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ULTIM'ORA - Il Senato salva Azzollini per il doppio incarico, violata la legge: la casta salva se stessa in spregio alle istituzioni Ma la Camera dei Deputati alcuni giorni fa aveva deciso diversamente, rispettando la decisione della Corte Costituzionale e sancendo l'incompatibilità del doppio incarico. Ora tutto ritorna alla Corte Costituzionale che ristabilirà il rispetto della legge
21 dicembre 2011

ROMA – La giunta delle elezioni del Senato ha deciso di andare contro la Legge e contro la Suprema Corte quella Costituzionale, proprio l’organo di controllo sulla legittimità delle leggi, votando contro l’incompatibilità del doppio incarico. Ma in Italia e con il Pdl succede anche questo.

In pratica il Senato ha salvato il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini (foto) e quello di Afragola, Vincenzo Nespoli, entrambi del Pdl permettendo loro di continuare a ricoprire la carica di sindaco nel tempo libero, come è il caso di Molfetta, nel week-end. E questo anche in spregio agli elettori del Pdl che vorrebbero il loro sindaco sempre in città, dove i problemi crescono.
La cosa più assurda è che non solo un gruppo di senatori con l’appoggio della Lega ha sbeffeggiato la Corte Costituzionale, un vero e proprio schiaffo alla democrazia, ma anche l’altro organo del Parlamento, la Camera che invece pochi giorni fa aveva sancito l’incompatibilità.
Insomma se sei deputato non puoi fare il sindaco nei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, se sei senatore sì. Alla faccia dell’uguaglianza dei cittadini. Altra cosa assurda è che la Lega ha votato sì all’incompatibilità alla Camera e no al Senato, a conferma della poca serietà di un partito buono solo a dileggiare le istituzioni, come fa regolarmente, inventandosi perfino un parlamento padano.
La decisione della maggioranza della giunta delle elezioni del Senato non è stata condivisa dai senatori del Pd e dell’Idv che per protesta hanno abbandonato l’aula.
E’ evidente che la politica del sindaco di Molfetta, Azzollini, a favore della Lega - vedi la vicenda delle quote latte e non dimentichiamo che anche i finanziamenti del porto sono legati ad un contributo chiesto dalla Lega per Milano - ha avuto un peso. Non si è mai visto un sindaco più antimeridionale di Azzollini, che pure a parole rivendica la propria molfettesità.
Definire questa decisione una vergogna, è poco.
«Ho abbandonato i lavori della Giunta elezioni, insieme ai senatori del Pd - ha detto Luigi Li Gotti, vice presidente della Giunta - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'incompatibilità tra la funzione parlamentare e quella di sindaco di Comune con più di 20mila abitanti. Pdl e Lega, con decisione ribelle, dichiarano, invece, la compatibilità dei sindaci di Molfetta e Afragola, entrambi senatori. Decisione assurda». Anche Francesco Sanna critica «la pervicacia» dei colleghi di Lega e Pdl, anche perchè alla Camera la decisione è stata opposta. «Ora abbiamo abbiamo un diverso orientamento di Camera e Senato. Sarà possibile essere sindaco-senatore, ma non sindaco-deputato. Una cosa assurda».
Durissime le dichiarazioni dell’ex magistrato, oggi senatore Felice Casson: "Con una decisione vergognosa che ci fa tornare ai temi di Berlusconi vengono tutelati gli interessi singoli di poche persone in violazione di una sentenza della Corte Costituzionale dell'ottobre scorso", dice il senatore, vicepresidente del gruppo Pd e componente della giunta per le elezioni, a seguito del voto dell'organo.

"In presenza di un vuoto normativo - spiega - la Consulta aveva segnalato l'incompatibilità tra quella di parlamentare e quella di sindaco di comuni con popolazione superiore ai 20mila abitanti. Esigenze di trasparenza, correttezza e funzionalità delle cariche pubbliche imponevano alla giunta di ribadire quanto sancito dalla Corte Costituzionale. Così non è stato".

