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Unioni civili, anche a Molfetta richiesto il registro dal Forum di Agenda 21. Posizioni diverse dell'Azione Cattolica
23 giugno 2015

MOLFETTA – Riconoscere giuridicamente, organicamente e complessivamente le unioni civili tra conviventi a prescindere dal loro orientamento sessuale, stabilendone diritti e doveri, è una questione che in Italia non è stata ancora disciplinata positivamente dal legislatore. In maniera del tutto limitativa e limitante, la coppia di fatto – anche omosessuale - in quanto formazione sociale trova riconoscimento nell’articolo 2 della Costituzione che ammette e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che nelle unioni sociali entro cui si svolge la sua personalità. Ma di fatto, la coppia non unita nel vincolo del matrimonio gode di ristretti e reciproci diritti e doveri. Difatti l'unione di due persone, secondo l'ordinamento giuridico italiano, trova pieno riconoscimento solo attraverso il matrimonio, istituto accessibile alle sole persone celibi ed inaccessibile alle coppie dello stesso sesso. Dunque l'Italia non ha ancora oggi una legge sulle unioni civili anche se sono state presentate molte proposte di legge.

Per tale ragione a Molfetta, come è già avvenuto in altre città della Puglia e dell’Italia, Il Gruppo Cultura e Coesione Sociale del Forum Agenda 21 ha intavolato un dibattito pubblico volto a discutere ed elaborare collettivamente il Documento di richiesta all'Amministrazione Comunale per  l'istituzione del registro delle Unioni Civili. L’idea di coinvolgere la città in un processo che contempli il principio generale di uguaglianza come valore intrinseco di umanità e riconoscimento dell’altro attraverso il simbolo emblema di una battaglia giusta e paritaria, scaturisce dalla necessità di sollecitare le stanze dei bottoni affinché qualcosa si muova e si istituisca in Italia una legge che regolamenti ad ampio raggio le unioni di fatto.
Dopo il primo incontro, avvenuto lo scorso 18 febbraio ed orientato a stabilire le linee guida della proposta insieme ad associazioni e singoli cittadini, ci si è ritrovati per discutere e confrontarsi sulla bozza di documento stilata da Agenda 21 e disponibile presso la segreteria del Forum all’indirizzo e-mail agenda21@comune.molfetta.ba.it. Il dibattito è risultato tutt’altro che apatico. Anche se con toni assolutamente civili e pacati, nette sono state le posizioni tra favorevoli e contrari.
Non sono nemmeno mancate le polemiche e i reciproci rimbalzi di presunte inadempienze delle parti. Il primo a prendere la parola è stato Graziano Antonio Salvemini, coordinatore cittadino dell’Azione Cattolica, che ha contestato la mancanza di partecipazione nello stilare la proposta, redatta interamente da Agenda 21 che ha dato – a suo dire – un aspetto fuorviante alla stessa a partire dal significato attribuito, nel documento, alla definizione di “unione civile”. Secondo Salvemini, la proposta sarebbe nettamente sbilanciata verso la tutela degli omosessuali piuttosto che abbracciare in egual misura le diverse unioni di fatto che in Italia sono rappresentate da una molteplicità di casi differenti e variegati. In più è stato messo anche in dubbio il boom che tale strumento ha avuto nel nostro Paese, inversamente proporzionale alla sua utilità.
Infatti anche la prof.ssa Angela Paparella, presidente diocesana, ha ribadito l’assenza di condivisione di idee, sottolineando che il registro delle Unioni Civili non può avvalersi di nessun tipo di potere giurisdizionale se a monte non ci sia una legge nazionale che regolamenti le coppie di fatto. Dunque rappresenterebbe un strumento poco utile al raggiungimento del fine per il quale è stata fatta istanza all’Amministrazione Comunale e dunque poco sostenibile come progetto.
A sostegno dell’iniziativa si è schierato invece l’organo della Consulta Femminile di Molfetta, sostenendo che l’iniziativa di regolamentare al meglio la situazione delle coppie di fatto sia un processo positivo, un passo in avanti verso una responsabilità sociale ragionata e consapevole, un sintomo di grande attenzione ad un cambiamento sociale dinanzi a cui non possiamo chiudere gli occhi e far finta di nulla. In accordo con tale tesi anche la presidente dell’Associazione Eirène, Lucia Sgherza che ha portato all’attenzione dei presenti il dato statistico relativo all’aumento in Italia della percentuale di convivenze e la conseguente necessità di raccogliere le voci “dal basso” e creare un movimento di opinione che cerchi di attivare una regolamentazione “dall’alto”.
Anche l’intervento dell’assessore alla cultura Betta Mongelli è stato assolutamente esplicativo e di aiuto a comprendere la bontà e l’efficacia di un progetto di tale portata sociale ed etica. Ha difatti specificato che Agenda 21 è un collettore di idee che vengono messe a sistema in maniera condivisa così come è stato fatto per il documento di richiesta del registro delle unioni civili. Non ci sono stati errori grossolani o azioni di prevaricazione. Difatti l’atto stilato non è ufficiale e tantomeno definitivo.
In buona sostanza – a detta di Cosimo Sallustio (foto), coordinatore di Agenda 21 – si tratta di una bozza redatta al fine di poter discutere di qualcosa di più concreto alla luce dell’incontro indetto. Non è un punto fermo e definitivo ma un primo passo che si evolverà attraverso l’inglobamento di idee e suggerimenti delle varie parti aderenti. Dunque nessuna volontà di accentramento decisionale ma una pacata voglia di raccogliere diversi sentori e dare nelle mani dell’Amministrazione un documento valido su cui poggiare un regolamento efficace e ben organizzato.
Ed è proprio alla luce di questo dibattito animato e propulsore di idee diverse e nuove che Sallustio ha fissato alla fine dell’assemblea un ulteriore incontro previsto per l’8 luglio al fine di raccogliere ulteriori proposte e intraprendere un cammino più unanime e condiviso.

