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Vittorio Sgarbi curioso fra le opere di casa Poli
15 febbraio 2019

Circondato da bellezza, pura bellezza, senza artifici, senza orpelli inutili. La bellezza di una città che accoglie, nuda con le sue ricchezze, con la dote naturale di chi sa di possedere il bello ma non lo ostenta. E’ la meraviglia lo stato d’animo che ha accompagnato il prof. Vittorio Sgarbi durante la visita nella nostra città, giorni brevi ed intensi, densi di arte, rapporti umani. Sgarbi di fronte alla disarmante semplicità di una città che si è mostrata “struccata”, come una donna colta impreparata di fronte al suo corteggiatore, ha smesso i panni del critico provocatore, del personaggio pubblico che tutti si aspettano, per essere se stesso: l’esperto critico d’arte, l’amante del bello, colui che scopre in fondo ad uno scrigno, il gioiello nascosto ma forse più prezioso. Giunto a Molfetta perché protagonista dell’evento musicale e culturale “Le meraviglie d’Italia” all’interno del Duomo con l’orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Michele Nitti su iniziativa della Fondazione Valente e del suo presidente avv. Rocco Nanna, Sgarbi è stato al centro di una “gara dell’ospitalità”. Così come ci si comporta per un parente, un amico proveniente da altre città, il critico d’arte è stato accolto da concittadini che gli hanno mostrato i tesori artistici molfettesi: le chiese, il Museo diocesano, le Statue della Settimana Santa, tutti testimoni di una cultura antica, solo da poco valorizzata e resa protagonista di uno sviluppo turistico che deve avere la stessa dignità dei settori industriale, agricolo e marittimo. E non poteva mancare la visita alla più bella e artisticamente ricca dimora della città, la casa del dott. Giuseppe Saverio Poli. Peppino, come preferisce farsi chiamare, è un affascinante gentiluomo che accoglie da sempre coloro che nutrono l’anima di arte. La sua dimora è meta di semplici cultori, di persone note e non, di chi vuole sentire direttamente dal protagonista, la storia di una casa tenacemente manutenuta e conservata. Peppino è un oratore che non ci si stancherebbe mai di ascoltare, un uomo legato ad una città alla quale ha dato lustro internazionale. Il prof. Sgarbi si è confrontato col padrone di casa e con gli ospiti sui temi dell’arte, soffermandosi sul ruolo della cultura, non risparmiando critiche all’attuale Governo a proposito del ruolo di Matera, capitale europea della cultura 2019: “Non sarà la cultura a sostenere Matera ma Matera a sostenere la cultura, una scelta sbagliata invitare il presidente Conte all’inaugurazione dell’anno piuttosto che il Maestro Riccardo Muti, che ho saputo, essere vostro concittadino. Sono piacevolmente sorpreso da questa ospitalità. Se avessi avuto contezza della bellezza di questa città, già decantata da Marinelli, Molfetta sarebbe già stata meta di mie visite e avrei posto questa splendida casa in cima alle cose da vedere. Mi rammarico di non poter rimanere e dedicare tempo maggiore a questa città. Dott. Poli, l’accoglienza in questa casa è qualcosa che scalda il cuore e io come professore d’arte a Perugia, come sindaco, la ringrazio per quello che fa, manutenendo questo gioiello, per la sua città, per i molfettesi, per l’Italia e per l’arte. Dott. Poli, le sue parole riassumono i confini e il senso della mia vita: ammetto di essere un cacciatore di opere d’arte. Molfetta lo è. Alle prossime elezioni mi candido come sindaco”. Forse è questo che manca, l’ingrediente semplice ma determinante che amalgama quelli più ricercati: la consapevolezza di vivere in un ambiente accogliente, ricco d’arte, di prodotti della terra e del mare, vere opere d’arte, la consapevolezza di essere dei privilegiati. Probabilmente non ci rendiamo conto di esserlo, quando passeggiamo nei centri storici, in cui troneggiano, come il Duomo di Molfetta, antiche cattedrali romaniche, come sentinelle che si riflettono sul mare, chiese le cui pietre candide riflettono i raggi del sole. Non ci rendiamo conto di essere circondati dal bello, siamo nati tra queste bellezze, è scontato “viverle”, non siamo consapevoli della varietà delle sfumature del mare, dei tramonti, dei panorami che quotidianamente chiedono attenzioni. Occorre che qualcuno ci ricordi di possedere un tesoro, che merita attenzioni, investimenti e promozione. Siamo artefici di una storia che chiede di essere scritta, attori in un set naturale, vicino, a portata di mano. © Riproduzione riservata

Autore: Beatrice Trogu
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