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Varato il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums)
15 settembre 2018

Assume i contorni di una rivoluzione copernicana il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Molfetta, almeno nelle dichiarazioni dei politici. L’ultima fase del lungo iter burocratico per la sua adozione è stata l’approvazione da parte del Consiglio comunale, avvenuta dopo un dibattimento protrattosi per circa cinque ore. La massima assise cittadina ne ha discusso lo scorso 27 agosto. L’assessore Pietro Mastropasqua, nella sua relazione, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla redazione del piano. Tutto ha avuto inizio nel 2014, quando la Giunta Natalicchio affidò l’incarico della redazione del piano all’ing. Ciurnelli e avviò la fase di raccolta dei dati relativi ai flussi verso la costa, gli istituti scolastici, la zona industriale, il monitoraggio delle linee di trasporto pubblico, i parcheggi cittadini ecc. Alla presentazione dei risultati seguì la fase di consultazione con le associazioni di cittadini. Il provvedimento venne adottato dalla Giunta Natalicchio nel gennaio 2016, seguirono le azioni per ottenere la VAS. L’assessore Mastropasqua, nella sua relazione, ha evidenziato come il parere favorevole dalla Regione Puglia contemplasse tre prescrizioni: definire le priorità di intervento, l’integrazione delle misure di mitigazione necessarie, l’integrazione del piano di monitoraggio. Il PUMS, dunque, descrive «uno scenario nel piano della mobilità, prevedendo adeguamenti e attualizzazioni», scenari e interventi accennati nella presentazione del provvedimento, come la rotatoria su via Bisceglie allo svincolo verso la Zona Industriale, la bretella che dovrebbe colleghi via Olivetti con la SS16 bis in direzione Bari, la locazione di parcheggi nell’area di proprietà del Seminario Vescovile, un terminal bus per le linee urbane ed extraurbane su via Berlinguer, passerella ciclopedonale da via Spadolini a via Berlinguer, lo spostamento del mercato settimanale in via Mons. Bello, pedonalizzazione progressiva sino a piazza Paradiso, una pista ciclabile che colleghi Molfetta a Giovinazzo. Le opposizioni evidenziano l’assenza dell’ing. Ciurnelli, dell’assessore Caputo e del dirigente Balducci (in aula, invece, oltre al Sindaco e all’assessore Mastropasqua, cofirmatari del provvedimento, erano presenti l’ing. Alessandro Binetti, dirigente del settore Lavori Pubblici, e diversi dirigenti tecnici). Il consigliere Antonello Pisani, inoltre, chiede se in questa fase sia possibile apportare delle variazioni. «Il PUMS è emendabile – è la replica dell’assessore Mastropasqua – ma questo porterebbe a ricominciare tutto il procedimento e quindi comporterebbe la perdita di due finanziamenti». Il PUMS, infatti, è uno strumento indispensabile per l’ottenimento di due importanti finanziamenti. Il primo riguarda la realizzazione della velostazione, per un investimento previsto di 450.000 euro; il secondo riguarda l’acquisto di tre nuovi autobus per il trasporto cittadino. Di «piano eminentemente politico... importante... strategico» ha parlato Gianni Porta, che, come i suoi colleghi di sinistra, ha «rivendicato in toto il piano». Indubbiamente si tratta di un piano strategico, visto che tende a ridisegnare l’idea stessa di città. Nel suo intervento il consigliere di Rifondazione Comunista ha, poi, rimarcato le problematiche poste dal continuo attraversamento della zona costiera della città da parte dei camion diretti o prevenienti dal porto per il trasporto delle merci. Il suo collega di partito Antonello Zaza ha evidenziato come la precedente amministrazione abbia «cercato di programmare e rendere percepibile una visione di città», elencando gli interventi (non sempre popolari) in materia di protezione civile, rifiuti, MTM, concorso internazionale per la riqualificazione del waterfront, PUMS stesso ecc), auspicando che sia data priorità all’area di parcheggio a sud della stazione ferroviaria, spesso impraticabile in caso di piogge insistenti. Di scelte radicali con l’obiettivo di cambiare le abitudini di una città e dei cittadini a partire dalla mano pubblica ha parlato la consigliera di Sinistra Italiana Paola Natalicchio, che non ha nascosto alcune perplessità soprattutto in merito alle dimensioni della velostazione. L’ex Sindaco ha affermato: «Non siamo convinti che stiamo approvando lo stesso PUMS, siamo convinti che c’è già una attuazione del PUMS lontana dallo spirito e dagli obiettivi scritti nella relazione del 2015... Ci costituiremo come commissione di monitoraggio dell’attuazione del PUMS. Votiamo a favore ma contro lo stravolgimento del PUMS». Le ha replicato il consigliere di maggioranza Facchini, il quale ha sottolineato come la politica voglia dare dei segni, rendendo realmente fruibile la bicicletta ai cittadini, e che una struttura di tali dimensioni sia giustificata da prevista realizzazione di quindici chilometri di pista