Recupero Password
Successo a Molfetta del musical su Madre Teresa di Calcutta
13 luglio 2009

MOLFETTA -Un musical di successo, perché rivela la vita straordinaria di una esemplare serva del Signore, Madre Teresa, alla cui opera missionaria s'ispira il musical «Madre Teresa» di Michele Paulicelli e Piero Castellacci, che racconta in musica i pensieri, le parole, le preghiere, la storia della santa che ha speso la sua vita come missionaria in India per essere «la matita di Dio». Dopo il successo ottenuto il 7-8 marzo, il 5-6 aprile al Teatro Don Bosco ed il 19 giugno al Teatro Garibaldi di Bisceglie, il Gruppo della Parrocchia Sant'Achille ha riportato in scena all'Anfiteatro di Ponente questo spettacolo che per interpreti e pubblico è stato «un vero e proprio ritiro spirituale, tale da commuovere l'animo e smuovere il cuore come quando, durante l'adorazione, si prega Gesù Eucarestia». Non si tratta di una storia romanzata in chiave musicale, ma del recupero teatrale di segmenti e sentimenti cantati, ballati e mimati della vita di una piccola donna considerata fra le più grandi del mondo. La storia prende le mosse dal momento in cui Madre Teresa abbandona la congregazione di Loreto, a Calcutta. L'entusiasmo, la voglia di dare inizio alla sua missione nel nome di Dio sono subito messi a confronto con le terribili condizioni di quella parte del mondo da sempre bisognosa di aiuto. Le malattie, la fame, la miseria, l'incontro-scontro con le autorità religiose locali, i drammi dei singoli individui, sono gli elementi affrontati in musica e in prosa, con il chiaro intento di far riflettere e fare spettacolo. «Sin dall'inizio il gruppo è stato molto entusiasta di questa proposta - racconta Maria Pappagallo, interprete di Madre Teresa - ma anche molto scettico, poiché, non avendo nessuna formazione specifica, non credeva nella riuscita e nel successo del musical». Eppure, questo gruppo parrocchiale amatoriale ha comunicato non solo l'alchimia spirituale che nasce dalla sinergia tra musica e prosa, ma anche il messaggio più alto che la suora di Calcutta abbia potuto lasciarci. «Con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell'ascolto della parola di Dio. Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso, avvolta dalla preghiera», le parole di Giovanni Paolo II il 19 ottobre, durante la messa di beatificazione di Madre Teresa, additata come modello da imitare. Il successo di questo spettacolo è stato reso possibile dal meticoloso lavoro del regista Gianni Antonio Palumbo e da Sabino Calò e Duccio Poli, che hanno coordinato il coro, senza dimenticare la suggestiva scenografia e l'incantevole coreografica, realizzate rispettivamente da Daniela Porcelli e Tania Allegretta, Angela Amato, Micaela Villani, Carlo Giovine, Paolo de Gennaro. Il plauso maggiore dev'essere indirizzato agli interpreti, che hanno saputo trasmettere il giusto significato spirituale, soprattutto a Maria Pappagallo, voce meravigliosa di Madre Teresa, che attraverso il canto ha saputo muovere le corde del cuore. I commenti del pubblico non si sono fatti attendere: «E' molto bello e pieno di contenuti, perché fa rivivere in pieno questa grande santa dei nostri tempi ed il suo messaggio di amore e di pace»; «Mi sono entusiasmato come non mi succedeva da tempo. Ho apprezzato non solo le musiche ed i testi, ma anche la recitazione e l'interpretazione in generale. Per una compagnia parrocchiale è un grande risultato»; «Sono riusciti a toccare il cuore di tanta gente, lasciandolo stracolmo di emozione, che si realizza quando le persone sono forti ed schietti i messaggi che trasmettono». Madre Teresa si è sempre definita una «rivoluzionaria dell'amore» e a chi l'accusava di sfamare i poveri con i pesci, rispondeva che i suoi poveri «sono così deboli da non riuscire a tenere in mano nemmeno la canna da pesca». Per Madre Teresa l'importante non era mantenere lo status quo, o risolvere i problemi: al centro di tutto vi sono sempre e prima le persone segnate dai problemi e dallo status quo.
Autore: Marcello la Forgia
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet