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“Vacanze finite, riprende la dura preparazione” ESCLUSIVO – Continua il diario di Marinella Falca per “Quindici” fino alle Olimpiadi di Atene
15 gennaio 2004

Ciao a tutti!!! Eccomi nuovamente qui, in diretta da Desio, a parlarvi ancora un po' di me. Ormai le vacanze natalizie sono terminate (purtroppo) e sono tornata qualche giorno fa al Centro Tecnico Federale di Ginnastica Ritmica. Questa volta il distacco è stato veramente tragico! Vi avevo lasciato con il mio racconto dopo il rientro da una lunga vacanza post-mondiale e la prospettiva delle vacanze natalizie dopo un mesetto di lavoro, ora invece la cosa è opposta in quanto dopo le festività di dicembre mi aspettano circa 4 mesi ininterrotti di duro lavoro perché da gennaio si inizia a fare veramente sul serio. Poi spero di avere una pausa per la Santa Pasqua e successivamente l'attesa e sperata volata finale fino ad agosto. Se il mese di dicembre è trascorso recuperando la forma fisica perduta nel mese di ferie e partecipando a qualche esibizione, gennaio darà il via alla preparazione per le competizioni di serie A e soprattutto per i Giochi Olimpici di Atene. Naturalmente sono ancora infortunata anche se in questi ultimi giorni ho riscontrato grandi miglioramenti e il piede non mi fa più male. Sono contentissima perché questo significa iniziare a lavorare alla pari con le altre mie colleghe e finalmente ridurre quella pressione psicologica (che a volte la interpretavo come un vero e proprio incubo) che mi faceva pensare ad un recupero molto lontano ed a rischio per Atene. Tutto è iniziato il 4 dicembre con un controllo da un chirurgo esperto presso il poliambulatorio di Sesto San Giovanni. Arrivo sul posto e mi spavento il solo vedere questo enorme palazzone; entro, mi siedo nella sala d'aspetto con l'assistente e la coreografa (miei accompagnatori) ed inizio l'attesa naturalmente sudando per il nervosismo visto che i dottori tardavano a chiamarmi in ambulatorio. Naturalmente la mia mente iniziava a viaggiare su e giù con i ricordi più disparati: la mia carriera, le gare più significative, le mie colleghe, le mie amiche, i compagni di scuola, la mia famiglia e pensavo a tutta la gente che continua a credere in me e alle mie ambizioni di sportiva e di ginnasta. Avevo il timore di ricevere dai dottori un referto pari ad una “condanna” a smettere con la ginnastica ritmica, una specie di colpo secco di mannaia su quella che è stata (e spero sarà sempre) l'essenza della mia vita. Un colpo che non solo avrebbe buttato nello sconforto me e la mia famiglia ma anche tutti coloro i quali ho elencato in precedenza. Non nego che tra i miei pensieri siete passati anche voi, redazione e lettori di “Quindici”, che avete gentilmente contribuito a farmi conoscere e riconosce per strada. Ormai papà Gianni mi tiene aggiornata su tutto ciò che si “muove” dietro alla diffusione del mio nome e c'è tanta gente che a Molfetta, Giovinazzo e città limitrofe parla di me, e meno male in maniera positiva!!! Tornando al racconto: finalmente mi chiamano, entro in questo candido stanzino in cui trovo il chirurgo e l'ortopedico ai quali sono presentata dai miei accompagnatori, consegno le varie radiografie, T.A.C., risonanze magnetiche e chi più ne ha più ne metta e rimango in attesa di una parola spero positiva sul mio caso. Aspetto 2, 5, 10 minuti che a me sembravano 10 ore e finalmente uno dei due mi guarda con un viso rassicurante ed ottimista e quindi mi aspetto già la parola: “tutto bene, lei guarirà in una settimana” e invece mi fanno sdraiare su un lettino dove mi “torturano” il piede muovendolo in tutte le direzioni possibili ed immaginabili…mamma mia che dolore!!! Dopo una serie di manipolazioni e controlli si esprimono comunemente in maniera positiva escludendo qualsiasi intervento chirurgico e assegnandomi una specifica terapia. Si tratta di onde d'urto sull'arto sofferente tramite un elettrodo che produce una scarica elettrica capace, in alcuni casi, di guarire la pseudoartrosi (la mia patologia), un vero e proprio “martellamento” del piede. A questa terapia mi hanno aggiunto la Magnetoterapia che serve ad accelerare la formazione del callo osseo, in pratica passo almeno 8 ore attaccata alle macchine; meno male che gran parte avviene durante le ore notturne. Il 6 e 7 dicembre con la squadra nazionale siamo state invitate ad una bellissima esibizione Internazionale delle individualiste a Spoleto, in quella occasione il nostro gruppo si è esibito in una bella coreografia. Naturalmente io ero fuori campo a guardare le mie compagne e a riflettere sul mio infortunio e sull'impedimento che non mi consentiva di far parte integrante del gruppo nonché sul fatto che in questi momenti sento di più quanto tengo a riprendere l'attività completa, al gruppo e a tutte le mie compagne “di viaggio” che saluto affettuosamente. La manifestazione è stata organizzata a meraviglia ed è andata benissimo anche per noi; la gente intervenuta era tanta e ci hanno riempito di foto e poi alla fine abbiamo firmato tantissimi autografi in maniera particolare a bambine che sono il futuro del nostro sport. Il 13 dello stesso mese ci siamo esibite (anche se potevo benissimo dire “si sono esibite” ma