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Un parcheggio sotto la palestra del liceo Anche per quelli di P.zza Paradiso e A. Moro sarà utilizzato il project financing
15 novembre 2000

di Francesco del Rosso Dopo pochi giorni dall’insediamento, la Commissaria prefettizia, dott. Antonella Bellomo, ha prodotto i primi atti significativi, facilitata dal fatto di aver trovato già pronto un lavoro cui mancava solo il formale atto deliberativo. Così è stato approvato senza intoppi il bilancio consuntivo e il programma delle opere pubbliche per il triennio 2001-2002-2003. Spulciando in quest’ultima delibera commissariale e limitatamente l’anno 2001, abbiamo trovato, oltre ai vari lavori di manutenzione straordinaria d’immobili comunali, anche una novità. Si tratta della realizzazione di parcheggi interrati in via F. Cavallotti (praticamente sotto la palestra del liceo classico), Piazza Paradiso e piazza A. Moro. Di queste strutture sì ne parla da qualche tempo, ma poco si è detto in che modo e con quali risorse possono essere realizzate, visto che il costo si aggira sui 21 miliardi. Dove prenderà il Comune tutti questi soldi? La risposta sta in due parole inglesi: “Project financing”, lo strumento previsto dalla così detta legge “Merloni ter”, cui stanno guardando con interesse grosse città come Napoli, Roma e Milano, le quali hanno bisogno di risanare vaste aree dimesse e di realizzare strutture per rispondere alle esigenze dei cittadini. Il meccanismo di questa legge sembra tanto semplice, quanto efficace. Un soggetto promotore (generalmente un’impresa privata) entro il 30 giugno di ogni anno, può presentare una proposta di realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, inserite nella programmazione triennale o previste da piani già approvati (esempio: piano del traffico), ottenendo in cambio la concessione fino ad un massimo di 30 anni della gestione. In parole povere, con questo sistema i Comuni possono realizzare strutture utili, contribuendo in maniera minima al finanziamento, visto che le risorse sono tutte a carico del promotore. Inoltre la proposta deve esser accompagnata da studio di fattibilità, progetto preliminare, bozza di convenzione e piano finanziario contenente anche l’entità del contributo comunale. Ricevuta la proposta, il Comune entro il 30 ottobre deve valutare sia tecnicamente che finanziariamente il progetto. Recepito il progetto, il Comune, entro il 31 dicembre, deve indire un bando al quale non partecipa il soggetto promotore. Espletata la gara, le prime due imprese in graduatoria e il soggetto promotore aprono una vera e propria contrattazione diretta con il Comune, che alla fine sceglie l’impresa cui affidare sia la realizzazione che la concessione. Nel caso in cui l’impresa assegnataria non sia quella promotrice, quest’ultima, a titolo di indennizzo incasserà il 2,5% del costo dell’opera. Come si vede il meccanismo è articolato, ma in questo modo si tenta di evitare ogni tentazione illecita. Detto questo, torniamo ai nostri parcheggi. Mentre per quello previsto a piazza A. Moro, al Comune non è pervenuta nessuna proposta, sia per quello riguardante via F. Cavallotti che Piazza Paradiso, un’impresa molfettese (non facciamo il nome per espressa richiesta di riservatezza degli interessati) ha proposto di costruire in 36 mesi parcheggi interrati per un costo complessivo di circa 7 miliardi e 119 milioni, oltre al cofinanziamento comunale di un miliardo e mezzo. Per la struttura di via F. Cavallotti sono previsti 3 piani interrati, quello superiore sarà adibito a parcheggi a rotazione, negli altri due, invece, sono previsti 45 box per piano interrato. Inoltre, è a carico dell’impresa la ricostruzione sia delle palestre coperta che scoperta (l’attuale struttura ovviamente dovrà essere abbattuta) con i relativi servizi a norma. Per piazza Paradiso il progetto prevede due piani interrati per 84 box e 32 posti macchina a rotazione. Inoltre l’impresa ha già espresso la disponibilità a realizzare la pavimentazione della piazza e a concordare con il Comune eventuali opere per migliorarne l’estetica e l’arredo. Tutto questo in cambio di una gestione dei servizi per 30 anni. E’ previsto anche che l’impresa possa vendere solo la concessione dei box, perché, alla scadenza dei 30 anni, tutta la struttura deve entrare nella piena disponibilità del Comune. Questa proposta innovativa ha messo a dura prova gli uffici comunali e forse per questo all’impresa proponente per ora non è giunta nessuna risposta. Ma fonti comunali ci hanno confermato che il progetto sta seguendo l’iter burocratico e che comunque i tempi previsti dalla legge non sono perentori. Naturalmente anche su questo progetto (che Tommaso Minervini si è già attribuito nel suo comizio), la parola definitiva la dovrà dire il Commissario, altrimenti se ne occuperà la prossima amministrazione.
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