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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Il filosofo non ha bisogno di spendere molte energie per vivere e sopravvivere. Il suo esistere si basa sul sedersi e riflettere.Riflettere su tutto:la natura, la vita e altre chiacchiere varie. Il filosofo ama la saggezza, ossia la verità! Ma a lui chi dice che la sua è verità? Di solito il filosofo cerca di insegnare se non addirittura imporre la propria verità. Si sa che nella vita non esiste una unica verità! Il filosofo si sente inoltre come il sole, come la luce, affermando che senza di lui tutto sarebbe oscuro. Nel mentre il filosofo si siede,riflette e poi parla e blatera, il contadino lavora tanto ed ha bisogno di mangiare tanto per stare in piedi e per produrre e per portare il pane a casa. Al contadino poco interessa la verità.L'unica verità che gli interessa è il meteo:se piove, nevica fa freddo o caldo. Poco gli importa delle leggi della natura che per la verità conosce meglio del filosofo altrimenti tutto ciò che semina e ara durante l'anno andrebbero a farsi benedire.Al contadino interessa anche poco far capire al prossimo la verità dal momento che il prossimo non gli darà da mangiare a meno che il prossimo non sia colui che acquista le sua mandorle, ciliegie, grano insomma i suoi prodotti.Inoltre se il filosofo mente o dice la verità al contadino non interessa. Ciò che conta è che il suo raccolto dia i buoni frutti.Il contadino molto spesso è stanco ma alla fine può ritenersi entusiasta a differenza del filosofo che non facendo nulla tutto il giorno risulta essere pure non entusiasta. Ma forse proprio perchè nulla produce, il filosofo è poco entusiasta!Al contadino poco importa della Grecia o della Cina. O forse sì. Il contadino si incazza tanto se dalla Cina arriva a prezzi più bassi l'olio adulterato dalla Cina.Ha invece un pò di invidia per le olive della Grecia. Al contadino importa poco del "buio pesto". Piuttosto se c'è nell'orto qualche foglia di basilico si fa in casa il pesto alla genovese.Poco importa al contadino se l'alfabeto lo hanno capito in ritardo al settentrione. Certo se il contadino avesse il tempo di governare il popolo e lo stato così come governa la sua famiglia, attualmente esisterebbero degli Stati perfetti. Purtroppo gli Stati sono governati da filosofi che non sapendo mantenere la propria famiglia perchè non "fanno nulla" per guadagnarsi il pane evidentemente non sanno nemmeno governare uno Stato.
Ecco, appunto! Il filosofo non ha bisogno di spendere molte energie per vivere e sopravvivere. Il suo esistere si basa sul sedersi e riflettere.Riflettere su tutto:la natura, la vita e altre chiacchiere varie. Il filosofo ama la saggezza, ossia la verità! Ma a lui chi dice che la sua è verità? Di solito il filosofo cerca di insegnare se non addirittura imporre la propria verità. Si sa che nella vita non esiste una unica verità! Il filosofo si sente inoltre come il sole, come la luce, affermando che senza di lui tutto sarebbe oscuro. Nel mentre il filosofo si siede,riflette e poi parla e blatera, il contadino lavora tanto ed ha bisogno di mangiare tanto per stare in piedi e per produrre e per portare il pane a casa. Al contadino poco interessa la verità.L'unica verità che gli interessa è il meteo:se piove, nevica fa freddo o caldo. Poco gli importa delle leggi della natura che per la verità conosce meglio del filosofo altrimenti tutto ciò che semina e ara durante l'anno andrebbero a farsi benedire.Al contadino interessa anche poco far capire al prossimo la verità dal momento che il prossimo non gli darà da mangiare a meno che il prossimo non sia colui che acquista le sua mandorle, ciliegie, grano insomma i suoi prodotti.Inoltre se il filosofo mente o dice la verità al contadino non interessa. Ciò che conta è che il suo raccolto dia i buoni frutti.Il contadino molto spesso è stanco ma alla fine può ritenersi entusiasta a differenza del filosofo che non facendo nulla tutto il giorno risulta essere pure non entusiasta. Ma forse proprio perchè nulla produce, il filosofo è poco entusiasta!Al contadino poco importa della Grecia o della Cina. O forse sì. Il contadino si incazza tanto se dalla Cina arriva a prezzi più bassi l'olio adulterato dalla Cina.Ha invece un pò di invidia per le olive della Grecia. Al contadino importa poco del "buio pesto". Piuttosto se c'è nell'orto qualche foglia di basilico si fa in casa il pesto alla genovese.Poco importa al contadino se l'alfabeto lo hanno capito in ritardo al settentrione. Certo se il contadino avesse il tempo di governare il popolo e lo stato così come governa la sua famiglia, attualmente esisterebbero degli Stati perfetti. Purtroppo gli Stati sono governati da filosofi che non sapendo mantenere la propria famiglia perchè non "fanno nulla" per guadagnarsi il pane evidentemente non sanno nemmeno governare uno Stato.