sento fortemente di far parte di questo gruppo) durante il Saggio di Desio ed abbiamo inaugurato il nostro nuovo balletto. Parlo di balletto e non di esercizio perché durante i pochi momenti di svago ci divertiamo a creare coreografie varie e improvvisiamo veri a propri balletti che poi presentiamo in queste manifestazioni su invito. Il 17 sono rientrata a casa mentre le mie colleghe sono partite per una esibizione in Olanda e precisamente ad Amsterdam durata un paio di giorni. Il 23 dicembre l'Amministrazione Comunale di Giovinazzo ha organizzato una serata in mio onore, presso la sala Consigliare, in cui sono stata premiata dal Sindaco e dall'Assessore allo Sport. Era presente il Consiglio Comunale, alcuni componenti del Consiglio Regionale della F.G.I. e un componente del Consiglio Federale, la mia allenatrice Cecilia, parenti e amici. Mi ha fatto una certa impressione sedere sulla poltrona del Sindaco per tutta la serata e non vi dico i giorni precedenti l'evento che emozione passeggiare per Giovinazzo e leggere i manifesti del Comune con in grande scritto il mio nome! Questo è ciò che è accaduto in questo mese di allenamento e vorrei anche parlarvi della contentezza, nei miei confronti, delle mie colleghe e allenatrici nel leggere la vostra rivista, l'articolo di dicembre è piaciuto un sacco anche se qualche mia amica era forse dispiaciuta del fatto che nelle rispettive città la stampa locale non dà loro grande eco. Grande emozione l'ho riscontrata nei miei compagni di classe che, saputa la notizia del mio diario, si sono precipitati ad acquistare una copia a testa di “Quindici” per poi portarlo in giro tra parenti e amici: nel loro piccolo (anche se per me sono grandissimi!!!) si sentono famosi solo per il semplice fatto di avermi come amica e mi hanno ringraziato tanto per i saluti inviati loro tramite l'articolo del mese scorso. Per dire la verità anche io durante queste vacanze di Natale giravo tra amici e parenti di Giovinazzo e Molfetta con una copia sottobraccio. Mi sa tanto che il mese di dicembre avete venduto qualche copia in più e ne sono contentissima perché per lo spazio, da voi fortemente voluto, che mi dedicate ve lo meritate pienamente. Spesso a Desio vengono a farci visita rappresentanti della Federazione per vedere come va il nostro lavoro e per risolvere eventuali problemi, una di queste figure è il famoso ex ginnasta italiano, pluricampione del Mondo e medaglia d'oro Olimpica Jury Chechi soprannominato “Il signore degli anelli”. Jury dal 2001 è anche vicepresidente della F.G.I. ed è una persona squisita; con lui abbiamo un bellissimo rapporto: ci dà consigli come fosse un fratello, ci tira su nei momenti di difficoltà e ci tratta come sue amiche…insomma…è più di un semplice vicepresidente federale. E' troppo simpatico, ci fa troppo ridere! Pur avendo molta confidenza con lui, lo stimo molto come ginnasta e come uomo. E' un esempio per tutto lo sport italiano ed è stato sempre il mio idolo, uno sportivo bravo, intelligente, simpatico e soprattutto “pulito”. Con la ripresa dall'infortunio spero di poter iniziare a prepararmi per il campionato di serie A che inizia a fine gennaio ma penso che, se tutto andrà per il verso giusto, gareggerò solo nell'ultima prova. Io sono tesserata per la Società Ginnastica Adriatica di Monopoli ma gareggio in prestito alla Società Flaminio di Roma. A proposito, le gare di serie A si svolgono su quattro prove in giro per l'Italia e approfitto per invitavi tutti a prenderne visione perché è un vero spettacolo. Le date sono le seguenti: 24 gennaio a Chieti, 7 febbraio a Montevarchi, 21 febbraio a Desio e 6 marzo a Ferrara. Ciao a tutti! Marinella Marinella premiata da Giovinazzo e Polignano, ignorata da Molfetta La nostra concittadina Marinella Falca (il papà è impiegato al Comune di Molfetta) vincitrice di due medaglie di bronzo ai mondiali di Budapest e che è stata selezionata per partecipare alle Olimpiadi di Atene per la ginnastica ritmica, nei giorni scorsi ha ricevuto (come dimostra la foto in questa pagina relativa alla premiazione di Giovinazzo: da sinistra, il consigliere federale, Giuseppe Lenoci; il presidente del C.R. Puglia,Lorenzo Cellammare; l'allenatrice di Marinella, Cecilia Delfini; il sindaco di Giovinazzo, Antonello Natalicchio; Marinella e l'assessore allo sport, Michele Mezzina) alcuni riconoscimenti per la sua attività agonistica dalle Amministrazioni comunali di Giovinazzo (dove risiede) e di Polignano a mare con la partecipazione del pluri campione del mondo, l'olimpionico Jury Chechi, “il signore degli anelli”. Il Comune di Molfetta finora l'ha ignorata: è un fatto deplorevole che l'amministrazione cittadina non ritenga di premiare una ragazza che porta nel mondo a grandi livelli sportivi il nome della città. Sarebbe ora che il sindaco e l'amministrazione comunale, che hanno celebrato anche personaggi meno rappresentativi, attribuiscano il giusto valore alle capacità di questa atleta che fa onore a Molfetta. Noi di “Quindici” che abbiamo “scoperto” Marinella, continueremo a parlare di lei e a raccontare il suo percorso fino e durante le Olimpiadi. Ci sembra un giusto riconoscimento e una risposta alla miopia di altri.
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