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Una nuova morale per le primarie molfettesi CORSIVI
15 ottobre 2005

Le primarie sono un altissimo sintomo di democrazia, la sensazione è che gli italiani non siano ancora pronti. Prima di tutto non dovrebbero essere “chiamati” (dai partiti, s'intende) alle urne solo gli elettori dello schieramento che le indice, ma tutti gli elettori. Ovviamente in Italia sono tutti liberi di andare a votare, ma la netta sensazione è che l'elettore della coalizione avversa a quella di chi indice le primarie andrebbe a votare per depistare o affondare il candidato più “pericoloso” per il proprio schieramento. Come si prevede per Romano Prodi. O come potrebbe succedere per Silvio Berlusconi in caso di primarie nel centrodestra. L'ottica, invece, dovrebbe essere quella, più costruttiva, di scegliere comunque il candidato che si ritiene più opportuno e adatto a ricoprire il ruolo, in caso di sconfitta della propria coalizione. Solo quando questa mentalità sarà diffusa, le primarie saranno davvero credibili. E non dipende da leggi o istituzioni. Dipende dai cittadini. La vedo dura, ad ogni modo. Il discorso vale ancora di più per le realtà locali. Da apprezzare la volontà del centrosinistra molfettese di far scegliere ai cittadini ciò che, probabilmente, non riescono a scegliere i partiti, ma ci sono tanti meccanismi da oliare. Il cittadino medio, intendo quello non impegnato attivamente e con continuità in politica, a mio parere andrebbe a votare alla primarie più difficilmente rispetto ad elettori di partiti di sinistra o destra radicale. Questo comporta un rafforzamento dei candidati di queste aree ideologiche, a scapito di quelli di aree più moderate, come avvenuto in Puglia nelle elezioni primarie per le regionali. Se ci fosse stata un'affluenza “normale” per una tornata elettorale, probabilmente avrebbe vinto Francesco Boccia. Ovviamente è un'opinione personale. I candidati Il centrosinistra molfettese è atteso al riscatto dopo le batoste ricevute nelle comunali del 2001. Certo, il centrodestra appare più che mai disgregato, il “Nuovo Psi” potrebbe passare il guado, come avvenuto a livello regionale, e c'è stato un certo recupero nelle provinciali e soprattutto nelle regionali. Cosa manca? Non c'è l'uomo nuovo, il Nichi Vendola del momento, il candidato capace di accendere l'entusiasmo e trascinare i cittadini. Purtroppo questa persona non c'è, e difficilmente salterà fuori. Tra i nomi fatti dai partiti per le primarie ci sono ottime persone, ottimi politici, ma essere un buon esponente di partito non vuol dire essere un buon candidato sindaco. Senza offesa per nessuno. Negli ultimi anni sembra andare sempre meno di moda il politico di professione, specie per quanto riguarda i governi locali. Perché non pescare nella società civile? E la società civile è pronta a scendere in campo? Interrogativo aperto… Il terzo polo L'ultima questione che vorrei affrontare riguarda quello che definisco “il terzo polo”. C'è, a mio avviso, una folta area di centro, che non ha ancora una collocazione precisa. Intanto i movimenti che fanno capo a Lillino Di Gioia, vicini al centrosinistra, ma, probabilmente, non accettati in pieno da tutti i partiti della coalizione. C'è il “Nuovo Psi” di Visaggio, ma pare che nelle regole che il centrosinistra vuole darsi in vista delle primarie e delle comunali, non potrebbe non esserci posto per chi ha rivestito incarichi nella maggioranza di centrodestra. Anche l'Udc pare più distante da Tommaso Minervini rispetto al 2001. Ciò che intendo dire è che con quest'area di centro bisognerà, prima o poi, fare i conti. Se il centrosinistra non chiude un accordo con queste realtà prima delle primarie, c'è il “rischio” di tre o più candidati sindaci. Non pensiamo che queste realtà rinuncino ad esprimere un nome. O in uno dei due schieramenti o separatamente. Comunque bisognerà organizzarsi in vista di un eventuale ballottaggio. E quei voti serviranno al centrosinistra. Vedremo a novembre, data probabile per le primarie del centrosinistra. E vedremo come si muoverà il centrodestra. Michele Bruno michele.bruno@quindici-molfetta.it
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