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Bari, coordinatore cittadino della Margherita. È presentato da Margherita, Udeur, Verdi, Repubblicani europei. 1 - «La mia candidatura intende raccogliere le passioni politiche e civiche che nel centrosinistra si sono coerentemente espresse in questi ultimi dieci anni. Si rivolge cioè a forze riformiste, di matrice cattolico-democratica e laica, ai movimenti della società civile e a cittadini non organizzati nei partiti per un progetto amministrativo chiaramente alternativo all'attuale maggioranza di governo e che si sviluppi nello spirito dell'Ulivo, che non è un semplice cartello elettorale. Per questo farò appello a quei mondi vitali della città affinché condividano questa prospettiva». 2 - «L'alternativa a questa maggioranza, che ha fatto del disprezzo delle regole, della furbizia e della spregiudicatezza la cifra della propria azione politica, e che oggi si sgretola (indipendentemente dalle soluzioni di sopravvivenza) sotto i colpi della questione morale, si deve costruire ridando dignità alla politica e alle istituzioni. Il rispetto delle regole condivise è alla base della nostra proposta politica. Il nostro no al trasformismo ed al clientelismo è netto. Perciò è cruciale nel nostro programma definire con il massimo rigore tutta la strumentazione di pianificazione di secondo livello, dimenticata dal centrodestra, fondamentale per una attuazione non speculativa, come sta avvenendo, del Piano Regolatore Generale e per la stessa qualità della vita dei quartieri che stanno nascendo. Come pure, occorre riportare al centro le politiche della socialità, modificando subito il Piano di Zona approvato frettolosamente prima della campagna elettorale delle regionali, lavorando in concertazione con le realtà presenti sul territorio. Dobbiamo adoperarci per uno sviluppo economico che sia sostenibile ed eco-compatibile, ed in questo contesto è importante confrontarsi sulle prospettive del nostro nuovo porto. Dobbiamo mettere al centro di tutto la partecipazione dei cittadini, in tutti i settori, dal commercio alla programmazione strategica, a partire già dalla fase di elaborazione del nostro programma, che dovrà partire dal basso, dal confronto con i mondi vivi della città».
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