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Urbanistica, lezione della Barbanente su periferie e rischio lame Nella conferenza stampa organizzata dal Partito democratico annunciato anche il finanziamento regionale per la riqualificazione della Madonna dei Martiri
15 settembre 2009

Quello che i molfettesi vorrebbero sapere su periferie, lame, comparti residenziali e zone Pip hanno provato a raccontarlo in una conferenza stampa gli esponenti del Partito democratico di Molfetta con l’ausilio di Angela Barbanente, assessore regionale all’Assetto del territorio e Urbanistica e Guglielmo Minervini, assessore regionale alla Trasparenza e Cittadinanza attiva. Evidentemente qualche passaggio l’avevano perso anche gli amministratori cittadini che poco prima della conferenza stampa avevano annunciato un ricorso al Tar, deliberato ma non ancora depositato, perchè il progetto di riqualificazione della Madonna dei Martiri era fuori dai finanziamenti dei Pirp (Piani di Riqualificazione delle Periferie) mentre “la stessa Regione – ha spiegato l’assessore Barbanente - credendo fortemente nel valore urbanistico e sociale del recupero delle periferie, aveva già affisso all’albo un nuovo provvedimento con il quale, attraverso i fondi europei di sviluppo regionale (Fesr), ha recuperato e finanziato altri 99 progetti non rientrati nella prima graduatoria, e tra questi al sesto posto c’è proprio Molfetta”. Dunque notizia positiva da annotare: partirà l’intervento di riqualificazione della Madonna dei Martiri. Sempre che l’amministrazione non decida, come ha già fatto in altri casi, di procedere ottusamente per le vie legali bloccando di fatto non solo la prima graduatoria ma anche i nuovi finanziamenti. Con elevati costi per le casse comunali e ritardi negli interventi di recupero delle periferie a Molfetta come nelle altre città. In fondo la Barbanente è stata chiara, evidenziando i motivi per i quali il progetto elaborato dai tecnici cittadini non era rientrato nei primi finanziamenti del Piano casa: “Come da tempo spiegato all’assessore Uva e al Sindaco, il progetto di Molfetta, seppur valido nei requisiti di merito, non lo era per le procedure di quello specifico bando che imponevano nell’intervento una quota di ripartizione riservata all’edilizia residenziale pubblica non rispettata. Le valutazioni sono state fatte da una apposita commissione tecnica che poco ha a che fare con la politica”. “C’è stato il tentativo – ha incalzato Guglielmo Minervini – di buttare in politica fatti amministrativi con il solo tentativo di nascondere inadempienze amministrative. Non è la prima volta che accade, basti ricordare cosa è successo per l’edificazione della nuova Capitaneria, e sta accadendo anche sulla nuova perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico effettuata dall’Autorità di Bacino”. E qui si passa all’altro tema caldo dell’urbanistica cittadina sul quale il Comune di Molfetta ha già convocato un’assemblea pubblica. Nel nuovo Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) dell’Autorità di bacino che, come ha ricordato il coordinatore cittadino del Partito democratico, Giovanni Abbattista, “è un ente tecnico sovraregionale preposto alla tutela di vincoli” è stato elevato il rischio idrogeologico in alcuni comuni della Regione. Per quel che riguarda Molfetta il rischio ricade nelle aree di alcune lame sulle quali è già stato previsto il nuovo Piano di insediamento produttivo (Pip) e l’edificazione di alcuni comparti residenziali. Come ha reagito l’amministrazione? Impugnando il procedimento. Ancora una volta si profila uno scontro (evitabile?) i cui retroscena sono stati svelati ancora una volta dall’assessore Barbanente: “In un primo momento l’amministrazione comunale di Molfetta si è seduta al tavolo tecnico, ha avanzato delle osservazioni e alcune di esse sono state anche accolte ma poi l’interlocuzione si è interrotta e l’Autorità ha dovuto chiudere per sua responsabilità il procedimento il 20 aprile, segnalando nello stesso documento l’assenza dell’amministrazione molfettese”. Cosa succede ora che gli insediamenti produttivi sono bloccati e i comparti residenziali a rischio? “Piuttosto che aggrapparsi a impugnazioni che non hanno molto senso avendo l’Autorità di bacino fornito degli approfondimenti tecnici robusti, sarebbero necessario iniziare a progettare degli strumenti di compensazione per garantire l’eventuale deflusso delle acque e mettere in sicurezza le strutture che si andranno a edificare e l’attività degli operatori economici. Mi risulta che l’Asi stia già lavorando all’individuazione di queste opere di mitigazione, come anche altri comuni. Per questi interventi la Regione ha anche previsto dei finanziamenti, sarebbe opportuno non farseli scappare”. Le conclusioni sono state affidate a Guglielmo Minervini: “Le lame e le periferie non sono di parte. La sicurezza dei cittadini non si negozia. Da parte della Regione non c’è alcun intento vessatorio nei confronti del Comune di Molfetta ma si opera attraverso la programmazione condivisa anche per far crescere la democrazia in questo territorio. Noi abbiamo questa cultura di governo e l’amministrazione farebbe bene ad attivarsi per mettere in campo interventi concreti”.

Autore: Paolo Marzocca
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