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Un ricordo della signora Rina delle scarpe
15 aprile 2021

Rina, la signor Rina, Rina delle scarpe. Bastava un solo nome per identificarla. Non bisognava aggiungere altro. A Molfetta era conosciuta da tutti. Tutti conoscevano il suo sorriso, le sue battute, la sua disponibilità a dare consigli. Pochi conoscevano il suo lato privato. Rina è nata alla fine degli anni ‘30, da una mamma di poche parole e da un padre calzolaio, convinto comunista. È nata in un periodo in cui non c’era tempo di restare bambine. A 8-10 anni si diventava subito grandi per aiutare le mamme a sbrigare le faccende domestiche e, nel suo caso, anche per prendersi cura delle due sorelle più piccole. Crescendo, poi, ha trovato un marito, Ciccillo, che era il suo perfetto completamento. Espansiva, intraprendente, coraggiosa lei. Riservato, razionale, misurato lui. È sempre stata una donna molto più avanti rispetto ai suoi tempi. La sua attività commerciale è nata quasi per gioco, quando ha cominciato a vendere scarpe in casa. È partito tutto da lì alla fine degli anni ’60. Poi grazie alla sua determinazione e al suo carattere, la sua è diventata un’esperienza di successo. Ma per lei non c’era solo il lavoro. Dopo una settimana massacrante al negozio, non si risparmiava neanche nella vita privata. Ogni domenica cucinava per tutta la nostra famiglia di oltre venti persone, tra panzerotti fuori stagione e menu personalizzati come la lasagna senza carne per me che ero vegetariano e che “volevo salvare il mondo”. Sempre poco sale nei piatti, ma massima inventiva come nel suo patate, riso, cozze e menta. Coccolava sempre tutti, trovando energie e tempo per tutta la sua famiglia, ma non solo. Ogni giorno, per venti lunghi anni, ha preparato da mangiare a una nonnina che viveva vicino al negozio. Lo ho fatto in silenzio, con una dedizione costante e infaticabile. La nonnina è vissuta fino a 105 anni. Rina, invece, ci ha lasciati da poco. La nostra comunità perde una donna che, a mio avviso, ha saputo interpretare al meglio il modello del negozio di vicinato, dove le relazioni umane sono tutto. Dove il negoziante è spesso anche un amico, un confidente, quasi uno di famiglia. La nostra famiglia perde una persona straordinaria, una donna generosa, divertente e piena di energie. Grazie zia. Molto di quello che noi siamo ora, lo dobbiamo a te.

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