“Certo fare il filosofo (quindi fare nulla) non richiede molte energie……….” Questo si chiama “OSCURANTISMO”, vivere nel buio più assoluto, buio pesto! Mi vedo costretto intervenire per fare chiarezza. Filosofo vale “amatore della saggezza”, cioè “della verità”. Tutti i filosofi hanno avuto questo doppio carattere. Non c'è filosofo dell'antichità che non sia stato esempio di virtù agli uomini e non abbia insegnato loro delle verità morali. Tutti hanno potuto ingannarsi nelle cose della scienza; ma la scienza fisica è poco necessaria al ben vivere, e i filosofi non avevano bisogno di lei. Ci vollero dei secoli per arrivare a conoscere una parte delle leggi della natura. Un giorno basta al saggio per conoscere i doveri dell'uomo. Il filosofo non è un entusiasta, e non si erige a profeta, non si dice ispirato dagli dei. Quelli che si dissero figli degli dei erano padri dell'impostura, e si servirono della menzogna per insegnare alcune verità, erano indegni di insegnarle: non erano veri filosofi, erano tutt'al più dei savi mentitori. Per quale fatalità, forse vergognosa per noi popoli occidentali, dobbiamo andare fino all'estremità dell'Oriente per trovare un saggio semplice, lontano dal fasto e dall'impostura, che insegnava agli uomini a vivere felici seicento anni prima della nostra era, in un tempo in cui tutto il Settentrione ignorava l'uso dell'alfabeto, e i Greci cominciavano appena a distinguersi nella sapienza? Questo saggio è Confucio il quale, pur essendo legislatore, non accondiscese mai a ingannare gli uomini. Quale più bella regola di condotta è stata mai data dopo di lui in tutta la terra? “Governate uno Stato come governereste una famiglia: non si può governar bene la propria famiglia se non dando noi stessi il buon esempio”. “La virtù deve essere comune al bracciante e al monarca”. “Affatìcati nel prevenire i delitti, per diminuire la fatica di castigarli”. “Fa' per gli altri quello che fai per te stesso”. “Ama gli uomini in genere; ma prediligi i buoni. Dimentica le ingiurie, non dimenticare mai i benefici”. “Ho visto uomini incapaci di coltivare la scienza, non ne ho mai visti di incapaci di seguire la virtù”. Bisogna ammettere che non c'è legislatore che abbia annunciate verità più utili al genere umano. Una quantità di filosofi greci insegnarono poi una morale altrettanto pura. Se essi si fossero limitati a costruire i loro sistemi di fisica, ricorderemmo oggi i loro nomi soltanto per sorriderne. Se li rispettiamo ancor oggi, è perché furono giusti, e insegnarono agli uomini la GIUSTIZIA.


Quindi , fatemi capire. Se la natura si evolve anche ad esempio un uomo e un cane potranno creare una famiglia e adottare e dare amore a un figlio? Se ci guardiamo bene intorno e ci togliamo il prosciutto dagli occhi ci accorgeremo che oramai un cane è parte integrante della famiglia.Dipende dall'educazione culturale che si è ricevuta. Alcuni infatti non hanno "assorbito" che il cane non è un animale ma bensì un essere umano, animato, con i suoi affetti, che può dare amore. Se un cane può dare amore ha diritto a una famiglia e ha diritto a poter adottare un figlio. Del resto ricordo una sentenza (non unica)della Cassazione che imponeva a un tale il pagamento di una cospicua somma perchè aveva picchiato il cane di un altro tizio. Questo in virtù del fatto che il giudice aveva considerato la sofferenza del proprietario del cane in quanto è da considerarsi membro effettivo della famiglia. Per concludere, si può affermare che in futuro è lecito, anzi è NATURALE poter dare in adozione un figlio ad una coppia a prescindere dalle loro convinzioni sessuali e a prescindere dalla loro appartenenza (umano,canino). Visto che poi la natura si evolve e nulla è contro natura si finirà anche con l'accettare una unione civile riconosciuta tra due persone SEMPRE a prescindere dal loro orientamento sessuale ma anche a prescindere dalla loro età. Questo in virtù del fatto che in altre culture diverse dalla nostra tale tradizione è ben accettata tesi certificata dal fatto che l'età, ossia il tempo è solo una invenzione burocratica dell'uomo, di pochi uomini, fin dall'alba dei tempi, di uomini potenti, il tutto col solo fine di sfruttare il prossimo per fini economici e per garantire alla propria casta il potere assoluto.




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