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Rione Catacombe, piano fermo per la paralisi del consiglio comunale CRONACA
15 marzo 2006

Fra gli effetti collaterali, definiamoli così, delle querelle che negli ultimi mesi ha interessato il centro destra, con l'indecisione del sindaco uscente sulla sua ricandidatura e sullo schieramento all'interno del quale proporsi, c'è stata la paralisi delle attività del Consiglio Comunale. Di convocazione in convocazione si è andato allungando l'elenco dei punti all'ordine del giorno, per le spaccature all'interno della maggioranza e per un gioco di veti incrociati fra partiti, ognuno dei quali intenzionato a far valere le sue ragioni e a tirare il sindaco per la giacca, espressione che lui stesso ha più volte usato, così che provvedimenti importanti per la città sono rimasti a languire nei cassetti degli uffici comunali, perché spesso questo avviene, il divorzio fra la politica, che degli interessi e delle necessità dei cittadini dovrebbe occuparsi, e i cittadini stessi. Fra le questioni pronte per essere discusse in Consiglio Comunale e rimaste fino ad ora uno dei tanti punti da rimandare non si sa a quando, c'è la riadozione del Piano particolareggiato del rione Catacombe. Redatto dall'ing. Mezzina nel '95 ed in scadenza nel 2005, così che, secondo quanto previsto dalla legge regionale, rimane in vigore la parte normativa, ma decadono i vincoli per gli espropri e per la pubblica utilità, in parole povere diventa impossibile, in assenza del nuovo piano di recupero, realizzare opere pubbliche o quanto altro necessario nella zona, a meno che non si tratti di manutenzione ordinaria e straordinaria, di qui la necessità della sua riadozione. L'amministrazione ha affidato all'ufficio tecnico il compito di predisporlo, tenendo conto della novità nel frattempo introdotta dal nuovo PRG, questo ha ampliato l'area del centro storico, prima limitato appunto a rione Catacombe e al centro antico, obbligando a redigere Piani particolareggiati per tutta la nuova zona considerata storica. L'ufficio tecnico, in osservanza a questo allargamento, ha proposto di ampliare il Piano particolareggiato dal solo rione Catacombe, così come era per quello del '95, all'area adiacente, pressoché coeva, cioè quella dal prolungamento di Via Sergio Pansini fino alla Villa Comunale compresa, praticamente facendo coincidere questa nuova perimetrazione con il vincolo storico ambientale fissato dal ministero. Il Piano particolareggiato così predisposto fu portato in Consiglio Comunale e adottato, poi, come previsto dalle procedure della legge regionale, fu pubblicato per la ricezione di eventuali osservazioni, discusse successivamente, il passo seguente fu quello di approntare la relativa delibera che necessita della definitiva discussione e controdeduzione in Consiglio Comunale, solo dopo questo ultimo passaggio potrà essere trasmesso per l'approvazione definitiva alla Regione ed alla Sovraintendenza. Il Consiglio Comunale il Piano non è arrivato mai, se non sotto forma di punto all'o.d.g., in coda, assieme a tanti altri provvedimenti importanti. In questa zona tutto resta bloccato, dagli interventi pubblici a quelli dei privati, almeno fino a che il sindaco non deciderà che il suo dado è tratto.
Autore: Lella Salvemini
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