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Udc: solo ombre nell'azione dell'amministrazione comunale Denunciate mancanze e insufficienze del centrodestra. Chiesta una verifica. Crisi in vista?
15 aprile 2003

A voler giocare con le parole potremmo dire che di luci, sull'operato dell'amministrazione comunale, non se n'è vista neanche l'ombra, durante quella che voleva essere una conferenza stampa, convocata per giovedì 20 marzo dall'Udc, per fare il punto della situazione politica ed amministrativa dopo 2 anni di governo del centrodestra in questa città. Ma andiamo con ordine. Che il tema della “conferenza stampa” (anche se ci risulta davvero difficile considerarla tale viste le sue modalità di svolgimento…), e cioè “Luci ed ombre dei primi due anni di amministrazione”, lasciasse intendere che ci fosse qualche divergenza del partito centrista della CdL, relativamente all'attività della Giunta e della coalizione di maggioranza che amministra la città, era chiaro, ma che ci fossero tali e tanti affondi era ben più difficile aspettarselo. Ed i relatori, Giovanni Ventrella, coordinatore locale, Lillino Di Gioia (nella foto), individuato quale portavoce del gruppo consiliare, il presidente del Consiglio, Pino Amato, ed il consigliere Mauro De Robertis, non hanno badato più di tanto neanche a salvaguardare le forme per dire chiaro e tondo come la pensano. Certo nessuno si è sognato di dire che l'Udc esce dalla maggioranza , però… E la questione è tutta qui, sui “però”. Sono stati tanti, tantissimi, i distinguo menzionati, e tutti di rilievo rispetto ai due anni di gestione amministrativa targati Tommaso Minervini. Il primo e forse il più importante perché su questo si è soffermata l'attenzione di tutti gli esponenti dell'Udc è stato quello relativo alla partecipazione ed al coinvolgimento democratico nelle scelte della coalizione. Su questo i toni sono stati durissimi. “I provvedimenti adottati da questa amministrazione sono stati tanti – ha detto De Robertis – ma in questi il consiglio comunale e la coalizione hanno trovato raramente il giusto coinvolgimento. Non è stato sempre rispettato il ruolo propositivo e di controllo che ai consiglieri comunali deve essere necessariamente riconosciuto per legge. Spesso abbiamo visto assumere dal sindaco e dalla giunta atteggiamenti e provvedimenti che non avevamo in alcun modo concordato e che assolutamente non condividiamo”. Un esempio? De Robertis non si tira indietro: “Sulla delicata questione delle palazzine di Via Aldo Fontana, abbiamo sentito dire al sindaco in una riunione con i residenti di quegli edifici, che a loro saranno assegnati i 10 appartamenti che presto lo Iacp metterà a disposizione. Questo a nostro parere non è possibile perché vietato dalla legge ed il sindaco avrebbe fatto bene a consultarci prima di assumere certi impegni”. Ma sul tema anche il presidente del Consiglio, Amato, è particolarmente sensibile e si lancia in una difesa a spada tratta delle prerogative della massima assise comunale: “Il ruolo del consiglio comunale non può essere svilito ed io, per l'incarico che ricopro, mi batterò sempre e fino all'ultimo perché questo non avvenga. Ed è per questo che tutto il Consiglio ha posto in essere anche azioni di protesta perché ogni suo membro possa vedere finalmente riconosciuto il diritto a svolgere nelle migliori condizioni le sue funzioni, avendo a disposizione delle strutture adeguate che possano permettere la consultazione e lo studio degli atti e dei provvedimenti. Questa è oggi una priorità”. Ma l'affondo più duro, se ve ne fosse bisogno, è toccato a Lillino Di Gioia: “Questa è una città appiattita sotto il profilo della partecipazione, del confronto e della crescita civile”. Ma come! Non erano le stesse cose che l'ing. Di Gioia diceva, utilizzando una terminologia del tutto identica, quando governava l'altro Minervini, Guglielmo? Solo che allora militava in una forza di opposizione (o