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Sicurezza in rete: se ne è discusso all'IISS Mons. A. Bello di Molfetta Convegno conclusivo del progetto "Insieme per una rete sicura – per una cittadinanza digitale"
30 gennaio 2017

MOLFETTA – Due essenziali spunti di riflessione sono emersi al termine del Convegno conclusivo del progetto in rete con gli studenti delle terze classi della scuola secondaria di I° grado  “Insieme per una rete sicura – per una cittadinanza digitale”, proposto, organizzato e gestito dall’IISS “Mons. A. Bello” di Molfetta che, rispondendo all’urgenza di realizzare un percorso integrato di interventi tra le scuole secondarie di primo e di secondo grado, in virtù delle più recenti sollecitazioni pervenute dal MIUR, prontamente prese in carico dal Dirigente Scolastico prof.ssa Maria Rosaria Pugliese,  ha inteso fornire informazioni e spunti di riflessione circa tre possibili problemi rischiosi della “rete” come il cyberbullismo, il sexting, ossia postare immagini provocanti, ed il grooming, che riguarda l’ormai diffusa pratica dell’adescamento.

Preceduto da sei incontri condotti dalla prof.ssa Luisella Sparapano, docente di Psicologia dell’Istituto, il Convegno svoltosi lo scorso 26 gennaio ha ospitato il Dott. Michele Corriero, dottore di ricerca in Scienza della Formazione presso l’Università degli Studi di Bari, Giudice Onorario presso Tribunale per i Minori di Bari e Presidente regionale UNICEF che, con un intervento diretto ed efficace ha contribuito a fornire concreti suggerimenti sul corretto approccio ai social  media, che sono ormai parte viva della quotidianità di persone appartenenti ad una ampissima fascia d’età.

La prima riflessione è derivata da un recente studio che ha restituito il dato che già a nove anni i bambini entrano in possesso di smartphone, che utilizzano spesso in autonomia: il fatto che essi siano considerati “nativi digitali” ed abbiano una grande competenza tecnica, non deve indurre a pensare che abbiano anche la maturità per vivere la rete senza pericoli. Ciò che accade on line ha delle conseguenze nella vita reale e quindi eventuali reati, peraltro di nuova definizione, sono sanzionabili sia in sede civile che penale, a tutela anche dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Altra riflessione ha riguardato il fatto che internet ed i social, pur avendo molti lati positivi, dovrebbero restare sempre dei mezzi e non dei fini, non rischiando di fagocitare la vita reale, facendo perdere il contatto vero con le persone. La mente che si apre ad una nuova idea non ritorna mai alla dimensione precedente”, affermava Albert  Einstein. Pertanto, indietro non si può tornare ma occorre educare ed educarci ad utilizzare la nuova tecnologia in modo sano e corretto.

Il prossimo 7 febbraio, in occasione della giornata nazionale contro il bullismo, l’IISS Mons. Bello, sempre attento ai temi della legalità e della tutela dei diritti dei minori, ha in serbo iniziative che riprenderanno l’argomento della sicurezza in rete

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