"Non è accettabile - conclude Casson - il comportamento, in particolare, della Lega che alla Camera sostiene una tesi e al Senato un'altra, che nei territori attacca la politica e in Senato difende le poltrone dei sindaci di Molfetta e Afragola".
Cosa succedrà ora? La decisione dovrà tornare alla Corte Costituzionale, l'unica istituzione abilitata a risolvere conflitti di questo tipo e che ristabilirà il rispetto della legge. Sarebbe, infatti, ridicolo e contro la legge impedire ai deputati di fare il sindaco e ai senatori no.
Quindi la partita non è definitivamente chiusa. 
Ma, forse, dopo aver vinto quest'altra "battaglia", sarebbe decoroso e rispettoso per le istituzioni che i due senatori Azzollini e Nespoli, si dimettessero spontaneamente evitando questo ulteriore conflitto fra poteri dello Stato e una vergogna per un Paese civile per una decisione della giunta delle elezioni del Senato che appare offensiva per la democrazia.
Berlusconi nelle sue frequenti esternazioni offesive delle istituzioni ha detto che la democrazia è sospesa con il governo tecnico, in questo caso si è andati oltre, si sono commissariate le istituzioni da parte di un solo ramo del Parlamento, o meglio di pochi deputati che fanno parte della giunta delle elezioni. 
Continuando su questa strada si rischia non solo l'antipolitica, già ampiamente diffusa, ma la ribellione popolare contro una casta vergognosa che perpetua se stessa al di sopra della legge.
 
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SE VI E' SFUGGITO, QUESTA E' UNA DELLE TANTE SPIEGAZIONI X CUI LA LEGA NORD VUOLE COSI' BENE AD AZZOLLINI - Numero di: Set 2011 - QUINDICI - AZZOLLINI SVENDE MOLFETTA ALLA LEGA NORD: RIPETITORE DI RADIO PADANIA SULLA PROVINCIALE PER TERLIZZI - Così il Mezzogiorno diventa la ruota del carro del Carroccio. Radio Padania marcia verso il Sud Italia, con idee, spergiuri e vandalismi politico-verbali della Lega Nord. Avanza verso il Nordbarese e conquista l'avamposto azzolliniano di Molfetta, città natale del vero meridionalista Gaetano Salvemini. Dal 17 dicembre 2010 aveva già invasato il Salento, sovrapponendosi in modo abusivo a una radio locale (ripetitore a Alessano, la città di don Tonino). Solo l'esposto di Paolo Pagliaro, editore di Radio Nice, aveva obbligato il Ministero dello Sviluppo Economico a zittire il 24 gennaio Radio Padania, che ha poi trasmesso su altre frequenze. L'uffi cio tecnico del Comune di Molfetta ha autorizzato sulla strada provinciale per Terlizzi l'installazione di un ripetitore dell'emittente radiofonica di Matteo Salvini, eurodeputato, consigliere del Comune di Milano, che considera i pugliesi «la popolazione più simile a quella lombarda e del Nord Italia». Eppure ci chiamano “terroni” e “meridionali imbroglioni”, straparlano del Mezzogiorno, delle sue mafi e, dell'immondizia. Svendita gratuita, quella del sindaco senatore presidente Antonio Azzollini, sempre dichiaratosi (falsamente) meridionalista. Ma lo si era già intuito - e questa è l'ennesima conferma - quando l'anno scorso proprio il senatore Pdl aveva procrastinato per l'ennesima volta il pagamento delle multe sulle quote latte degli allevatori- elettori padani leghisti, con aspre critiche dei suoi stessi amici e colleghi Pdl (e rimbrotti dall'UE). Aveva, invece, dimenticato i suoi elettori e la marineria di Molfetta, che proprio in quel periodo manifestava per le strade le diffi coltà del settore. Azzollini burattino-alleato di Bossi? Deprimente sapere che un senatore, sindaco di una città, vantatosi come il «migliore», non sia riuscito a difendere l'identità meridionale e politica dei suoi cittadini, cedendo con consapevolezza agli interessi personali di pochi. Una “porcata” politica, quella di Radio Padania. Senza alcuna giustifi cazione. L'art. 21 della Costituzione tutela la manifestazione libera del pensiero, purché non contraria alla legge, ma gli amministratori - incluso il sindaco Azzollini - dovrebbero valutare con attenzione l'opportunità e rispettare la vocazione del territorio. La vicenda affonda le sue radici nella Finanziaria del 2004 del secondo governo di Silvio Berlusconi. Le legge, infatti, impediva alle emittenti private di accendere nuovi segnali sul territorio nazionale. Unica deroga, ottenuta con un emendamento del deputato leghista Davide Caparini, a Radio Maria e Radio Padania. Elargito quasi un milione a fondo perduto per queste “radio c omu n i t a r i e nazionali”, senza scopo di lucro, con contenuti culturali, politici, religiosi, che non superavano il 5% di affollamento pubblicitario, ascoltate su una vasta area del territorio nazionale. Solo Radio Maria e Radio Padania avevano quei requisiti. Uno scandalo, iniziato però nel 2001, quando si autorizzò le radio comunitarie a occupare frequenze senza autorizzazioni. Inesorabile la conquista del Meridione, proprio come la campagna d'Italia realizzata dagli americani nel 1943. Non occorrono proiettili e panzer, solo parole e propaganda leghista, parolacce, insulti ai gay e ai comunisti, rom e omosessuali, anche agli stessi meridionali potenziali ascoltatori. Perché Radio Padania arriva nel Meridione dove la Lega non presenta liste e non ha sostenitori? Sfogo dei militanti e strumento di compattamento della base? Il favore di Azzollini alla Lega e alla famiglia Bossi appare piuttosto come il pagamento di una cambiale salata, se i fi nanziamenti per la megalomania del porto commerciale arrivano proprio grazie alla Lega. Conosciamo le intenzioni leghiste, fomentare sentimenti secessionisti anche al Sud. Anche se l'approdo di Radio Padania nella Terra di Bari può servire per ottenere frequenze e rivenderle a network privati nazionali. Ma le decisioni amministrative e il silenzio della politica si condannano da sole. Marcello la Forgia








