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Spazio Design, qualità tra tradizione e innovazione La crescita dell'azienda molfettese
15 marzo 2006

È l'ultima arrivata nella zona artigianale, ma non ultima per storia e tradizione. Passato e presente, nuovo e antico, maestria manuale e innovazioni tecnologiche, sono gli ingredienti ed i valori della “Spazio Design” che ha aperto i battenti nel marzo del 2005. La struttura, di complessivi 5.000 mq., comprende al pianoterra: reparto produzione, magazzino, area esterna per stoccaggio materie prime; mentre il primo piano ospita gli uffici e lo show room di 1.000 mq. Ancora in allestimento, con enormi finestre dal colpo d'occhio suggestivo. Evoluzione della nota ebanisteria Gaudio, “Spazio Design” segna il passaggio generazionale dell'azienda artigianale del capostipite Nicolangelo Gaudio, classe 1938, sempre presente e punto di riferimento nell'azienda. Il testimone è ora nelle mani dei figli Gianbattista e Onofrio Gaudio, rispettivamente 35 e 32 anni, a dimostrare la crescita da ditta artigianale a piccola impresa, con quello che comporta in termini di organizzazione e strategie. Un passaggio, da sempre critico e cruciale, che inevitabilmente porta con sé la cultura delle nuove generazioni. “Il progetto Spazio Design – ci racconta Gianbattista - nasce negli anni '90 in previsione della realizzazione dello stabilimento. È stato un processo lungo e faticoso, nella consapevolezza che non si sarebbe trattato solo di un trasferimento, ma d'inventare un modo nuovo d'essere azienda, senza perdere le peculiarità della lavorazione artigianale”. Per questo progetto Giambattista Gaudio ha fatto tesoro degli studi in Economia (gli manca un esame per la laurea, ma lui afferma che prima o poi troverà il tempo di prendere il titolo di dottore) ed insieme al fratello Onofrio, ragioniere, che si occupa di amministrazione e contabilità, ha riorganizzato l'azienda, puntando a nuovi segmenti di mercato del settore legno. La ditta comprende due divisioni “Gaudio Ebanisteria”e “Gaudio Divisione Legno Lamellare”. La prima, identifica l'attività storica di progettazione e realizzazione di arredi (cucine, armadi, librerie, mobili bagno, e porte), mentre la seconda punta all'utilizzo moderno del legno nelle innovative soluzioni architettoniche, quindi progettazione, calcolo strutturale e realizzazione di strutture in legno lamellare per gazebo, tetti, coperture in legno, ponti pedonale e carrabili. È un settore in continua crescita, perché l'intreccio di alluminio e legno propone soluzioni architettoniche al tempo stesso solide, gradevoli ed eleganti. Anche se le due divisioni hanno molto in comune, Giambattista, in linea con le moderne idee di impresa, non esclude in futuro di separarle in due aziende distinte: “Sono dell'idea che ogni settore richiede competenze specifiche ed esclusive, in tutte le fasi dalla progettazione alla produzione. Ognuno deve specializzarsi nel proprio core-business, una componente essenziale di competizione”. Ma come nasce un pezzo artigianale? “È importante l'approccio con il cliente per capire le esigenze, i bisogni e i gusti anche quelli nascosti, quasi un profilo psicologico. Come pure è importante capire e conoscere l'ambiente in cui il mobile sarà collocato, consigliando soluzioni per meglio valorizzare ed esaltare il mobile”. La fase successiva è la progettazione di massima al computer e quella delle foto virtuali. Ottenuto l'ok dal cliente, si passa alla progettazione puntuale dei molti componenti di cui è composto il pezzo”. Anche nella produzione la tecnologia la fa da padrone, con l'uso di macchine a controllo numerico che, col sistema Cad-Cam, interagiscono con il progetto. Ma la tecnologia non è tutto. Per alcuni particolari, come gli incastri a “coda di rondine”, entra in campo la maestria manuale, quasi a rimarcare una tradizione che è anche un valore aggiunto di qualità, oltre a quelle espresse dalle certificazioni ISO 9001 (strutturale, di processo e prodotto) e ISO 14001 (ambiente). Tra tecnici e operai lavorano 15 unità e come in ogni piccola impresa non c'è una rigida divisione del lavoro, si opera in con lo spirito di squadra, dove ognuno all'occorrenza può svolgere altre mansioni, il che significa anche travaso di professionalità e conoscenze che arricchiscono il capitale umano dell'azienda. I fratelli Gaudio si stanno misurando anche con i problemi tipici di una piccola impresa: aspetti finanziari con la discordanza dei tempi tra incassi e pagamenti, costi per professionalizzare le nuove maestranze, sempre che si trovino giovani disponibili, e soprattutto una situazione generale critica. “Di fatto, con l'avvento dell'euro, il ceto medio-alto, la nostra clientela di riferimento, che ogni 15-20 anni rimodernava l'arredamento, è quasi scomparso. Ora gli interventi sono limitati al nuovo bagno o alla cucina. Tutto ciò per noi significa trovare altre strade e cercare d'andare oltre il nostro bacino territoriale”. La prossima tappa sarà l'organizzazione del marketing, con la creazione di una rete commerciale su scala nazionale a supporto di un ricco catalogo che sembra una rivista specializzata di pezzi d'arte. Insomma la lunga storia dell'artigiano del mobile Nicolangelo Gaudio, continua nella realtà “Spazio Design”, una giovane realtà imprenditoriale che vuole crescere, ricercare e sviluppare le tendenze, i gusti, le nuovi dimensioni della manifattura d'alta qualità.
Autore: Francesco Del Rosso
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