ciclabile in città. Per fornire chiarimenti proprio in merito alla realizzazione della velostazione è intervenuto il progettista, architetto Petruzzella, il quale ha rimarcato l’intento di riqualificare l’intera area. Si prevede uno spazio chiuso, uno aperto al parcheggio con 200 stalli per biciclette (potrebbero, però, giungere a 600 secondo quanto affermato dall’architetto Petruzzella) e uno spazio di aggregazione destinato a verde. Nel progetto è prevista anche la gestione informatica. Alle obiezioni sui costi ritenuti eccessivi da parte di alcuni consiglieri, l’architetto Petruzzella ha replicato che la struttura interessa un’area di circa 3 mila metriquadri e che saranno rispettati i CAM (criteri ambientali minimi), cosa che farebbe lievitare i costi. Il consigliere di maggioranza Nicola La Forgia ha invitato a dotare le aree che, quando il piano sarà a regime, saranno interessate da un maggiore flusso di veicoli (via Salvucci, via Berlinguer, via Corrado Salvemini...) di alberi d’alto fusto per ridurre l’incidenza dell’inquinamento. Per il consigliere De Robertis, favorevole come il collega La Forgia al provvedimento, andrebbe individuato un “city mobility manager”. A favore anche la consigliera Rosalba Secchi che, a nome di tutta la maggioranza, ha evidenziato la strutturale riorganizzazione della mobilità urbana improntata alla sostenibilità ambientale e alla “smart city”, incentivando l’uso dei mezzi pubblici. Di diverso avviso l’opposizione di destra. Isa De Bari ha dichiarato il voto contrario, ritenendo il piano inadeguato poiché «non interpreta e non risolve i problemi della città in termini di sviluppo e in termini di salute. È fondato su indagini ferme al 2014 ma, soprattutto, non è questa l’idea della città che ha questa amministrazione». Forza Italia si è astenuta. Tale scelta è stata motivata dalla consigliera Sara Castriotta, la quale ha rimarcato di ritenere il PUMS anacronistico, essendo stato stilato nel 2015 e senza l’interlocuzione della cittadinanza o dei portatori di interesse (stakeholders). Al tempo stesso, il partito non vuole esprimere voto contrario perché la bocciatura del piano comporterebbe la perdita dei due importanti finanziamenti. Alla fine del dibattimento, in aula erano rimasti 19 consiglieri e il PUMS viene approvato con 1 con diciassette voti a favore, un voto contrario e una astensione. L’ampia discussione ha messo in evidenza la differente visione di città, proseguendo nei giorni successivi – come ormai prassi consolidata – sui social network. L’ex sindaco Natalicchio, sul suo profilo facebook, ha salutato il provvedimento dedicandolo alla sua giunta, ai suoi consiglieri comunali, a coloro che – attraverso i confronti in Agenda 21 – hanno collaborato alla stesura del piano, ai tecnici e ai cittadini ed ha aggiunto: «A tre anni di lavoro matto e disperatissimo ma anche creativo; allegro, generativo e pieno di sogni da realizzare. Abbiamo sbagliato tanto, come tutti quelli che fanno. E la prossima volta faremo meglio. Ma abbiamo liberato piazza Municipio, Piazza Duomo e Cala Sant’Andrea dalle macchine. Noi. Istituito una ZTL videosorvegliata. Noi. Rinnovato tutti gli autobus della città. Noi. Progettato le prime piste ciclabili della storia di Molfetta. Noi. E scritto il PUMS, uno dei primi d’Italia: Piano Urbano della Mobilita’ Sostenibile. Ieri lo abbiamo votato a favore. Con orgoglio e senza pregiudizio. Grazie a questo voto saranno comprati tre nuovi autobus e sarà finanzata una velostazione. Il tempo è galantuomo. E la città (meno inquinata, più vivibile, più ecologica) è l’unica cosa che ci è sempre stata a cuore». Sulla differente visione di città tra centro destra e centro sinistra si è, invece, soffermato il consigliere Antonello Pisani: «Il PUMS a Molfetta è un provvedimento di sinistra, che racchiude una visione di città marcatamente di sinistra. È un piano pensato, voluto e realizzato dalla Giunta Natalicchio che ieri, insieme ai colleghi di rifondazione comunista Porta e Zaza, né ha rivendicato giustamente la piena paternità. È un Piano su cui l’amministrazione Minervini non ha cambiato una virgola e che si è limitata ad approvare a piena maggioranza, evidentemente condividendo in toto il contenuto...di sinistra appunto ». Ha lamentato i costi di consulenza (novantamila euro) e l’impossibilità di apportare modifiche visti i tempi ristretti per ottenere i finanziamenti. Ha, infine, proposto all’amministrazione di verificare la possibilità di rendere il trasporto urbano gratuito per tutti i cittadini. «Un progetto – scrive l’assessore Pisani – a mio avviso assolutamente fattibile, considerando che la vendita dei biglietti rappresenta per l’MTM una parte marginale dei ricavi; un incentivo che aiuterebbe a velocizzare quel processo di cambiamento verso un minor uso delle auto già ben sperimentato con il servizio Park and Ride». © Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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