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All'anfiteatro domani in scena i Diambar, gruppo musicale di Molfetta
07 luglio 2007

MOLFETTA - Eravamo ormai abituati a goderci quel “festival del mare” che portava quell'aria quasi internazionale alla nostra Molfetta grazie agli artisti d'alto livello che prestavano le proprie doti allo sguardo ammirevole e incantato dei cittadini che vedevano in scena Paganini volteggiare e mettere in atto “Romeo&Giulietta” , oppure ascoltavano Edoardo Bennato nei panni del simpatico pizzaiolo di “Totò sapore” che narrava la nascita della pizza napoletana;ebbene quest'anno nulla di tutto ciò, in compenso è stata allestita una fiera al Lungomare Colonna con i principali sapori molfettesi e le varie pubblicità su aspirapolvere e libri che potrebbero spiegare il futuro di ciascuno di noi. Ma per fortuna l'estate non si chiude qui: l'8 luglio infatti,all'anfiteatro di ponente di Molfetta, suonerà un gruppo di ragazzi molfettesi per una manifestazione teatrale: i Diambar. Quando ho parlato con la loro voce la prima domanda che mi è venuta in mente riguardava questo strano nome che ha sicuramente qualcosa di esotico;ebbene, Menico, voce dei Diambar, mi ha raccontato l'incontro con un ragazzo senegalese da cui era stato definito un “diambar”, ossia “un ragazzo allegro”. Ma Menico, che ha 25 anni e lavora, non è da solo nel vivere quest'avventura musicale: con lui ci sono suo fratello Leo, che studia ingegneria edile e suona la tastiera, Antonio Cipriani, studente di biotecnologie e bassista del gruppo, Gaetano Camporeale, batterista e iscritto al Conservatorio, e Giampaolo Sancilio, chitarrista, gli ultimi due studenti di scuola superiore. Questi cinque ragazzi che studiano musica da anni e suonano insieme da circa un anno e mezzo, non sono nuovi ad esibizioni dal vivo a Molfetta. Alla mia domanda se questa avventura fosse un hobby o una passione la risposta è stata: “L'hobby è andare a pesca, noi coltiviamo una passione, non ci importa sfondare perché sappiamo che è difficile ma amiamo la musica e suoniamo per che ci ascolta,che siano tante o poche persone, l'importante è andare avanti divertendoci e facendo divertire”. Parole che mi hanno profondamente colpita considerando quanto arrivismo e dispersione ci sia nella generazione attuale. Il discorso prosegue fra ricordi e sorrisi e chiedo che tipo di musica suonino: questo gruppo si ispira a gruppi del momento quali Negroamaro, Vibrazioni e il cantante Francesco Renga di cui eseguono delle cover, ma è in preparazione un disco tutto loro del quale ci sono già alcuni testi, scritti da Menico e che parlano” di tutto e di niente,sono flussi di pensieri”. Ma non parlo solo con il diretto interessato, bensì anche con una splendida ragazza di nome Maria che è definita dal gruppo “la nostra motivazione ed ispirazione” che mi confida che alle prove i ragazzi amano improvvisare ma, sarà l'effettiva capacità del gruppo e la loro forte voglia di fare musica, danno l'impressione che tutto sia come scritto in uno spartito. Nell'ascoltare i racconti di un ragazzo e della sua band mi sembra di vedere un po' tutti quei sogni che chiunque ha ma che forse non riesce a realizzare, e se c'è qualcuno che ci riesce forse è il caso di dare credito a queste persone, specie se a sognare, e a far sognare, sono un gruppo di ragazzi che cercano di farsi amare e ascoltare dalla loro città; perciò l'8 luglio tutti all'anfiteatro di Ponente, che si cali il sipario, i Diambar ci fanno sognare.
Autore: Claudia Caradonna
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