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Sergio Magarelli: la comunità pugliese vuole restare protagonista L’intervento del direttore della sede di Bari della Banca d’Italia
15 novembre 2024

La Puglia è una regione dinamica ed accorsata, anche per la vivaci tà del suo tessuto produttivo e la resilienza attiva delle sue comu nità, che hanno attratto l’attenzione e l’interesse internazionale. Rispetto al 2019, il PIL pro capite pugliese è cresciuto, almeno fino al 2023, in maniera accentuatamente più intensa nel confronto delle altre aree, anche internazionali: 7,8% Puglia; 5,4% Mezzogiorno; 5,9% Italia;3,3% Unione Europea; 5,4% Mondo. Questa crescita vivace, che ha consentito di recuperare appieno i li velli pre-pandemia, nel periodo più recente sta registrando un rallen tamento; il saggio d’incremento dell’indicatore ITER (che approssima il PIL) rilevabile a giugno di quest’anno per la Puglia, si pone tra quel lo nazionale e quello medio del Meridione (rispettivamente: 0,5%, vs 0,4 Italia e 0,6 Mezzogiorno). La nostra regione si caratterizza per alcune specificità che, in diveni re, possono essere considerati dei veri punti di forza. La posizione in prima linea nella produzione di energia alternativa da fonti rinnovabili, anche con metodologie avanzate; un comparto in dustriale, presente anche in segmenti innovativi e a tecnologia avan zata, che nonostante le difficoltà del contesto anche internazionale e le questioni ancora irrisolte che riguardano alcune grandi imprese con un forte impatto sul territorio (siderurgico, automotive…), registra se gnali di recupero e, soprattutto, continua a generare aspettative im prontate a cauto ottimismo per l’immediato futuro; la performance, per certi versi sorprendente, fatta registrare dal turismo, assolutamen te promettente per un ulteriore ampliamento fuori dalla stagionalità; l’occupazione, che continua a crescere a ritmi importanti, per il perio do 2019 – 06/2024 (da ultimo, in rallentamento) a tassi superiori alla media nazionale, con segnato riguardo per la componente femminile, anche se i livelli di partecipazione al lavoro regionali sono ancora ben lontani dalle medie, più equilibrate, nazionali ed europee; il virtuoso tasso di utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche a favore dell’econo mia e delle imprese, che si completerebbe con il promesso efficace funzionamento di meccanismi di semplificazione e di incentivo quali la Zes Unica per il Mezzogiorno; il sistema finanziario, che – quanto meno nel segmento bancario – grazie anche a condizioni generali di migliore solidità, contiene, tra l’altro, la flessione diffusa del credito concesso alle imprese, rispetto alle medie nazionali (ad agosto - 2,8% vs - 3,7% il totale; -6,7% vs -8% per le piccole imprese)… Invero, la Puglia resta ancora una regione del Mezzogiorno del no stro Paese, nel senso più profondamente economico. Nonostante la crescita che abbiamo visto, i divari, le diseguaglian ze e i ritardi rispetto alle medie nazionali ed europee, nonché ai pae si leader mondiali (in pole position gli USA) sono profondi e non facili da recuperare, per la Puglia e per il Sud, come anche per l’Italia e per il nostro ambito economico di riferimento più diretto che è l’Europa. Evidente è il divario, se allarghiamo l’arco temporale di osserva zione all’ultimo ventennio; infatti, per quel periodo, sia la dinamica del PIL, che quella del PIL pro-capite e per occupato, mostrano tut te come a fronte di un andamento sostanzialmente stazionario e abba stanza simile della Puglia, del Mezzogiorno e dell’Italia, sia l’aggregato europeo che quello mondiale hanno evidenziato un distanziamento costantemente in crescita, tanto da far pensare, guardando le linee del grafico che si separano sempre di più, alla bocca di un enorme serpen te ormai completamente spalancata. Premesso che il fatto che le occasioni di lavoro aumentino, è circo stanza assolutamente positiva, bisogna altresì considerare che se il Pro dotto aumenta meno del numero di occupati, il rapporto tra le due grandezze, che è una misura della produttività del lavoro, diminuisce; questo è quello che sta accadendo in quest’ultimo periodo. In estrema sintesi, non sembra più eludibile, per la nostra regio ne e per il nostro Paese, la necessità di recuperare più elevati livelli di produttività. Le cause della mancata crescita del reddito prodotto da ogni perso na occupata in attività lavorativa possono essere le più varie; annove riamo tra le principali (e a noi più vicine) il ridotto grado di innovazione e di investimenti nella nostra economia, la modesta capacità di valo rizzare il capitale umano, comunque contenuto, la modesta qualità di molti dei servizi pubblici. Come si modifica questo trend? Tra le risposte possibili, una di quel le potenzialmente più efficaci potrebbe essere mediante articolate, mirate, lungimiranti ed adeguate politiche di incentivo e sostegno de gli investimenti che possano valorizzare il contributo di ogni risorsa di sponibile, magari in netta discontinuità con prassi non virtuose e non avvedute del passato non recente, ma volte altresì al consolidamento di un ambiente favorevole alle iniziative produttive, che vede inscindi bilmente legati pubblico e privato, Stato ed economia, welfare e oc d’Italia cupazione, istruzione e investimenti, legalità e concorrenza…; Per usare una metafora sportiva, tenendo sempre conto che il nostro paese si trova nella parte privilegia ta della distribuzione del reddito globale (oltre il doppio della me dia mondiale), non si tratta più solo di correre; per tornare a competere con le economie più avanzate serve un balzo in avanti, un bel salto triplo da campioni! La buona notizia è che l’Europa, considerata unitariamente, ha sicu ramente le risorse, le potenzialità e le capacità di colmare il GAP e re cuperare i divari cumulati rispetto ai Paesi a più alta crescita nel mondo e riprendere il ruolo di leader, anche culturale, rispetto alla innovazione più avanzata e a più alta produttivi tà. Questo è un bene anche per il nostro Paese. Questa comunità pugliese non vuole arretrare, né cedere il passo, né vuole perdere l’occasione di costruire una prospettiva di futuro attrat tiva, accogliente e inclusiva, anche per le genti meno fortunate, che ci guardano con speranza e spirito di emulazione; questo territorio vuole essere protagonista del proprio domani e vuole realizzare un avvenire che tenga conto anche dell’interesse delle future generazioni, che han no la carta costituzionale (art. 9) per fare valere il proprio futuro.

Autore: Sergio Magarelli
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