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Tommaso Minervini riconfermato sindaco di Molfetta, ma i problemi restano. Una città degradata e divisa
Tommaso Minervini riconfermato sindaco di Molfetta
27 giugno 2022

MOLFETTA – Lo sfidante di Tommaso Minervini, il magistrato Lillino Drago non ce l’ha fatta a superare il gap di voti del primo turno. Così il sindaco uscente è stato riconfermato e tenterà di portare avanti il suo progetto di continuità, come ha promesso durante la campagna elettorale.

Minervini ha ottenuto il 52,86% dei voti (11.871 elettori), mentre a Drago sono andati il 47,14% dei voti (10588 elettori).

Mai come questa volta lo scontro è stato brutto e senza esclusione di colpi da entrambe le parti. Uno scontro che offre la cifra di questa competizione elettorale. Abbiamo già citato il disprezzo con cui gli uomini di Minervini hanno classificato il giudice Drago, definendolo “l’altro” nella lettura dei risultati. A questo becero linguaggio si sono aggiunti gli insulti fatti davanti al comitato elettorale dell’avversario, la cifra di alcuni sostenitori del sindaco uscente, privi di ogni forma di civismo e di rispetto per gli altri.

A maggior ragione in questa tornata elettorale, ha perso la politica sia per la bassa affluenza alle urne, sia per la proposizione di liste civiche legate a personaggi più che a idee e programmi.

Quanto il nuovo sindaco con questi dati e queste premesse possa considerarsi il rappresentante della città, è tutto da vedere. Minervini oggi rappresenta la minoranza dei cittadini di Molfetta e questo dato dovrebbe far riflettere, anche se gli assenti hanno sempre torto.

Ma il disgusto per una politica divenuta terreno di scontro non ideologico, ma di interessi, ha spinto buona parte dei cittadini a disertare i seggi, lasciano la palla e la decisione a chi è andato a votare perché rispondeva a pressioni di interessi e ha mobilitato le sue truppe per vincere questa battaglia.

Questa Molfetta minore non si lascia indietro il passato, non scommette sul cambiamento, ma sceglie la cosiddetta “continuità”.

La sinistra paga il prezzo di non aver avuto in mano l’amministrazione comunale, con tutti i vantaggi che ne derivano. Ma paga anche la scelta di un candidato sindaco debole, poco conosciuto in città, che non è riuscito a rappresentare il malcontento esistente e dilagante in città.

La politica oggi non si fa più con le ideologie e le appartenenze politiche, bensì con l’aggregazione di interessi, magari intorno ad un leader o presunto tale.

Per battere questo civismo, che spesso degenera in populismo, non è bastato un magistrato. Forse sarebbe stato utile l’individuazione di un leader con un proprio carisma, un personaggio noto all’opinione pubblica, non un influencer come si dice oggi, ma quasi: un politico d’impatto.

E’ mancato anche il tempo per costruire un’alternativa, sicuramente per pigrizia, forse per mancanza di organizzazione in una coalizione poco coesa per affrontare una sfida importante contro un candidato, Minervini, che poteva contare su ben 11 liste (e sarà difficile ora accontentare tutti) anche se eterogenee, che hanno avuto come collante la sete di potere e una comunanza di interessi da difendere.

Tommaso Minervini, dopo la sua vittoria ha accusato i partiti nazionali e le forze politiche regionali di aver violentato le cosiddette autonomie locali (le liste civiche del ciambotto, ora si nobilitano così).

Senza alcuna lista o partito nazionale, insomma, siamo al populismo puro e all’antipolitica, come metodo di gestione del potere. In pratica, per Minervini è meglio il ciambotto 2, che per lui diventa “concretezza amministrativa”, rispetto ad un’idea di città con una visione per il futuro.

Minervini ha avuto anche il vantaggio di essere sindaco in carica a gestire queste elezioni. E, di questi tempi, non è poco.

Queste elezioni ci consegnano una città degradata e profondamente divisa, con problemi irrisolti e un futuro tutto da immaginare, nel segno della... continuità.

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Caro signor Sindaco, visto gli ultimi risultati elettorali,mi preme farle gli auguri di buon lavoro e al tempo stesso scriverle queste poche righe per rappresentarle le preoccupazioni dei cittadini comuni,gente che in questa città non ha interessi e che pertanto spera che lei e la sua giunta imbocchiate una strada diversa dalla precedente gestione. Saremo forse degli illusi, ma alla fine ci vogliamo credere perchè noi abbiamo a cuore la nostra città. In questi 5 anni ne abbiamo viste di tutti i colori e ci auguriamo di non vedere più palazzi nel mare che bloccano la realizzazione di un lungomare degno di questa città; ci auguriamo che finalmente venga restituito il centro storico ristrutturato ai molfettesi e che vengano insediate le attività commerciali;che venga rivitalizzato il Corso Umberto, che venga realizzato una politica di spiagge libere e attrezzate così come avviene in molte citta civili; ci auguriamo di vedere la città più pulità che in alcuni momenti ci fa vergognare di essere cittadini di questa città. E poi mi scusi se insisto, siamo circondati da paesi limitrofi con dei lungomare decenti mentre noi siamo costretti a camminare su quella schifezza che non è neanche tenuta bene. Ci auguriamo che anzichè rimanere chiuso nel suo ufficio, lei possa girare di più per la città guardando con i suoi occhi il degrado(ha notato che la recinzione della villa comunale lato mare è piena di ruggine e che passandoci si sente puzza di gabinetto).Signor Sindaco almeno in questo mandato faccia qualcosa per cui essere ricordato degnamente dai suo cittadini(che non siano i soliti hub ferroviari o altre cose che interessano ai soliti noti. I problemi di questa città sono numerosi e sotto gli occhi di tutti, basta volerli vedere.


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