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Tassa box auto, altro salasso per i molfettesi: provvedimento comunale per impedire il default finanziario? Acceso il dibattito in Consiglio comunale. Il Comune tassa i box: toppe ai buchi di bilancio, il Comune sull'orlo del default, come Parma, dopo il taglio di 8milioni di euro per i finanziamenti statali dei disastri del porto. 2012, salterà la cassa comunale?
11 luglio 2012

MOLFETTA - La Tarsu non è dovuta per i garage (box) a uso privato perché, quand’anche una persona vi si trattenga per tempi brevi, non è plausibile ipotizzare che ne derivino rifiuti. Questa la sentenza della Commissione Tributaria della Sicilia a febbraio 2012 (dopo quelle simili delle commissioni di Parma e Livorno). Eppure, la Corte di Cassazione (sentenza n.2202/11) ne ribadisce la legittimità. Tra l’altro, la Commissione Tributaria ha forza giurisprudenziale inferiore rispetto a quella della Cassazione.
Insomma, acceso è il dibattito nazionale sull’argomento, approdato anche in Consiglio comunale con la risposta dell’amministrazione Azzollini a un’interrogazione presentata lo scorso 18 ottobre 2011 dal consigliere di opposizione, Mauro de Robertis (Sel), che richiedeva delucidazioni in merito all’applicazione della tassa proprio sui box.
La tassa è legittima e costituisce preciso obbligo tributario, secondo l’assessore al Bilancio, Giulio la Grasta, che ha richiamato il D.Lgs n.507/93 (artt. 62 e 63), un passaggio di un giornale specializzato in materia di tributi locali (Guida agli enti locali del Sole 24 ore) e, in particolare, proprio la sentenza n.2202 della Cassazione.
Tuttavia, questa sentenza è riferita a un caso specifico (un cittadino ha impugnato l’avviso di accertamento emesso dal Comune di Genova per un box adibito ad autorimessa, ma considerato area scoperta) e si basa sull’accertamento effettivo della capacità di produrre rifiuti da parte del locale. Quindi, è una sentenza non estensibile a tutti i casi.
La riesumazione di un decreto legislativo, la strumentalizzazione di una specifica sentenza e la rapidità delle notifiche comunali senza i preliminari accertamenti, soprattutto dopo i tagli statali, suscitano molti dubbi. Sembra quasi una tassazione ad hoc per rimpinguare le casse del Comune e cercare di tamponare il debordante disavanzo di amministrazione, mai rilevato dall’amministrazione Azzollini che ha sempre preferito propagandare il suo risicato avanzo nel conto economico.
Infatti, all’inizio di febbraio la giunta Azzollini ha approvato la relazione sul rendiconto del 2011, il cui conto di bilancio si chiude con un avanzo di 372mila euro: ma ancora una volta nessuna informazione sul disavanzo di amministrazione, vero cadavere nell’armadio di ogni bilancio di questa amministrazione.
Tra l’altro, non si spiega il ritardo nella presentazione al consiglio del bilancio di previsione (comunque differita al 31 agosto dal Ministro dell'Interno), se i conti comunali, come ha ribadito più volte il sindaco Antonio Azzollini, (nella foto La Grasta, il dirigente del Settore Tributi, Giuseppe Lopopolo, e Azzollini), sono in regola e non ci sono buchi di bilancio.
Al contrario, aleggia nell’aria lo spettro di un vero e proprio default finanziario provocato soprattutto dal taglio statale di 8milioni di euro per i finanziamenti del porto, la megafantomatica opera voluta da Azzollini.
Così, invece di sgravare le imposte, Azzollini con il suo inutile sogno faraonico (e catastrofico), ha aggravato la pessima condizione tributaria dei contribuenti molfettesi, già vessati da problemi lavorativi e occupazionali: prima l’aumento padronale dell’aliquota Irpef del +0.15%, ora centinaia di avvisi di accertamento per la Tarsu sugli spazi adibiti a garage per le auto.
È evidente che proprio per taglieggiare a tappeto tutti i box e introitare le casse comunali, pare non siano state eseguite dagli organi preposti le necessarie verifiche sui locali da tassare: perché secondo la sentenza della Cassazione n.16785/02 non sono tassabili i locali sforniti di allacciamenti ai servizi a rete (elettrica e idrica), dunque inutilizzabili. Anche se per la Commissione Tributaria della Sicilia il contribuente non ha l’onere della prova, perché il box è classificato dal Comune come garage, perciò esonerato.
Inoltre, per l’Anci sono esclusi dalla Tarsu i locali accessori o i locali che non siano utilizzati per un'attività potenzialmente produttiva di rifiuti: i solai, salvo che non siano effettivamente utilizzati come locale abitativo, le cantine e i box in cui la presenza umana sia solamente sporadica, perché utilizzati come mero deposito di cose di non frequente uso, oppure perché utilizzati per attività non produttive di rifiuti. In questo caso, non sarebbe necessaria alcuna specificazione regolamentare e un regolamento comunale non potrebbe nemmeno modificare la base imponibile dell'imposta estendendo il rilievo a superfici invece irrilevanti.
Anche ammettendo che la Tarsu sui box fosse legittima, i cittadini verserebbero maggiori oneri a fronte di un servizio (pulizia della città eseguita dall’Asm) davvero catastrofico. È pur vero che i cittadini di Molfetta potrebbero anche impugnare e opporsi ai versamenti, chiedendo al Comune la sospensione in autotutela dei pagamenti. E nel caso di una classaction e di un procedimento che vedesse soccombere proprio il Comune, oltre alla restituzione delle somme riscosse, bisognerebbe pagare le spese processuali e un risarcimento danni. Forse, il provvedimento comunale per la tassazione dei box doveva essere tecnicamente più meditato.
 
Maggiori approfondimenti sul prossimo numero di Quindici, in edicola il 15 luglio, con un’ampia panoramica sul comparto economico-finanziario a Molfetta.
 
© Riproduzione riservata
 
Autore: Marcello la Forgia
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