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Zaza: la Sinistra Arcobaleno ricomincia da tremila
15 maggio 2008

La Sinistra Arcobaleno molfettese ricomincia da 3.000, da quei voti che l'hanno premiata a livello locale nonostante il tracollo nazionale, e che hanno dato fiducia al candidato sindaco Antonello Zaza, intervistato da Quindici per un'analisi della tornata elettorale che ha riportato Antonio Azzollini sulla poltrona di sindaco. «La controtendenza rispetto al dato nazionale è più che mai evidente e questo risultato, il migliore in assoluto, premia il lavoro degli ultimi due anni di costruzione lenta e costante della sinistra, che a Molfetta è avvenuto anticipando l'andamento nazionale. La realtà della Sinistra Arcobaleno si andava già consolidando e questo, unito ad una campagna elettorale di alto profilo come quella di questa tornata elettorale, hanno portato ad un risultato oltre le più rosee aspettative. Si sono superati i limiti passati, quelli legati ad una forza politica che, sicuramente, non è maggioritaria, ma che rimane in profondo contatto con le esigenze della città». Qual è stata la genesi della scelta di non appoggiare Mino Salvemini nel ballottaggio? «Non potevamo assumere una posizione differente da quella scelta. La decisione di presentarci da soli alle elezioni comunali è partita da difficoltà oggettiva: per costruire una valida alternativa ad Azzollini era necessario ragionare con il nucleo storico della sinistra molfettese, cosa che poi non è stata più possibile dopo le scelte fatte dal Pd». Come giustifica il risultato del ballottaggio? «Gran parte dell'elettorato molfettese ha vissuto con disagio la scelta delle nuove alleanze. Si è creata una coalizione disomogenea che comprendeva pezzi di centrodestra, pezzi di un ceto politico che la città non riconosceva più che non garantivano la costruzione di una alternativa sicura, con una visione chiara della città. In pratica ha sfidato Azzollini con i suoi stessi mezzi e la gente fra originale e brutta copia ha chiaramente scelto l'originale». Come risponde all'accusa di aver perso una occasione per una scelta di campo? «La scelta di campo l'abbiamo effettuata nel momento in cui abbiamo messo la città al centro della nostra politica, mentre la coalizione di Salvemini è nata solo per un contrasto diretto con Azzollini e, forse, l'occasione storica è stata persa proprio dal Pd che ha affrontato queste elezioni con un alleanza poco chiara». Come verranno affrontati i cinque anni di opposizione che si profilano adesso? Ci sarà un dialogo col Partito democratico? «L'opposizione che faremo sarà attenta e partirà da un contatto diretto con i cittadini, per trovare soluzioni comuni al degrado della città. Non sarà certo fine a sé stessa, ma mirerà a portare in consiglio comunale i temi che meglio rappresentano le esigenze molfettesi. Sicuramente non verrà preclusa nessuna ipotesi di collaborazione col Pd laddove verificheremo punti di politica comune; le convergenze verranno verificate di volta in volta. Abbiamo già messo in evidenza, con la campagna elettorale, i punti in cui manca una politica seria per la città: ambiente, energia, trasporti, coste solo per citarne alcuni. Il nostro compito essenziale sarà quello di sollecitare le risposte dell'Amministrazione in tal senso, non subendo certo l'iniziativa politica di Azzollini». Rinuncerà al suo incarico di assessore provinciale per privilegiare il ruolo di consigliere comunale? «Per il momento mi insedierò in consiglio comunale mettendo a disposizione il mio incarico attuale; verificherò, in seguito, con il partito i tempi e i modi di una eventuale sostituzione, in virtù dell'esigenza di assicurare una opposizione seria che richiede il massimo delle energie ». Qual è il futuro della Sinistra Arcobaleno a Molfetta alla luce della catastrofe elettorale nazionale? «Questo è sicuramente un momento delicato: c'è un innegabile avanzamento delle destre a livello politico, ma anche culturale. E' necessaria una riflessione profonda sul modo di fare politica, riflessione che proprio in questi giorni prende il via per Molfetta, dove è necessario mantenere un luogo politico e fisico per ricostruire questa sinistra».
Autore: Alessia Ragno
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