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Sull'occupazione di vico 3 Effrem a Molfetta, il gestore spiega le sue ragioni. Violazione delle regole e auto in sosta Il problema sollevato da “Quindici” e le discriminazioni tra gestori di locali al Corso Umberto. Gli errori dell'ufficio tecnico comunale
12 agosto 2015

MOLFETTA – Le ragioni dell’altra parte. “Quindici” qualche giorno fa ha pubblicato un articolo sull’occupazione di Vico 3 Effrem a Molfetta da parte del titolare di una pizzeria adiacente. Il gestore della pizzeria del Corso ci ha telefonato, con molta cortesia ed educazione (cosa molto rara in questa Molfetta che scivola sempre più nell’inciviltà e nell’intolleranza), per spiegare i motivi che l’hanno spinto ad “occupare” la strada.
Partiamo dall’inizio di questa storia che sta animando il dibattito estivo ferragostano su Facebook. Il gestore aveva chiesto l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico a Corso Umberto davanti al suo locale per collocare piante e tavolini, come era avvenuto per altri locali.
Ma al momento della sistemazione dell’arredo urbano con panchine e fioriere, l’ufficio tecnico ha deciso che, di fronte alla pizzeria, non potevano più stare piante e tavolini, ma si doveva fare posto alle nuove panche comunali.
Così il gestore della pizzeria, sempre dietro regolare autorizzazione, veniva invitato a trasferire il tutto su Vico 3 Effrem, anche perché la suddetta strada era interdetta al traffico con un cartello di divieto di accesso. Il gestore provvedeva allo spostamento. Poi, per coprire i tombini della fognatura e attenuare il dislivello delle chianche al fine di evitare cadute accidentali, pensava bene di aggiungere un simil prato verde. Il risultato dal punto di vista estetico era orribile e ricordava l’asfalto davanti al duomo, che infastidì alcuni benpensanti locali. Perciò fu subito rimosso dall’amministrazione. Risultato? Le buche sono rimaste e, in attesa del rifacimento del basolato, la gente continua ad inciampare. Ma tant’è, meglio qualcuno che cade e si fa male, che l’orrido spettacolo del bitume provvisorio davanti al monumento cittadino che disturbava i frequentatori di Facebook.

Tornando a vico Effrem, il gestore, dopo l’ondata di proteste, ha tolto il tappetino e ha ristretto lo spazio occupato, per permettere a ciclisti e pedoni di attraversare agevolmente dalla parte laterale. Ed è già un buon risultato, almeno dal punto di vista estetico. Ma il gestore giustamente si chiede: che colpa ho io se l’ufficio tecnico mi ha costretto a cambiare posizione?
E aggiunge: «io chiedo solo di lavorare, come altri bar e pizzerie del Corso Umberto, ai quali non è stato rimosso il dehor. Tra l’altro io provvedo a tenere sempre pulito il vico, prima pieno di rifiuti ed escrementi canini con una puzza insopportabile. Come mai, quelli che oggi si lamentano, non lo hanno fatto prima quando la strada era buia e sempre sporca di sigarette, erbacce (ci sono ancora), urina di gatti e cani sulle pareti dello stabile, oltre alla presenza di buche e chianche sconnesse?».

Forse una più attenta valutazione da parte dell’ufficio tecnico avrebbe evitato questo problema. Sarebbe stato sufficiente spostare il blocco di panche e fioriere oltre vico Effrem, eliminando le altre due attualmente presenti. Si sarebbe lasciato lo spazio per la pizzeria e permesso un maggiore respiro al Corso Umberto. Qui, infatti, le panchine ci sembrano troppe e collocate a poca distanza una dall’altra. Con questa soluzione, tutto sarebbe rimasto come prima e non si sarebbe creato il problema dell’occupazione di suolo pubblico in vico Effrem.

 “Quindici” ha fatto un sopralluogo per rendersi conto direttamente della nuova situazione. Siamo arrivati poco dopo che il gestore aveva pulito la strada, ma dietro le attuali fioriere, c’era di tutto: dalle buste di immondizia, alle bottiglie vuote, oltre ai soliti escrementi. Che dire, poi, del vico in cui vige il divieto di accesso e quello di sosta su entrambi i lati, come mostrano i cartelli stradali che “Quindici” ha fotografato? Che ne pensa l’ufficio tecnico? L’occupazione del suolo pubblico è consentita e tollerata per queste automobili?

Ci auguriamo che si ponga rimedio ad evidenti errori di valutazione, ripristinando la situazione precedente, spostando le panchine comunali più sopra e liberando il vico o quantomeno facendo rispettare il divieto di sosta e di transito. Tra l’altro le auto parcheggiate, non solo chiudono il passaggio, ma permettono ai soliti zozzoni molfettesi di utilizzare quel tratto di strada, come orinatoio, protetti dagli sguardi indiscreti grazie proprio alla presenza delle vetture.
Il gestore ha il diritto di lavorare, come gli altri e non ci sembra giusto fare delle discriminazioni fra i locali centrali del Corso Umberto e quelli più a nord come la pizzeria in questione.
Il problema comunque va affrontato garantendo tutti e non continuando a scatenare commenti inutili e offensivi su Facebook, sfogatoio pubblico per frustrati e nullafacenti.

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