forse potremmo dire in maniera più appropriata che ha militato in più forze, ma comunque tutte all'opposizione…), oggi invece in una che è al governo della città. “Non è cambiato nulla. Non c'è alcuna differenza tra Guglielmo e Tommaso Minervini”, risponde Di Gioia, sollecitato sul punto, ribadendo di dissentire profondamente con le dichiarazioni rilasciate, a “QUINDICI” nel mese di dicembre, dal sindaco in cui questi sottolineava come i luoghi della politica oggi siano altri e non più i partiti o lo stesso consiglio comunale. Nel merito delle scelte amministrative Lillino Di Gioia ha affermato con forza il suo no, e quello di tutto l'Udc “ad ogni deroga al Piano Regolatore appena approvato, perché attraverso di esse si andrebbe a snaturare il senso stesso della programmazione territoriale”, ha denunciato il fatto che “si sta perdendo tempo prezioso per quanto riguarda la vicenda del porto, dal momento che sono passati tre mesi dal finanziamento annunciato ed ancora nulla si vede”, ha stigmatizzato il comportamento dei “biscegliesi (l'on. Amoroso ed il consigliere regionale Silvestris, ndr) che, per tutelare gli interessi della loro città, hanno consentito la più grossa fregatura perpetrata a danno dei molfettesi, una vera e propria beffa, un tradimento, e cioè l'attacco al nostro Ospedale”, per non parlare poi del sempre annoso problema-casa dal momento che non si è ancora levata alcuna gru ed è stata sollevata più di una riserva su come è stata gestita la vicenda delle graduatorie per la zona 167. Insomma una situazione evidentemente delicata quella politica ed amministrativa all'interno del centrodestra che impone una “verifica programmatica in tempi brevi”, questa la proposta che l'Udc lancia alla coalizione. Un momento di confronto interno che serva ad aggiustare il tiro per affrontare anche i prossimi tre anni che, come dice Lillino Di Gioia, “saranno sicuramente più difficili dei due appena trascorsi perché si va verso importanti scadenze elettorali e queste dividono e creano competizione anche all'interno delle coalizioni”. Come detto nessuno mette in dubbio la fedeltà all'alleanza ma se si comincia a parlare di “verifica” qualcosa sotto la cenere brucia. E comunque la stessa Unione Democratici Cristiani non sembra se la passi troppo bene dal momento che permane la profonda spaccatura tra le due anime che la compongono: da un lato il gruppo di coloro che hanno tenuto questa conferenza stampa, e dall'altro quello che fa capo alla consigliera comunale Carmela Minuto ed all'assessore Luigi Panunzio, assenti durante la manifestazione. Certo, Lillino Di Gioia ha detto che questa spaccatura non esiste, che c'è solo una “sana dialettica” ed i problemi sono solo “il frutto di quel che raccontano le malelingue”, ma forse si sbaglia dal momento che lo stesso assessore Panunzio ha tenuto a farci sapere che “coloro che hanno parlato durante quell'incontro non erano in alcun modo legittimati a farlo per conto dell'Udc dal momento cha avevano avuto una lettera da parte del segretario provinciale, Antonio Matarrese, che li diffidava dall'assumere qualunque iniziativa di carattere politico ed amministrativo”. Ed infatti in questa nota del 18 marzo scorso inviata dal segretario provinciale a tutti i responsabili dell'Udc locale si legge che “la conflittuale situazione politico-amministrativa venutasi a determinare nella Città di Molfetta, impone una seria ed approfondita riflessione attraverso un franco e costruttivo confronto che il sottoscritto intende avere con tutti. A tal fine vorrete astenervi da qualsiasi iniziativa di carattere politico-amministrativo che possa turbare ulteriormente i già precari equilibri in essere”. Ma non era Lillino Di Gioia il referente locale di Matarrese? C'è grande confusione in questo partito. Tra breve ci sarà il congresso, e lì, c'è da starne certi, se ne vedranno delle belle! Giulio Calvani
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