Adesso forse si spiegano un paio di cosette. a) La renitenza del Consiglio comunale (almeno di una parte), del segretario del PdL, di alcuni funzionari a parlare dell'argomento, in pubblico ed in privato; evidentemente TABU', prima di una pronuncia "ANNUNCIATA" della Commissione senatoriale. Pur certamente pre-determinata la ...sentenza, probabilmente c'era sempre un minimo dubbio che la Lega facesse uno scherzetto. b) Ho parlato di scherzetto della Lega, ho sbagliato, perché non mi sono ricordato della cena (solita - del lunedi - ma che ultimamente aveva consumato da solo Berlusconi) ad Arcore di lunedì scorso. Di che cosa avranno parlato, fra una portata e l'altra (tranquilli, non si sono strozzati con un boccone di traverso), ma ANCHE DI QUESTO! E di cos'altro sennò? Detto questo, e dopo avere letto le reazioni di alcuni elettori del C.D., io mi domando, in nome di quale dignità un individuo resta attaccato ad una, anzi due, poltrona che NON dovrebbe essere sua? Amici, ricorderemo questi anni, eccome se li ricorderemo: anni oscuri, di democrazia - qui, veramente sospesa, non le ciance dell'ex premier per il governo Monti! I commenti poi di alcuni partecipanti al forum, si ...commentano da soli!!! Auguri anche a te falko neroazzurro. Non so, forse a chi chiede rispetto delle REGOLE (ma che ne sapete voi?) "uscc, daoel e sapr'amoere", vuol dire che quelli che la pensano come te - in altri contesti pensiero rispettabile, ma non in questo contesto - ne hanno un utile tornaconto, eccome!





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