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Sunia e Cgil Puglia sull'emergenza abitativa in puglia in tempi di crisi Oggi alle ore 10 presso la sede della Cgil Puglia, nella sala Mediterraneo, Cgil Puglia e SUNIA Puglia, indicono una conferenza stampa per discutere dell'emergenza abitativa nella regione
17 aprile 2009

BARI - Oggi, alle ore 10, presso la sede della Cgil Puglia in via Calace 4 a Bari, nella sala Mediterraneo, la Cgil Puglia e il SUNIA Puglia, terranno una conferenza stampa per discutere dell'emergenza abitativa nella regione. “I dati in nostro possesso ci dicono della situazione di crescente difficoltà dei cittadini pugliesi rispetto al problema della casa - dice la segretaria regionale della Cgil Puglia Luigia Navarra -. Una situazione grave che, con l'avvento della crisi, sta diventando davvero insostenibile. Attraverso i mezzi di informazione vogliamo illustrare ai cittadini le nostre proposte per un 'vero' Piano Casa”. “In questi ultimi mesi nelle nostre sedi sono presenti sempre più famiglie con lo sfratto per morosità - ricorda il segretario del SUNIA Puglia Nicola Zambetti -. Occorre mettere immediatamente in campo misure concrete per venire incontro ai bisogni di questi cittadini. Altro che finti piani casa! Basti pensare che, a fronte di un aumento dei canoni di affitto del 130%, il Fondo Nazionale degli Affitti è stato ridotto del 64%”.
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Salata, salatissima casa. Oggi per potersene permettere una, considerati gli stipendi da precari sul mercato e i costi degli immobili, bisogna essere almeno in tre. Se i giovani oggi si sposano meno, infatti, non è colpa della mancanza di sentimento, ma di una ben più prosaica impossibilità di pagare l'affitto, o di comprare una casa. Si tratta di una vera emergenza: come fanno le giovani coppie oggi a prendere in affitto un appartamento? Per come si è strutturato il mercato negli ultimi anni per via della diminuzione del potere d'acquisto, calcolando una media di stipendio di 1.200, 1.300 euro al mese, se va bene bisogna mettersi almeno in tre per affittare casa. Il mercato immobiliare, dal 2002 in avanti, è stato attraversato da una bolla che ha provocato un incremento notevolissimo. In particolare, per acquistare un appartamento di 90 mq nel 2007, in una zona semicentrale di una grande area urbana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2002 a circa 20 anni nel 2007, fino a raggiungere nel 2008 di 25-30 anni. Gli affitti, inoltre sono raddoppiati, aumentando dell'82% dal 2001 ad oggi e si prevede un aumento ulteriore del 2%. In salita anche i costi di mantenimento di un appartamento, in particolare delle tariffe dei servizi. L'avvento della crisi, sta' rendendo la situazione davvero insostenibile. Gravi speculazioni edilizie avvenute in passato, nascoste e non controllate, per "strette collaborazioni" malaffaristiche sociali e politiche,vengono a galla solo dopo disastri naturali non prevedibili ma evitabili le dimensioni catastrofiche e di perdite di vite umane. E' vero che sono stati aperti molti cantieri nelle periferie, ma è anche vero che i costi di queste case sono comunque troppo alti. Spesso questi nuovi cantieri sono frutto di gravi speculazioni edilizie. Perchè invece di devastare il territorio, non si affronta questa vera e propria emergenza sociale della casa, dando, a chi ne ha bisogno, le migliaia di case sfitte e chiuse degli enti pubblici? Per non parlare della presenza nel mercato di personaggi che, approfittando dell'"ignoranza" altrui e della mancanza dei controlli legislativi e di sicurezza, continuano liberamente e truffare, rubare e "uccidere" socialmente ed economicamente tanta povera gente, dando spazio alla disperazione e a rifugiarsi nelle mani del racket. C'è bisogno di "controllori" seri e capaci, una politica per la gente e della gente, di una nuova etica del vivere. Volendo possiamo farcela. Tutti uniti e compatti: vigilando, vigilando, vigilando.
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