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Rischio licenziamenti per la Multiservizi Li chiede Italia lavoro
27 luglio 2006

MOLFETTA - Si prospetta un'estate calda per la Multiservizi e non solo per l'effetto delle temperature. Lo scorso 24 luglio Italia Lavoro Spa ha inviato alla Molfetta Multiservizi una lettera in cui si lamenta : un risultato negativo di oltre 150.000 euro, relativo al solo primo quadrimestre 2006; la mancata parziale assegnazione dei servizi pure messi in budget per l'anno 2006 e l'indisponibilità all'affidamento dei servizi “storici” sempre svolti dal 1996 al 2005 in spregio agli accordi parasociali del 1996. Né si tratta di pure lagnanze, perché Italia Lavoro, che della Multiservizi è azionaria, indica delle conseguenze. Preso atto di quanto accaduto nella prima parte dell'anno sollecita il CdA ed il Collegio Sindacale a provvedere senza indugio ad attuare una riduzioni dei costi. Come? Con dei tagli naturalmente e nello specifico procedendo al licenziamento delle risorse in organico assegnate ai servizi non eseguiti. Il tono è secco e perentorio, poche parole che non lasciano dubbi: “Procedere immediatamente al licenziamento”. Viene infine richiesta un'assemblea dei soci per il 10-11 agosto con all'o.d.g il “Piano strategico e di ristrutturazione aziendale”, che definisca in termini economici il recupero della perdita in itinere e ne garantisca il medesimo equilibrio gestionale. Sono a rischio decine di famiglie che potrebbero trovarsi senza lavoro e senza certezze per il loro futuro. È a rischio l'erogazione di servizi di manutenzione urbana (strade, verde, illuminazione, segnaletica) garantito negli ultimi dieci anni dalla Molfetta Multiservizi È a rischio anche un patrimonio di esperienza e competenza che Molfetta può vantare su scala nazionale “Prima da assessore al bilancio e successivamente da Sindaco – ha dichiarato a Quindici on line il consigliere della Margherita Nino Sallustio - il sen. Azzollini ha osservato uno strano atteggiamento nei confronti della Società, a metà strada fra l'indifferenza e l'ostilità. Ora il Sindaco non può rimanere sordo rispetto ad un rischio incombente di squilibrio gestionale e depauperamento patrimoniale dell'azienda che potrebbe portare fino al suo fallimento ed alla perdita di numerosi posti di lavoro”. Nino Sallustio conclude chiedendo subito la convocazione del “Consiglio Comunale per discutere di questa grave crisi e si cerchi, in accordo con la minoranza e con le rappresentanze aziendali, una soluzione per definire una volta per tutte la questione del socio di minoranza, per rilanciare e rafforzare l'azienda e salvare decine di posti di lavoro”.
Autore: Lella Salvemini
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