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Solidarietà della Sinistra l'Arcobaleno ai lavoratori della pesca in sciopero
11 giugno 2008

MOLFETTA - La Sinistra-l'Arcobaleno di Molfetta esprime solidarietà alla marineria molfettese in stato di agitazione e annuncia il sostegno in favore della mobilitazione cittadina di mercoledì 11 giugno che – insieme alle proteste delle altre marinerie italiane in questi giorni – deve spingere il Ministro Zaia a intervenire fattivamente nelle sedi opportune per risolvere l'emergenza del caro-gasolio che ha messo di più in evidenza la grave crisi nella quale si trova il settore della pesca in Italia e nel sud. «In media ben più del 50% dei costi totali di un'imbarcazione se ne va per l'acquisto di carburante – dice il comunicato della Sinistra l'Arcobaleno - ma altro fattore di crisi del comparto sono i costi legati alla commercializzazione, aumentati di oltre il 10% negli ultimi anni, per via dei prezzi imposti soprattutto dalla Grande Distribuzione Organizzata che detta le condizioni di vendita. La parte più debole è il lavoratore, e la sua famiglia, spesso occupato in nero, con paghe "alla parte", senza garanzie, e con un'incidenza di infortuni mortali sul lavoro che non ha pari in altri settori produttivi. Il governo deve impegnarsi con i fatti per scongiurare il collasso del settore, nell'immediato intervenendo su costi del carburante, attivando un fermo tecnico straordinario retribuito per armatori e lavoratori con i meccanismi dell'arresto temporaneo previsto dal Fondo Europeo per la Pesca, senza però intaccare le risorse previste per i fermi dei prossimi anni, nonché prevedendo subito, per decreto, l'estensione al settore della pesca della Cassa Integrazione in Deroga così come prevista solo per l'agricoltura. Ma in prospettiva il governo deve sostenere e stimolare la ricerca e la tecnologia applicata alle imbarcazioni affinché si possa uscire dalla dipendenza esclusiva dal gasolio come unico carburante, sperimentando motori a più basso consumo, scafi che abbiano un attrito ridotto e, soprattutto, forme di energia e carburanti alternativi. Deve, inoltre, rimettere in discussione a livello europeo il PCP (Piano comune della pesca) che ha come modello unico la pesca del mare del Nord, una pesca industriale condotta da grandi aziende, le quali possiedono navi che superano le mille tonnellate e un impressionante consumo di gasolio, e praticano la pesca a maggior impattto ambientale. Si tratta di far valere la specificità artigianale mediterranea della pesca dove l'84% dei battelli, sempre più associati in cooperative, sono di piccole dimensioni. Al nostro Sindaco-senatore consigliamo vivamente di darsi da fare (a proposito c'è un assessore con delega alle attività produttive, alla pesca e all'agricoltura?...) senza ricorrere al suo solito lavarsene le mani scaricando responsabilità ad altri livelli istituzionali, ma cercando di collaborare con questi ultimi, ed evitando ipocrite attestazioni di solidarietà dopo che ha ripetuto più volte nel recente passato che la marineria è in crisi e non ci si può fare niente, per cui conviene darsi da fare per costruire un nuovo grande porto commerciale che soppianti la tradizionale vocazione marinara di Molfetta».
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