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Rifondazione comunista rilancia l'allarme delle lame a Molfetta “La storia dell'uomo dei dossier (fuori tempo massimo...)”
24 aprile 2009

MOLFETTA - Rifondazione comunista torna sul rischio lame a Molfetta, di cui “Quindici” si è occupato ampiamente lanciando un allarme che continua ad essere inascoltato. Purtroppo, poi, accade, come in Abruzzo, che ci si accorge dopo di queste voci solitarie, che avrebbero potuto evitare tragedie. Ecco il comunicato di Rifondazione Comunista e Sinistra Europea: «Di nuovo l'Amministrazione comunale si rende protagonista di un braccio di ferro con un'altra istituzione. Da circa due anni l'Autorità di Bacino per la Puglia che, agendo in conformità agli obiettivi dati da leggi nazionali, persegue il governo unitario e integrato dei bacini idrografici e delle risorse a essi collegate, indirizzando, coordinando e controllando le attività conoscitive di pianificazione per la difesa del suolo e la prevenzione dei rischi, è impegnata dall'Amministrazione comunale in un pesante confronto dopo l'approvazione del Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) nel novembre 2005. Il Comune sin da subito ha esposto la sua contrarietà nei confronti delle nuove perimetrazioni e cartografie dell'Autorità che mettono in evidenza l'urbanizzazione indiscriminata che ha caratterizzato, negli ultimi anni, il territorio comunale di Molfetta, senza che si sia tenuto in alcun conto il tracciato naturale dei deflussi idrici che si attiverebbero al verificarsi di eventi estremi di precipitazione, in parole povere il rispetto delle lame (ad es. l'intersezione della lama Marcinase con la viabilità al servizio della attuale area PIP). Il Comune non solo ha risposto criticando il valore e le basi su cui l'Autorità ha compiuto i suoi studi, senza peraltro produrre ad oggi studi idrogeologici e prospettare interventi di riduzione dei rischi presenti, ma ha ignorato anche le osservazioni del Circolo locale della Legambiente che chiedeva nello scorso dicembre di interrompere qualunque procedura riguardante l'ampliamento PIP e il piano di recupero abitativo in zona lama Pulo. Si allunga, quindi, l'elenco delle istituzioni che hanno censurato l'operato di questa amministrazione dopo la storia del ricorso (perso) al Consiglio di Stato sulla presenza di donne in giunta, dopo l'invio alla Corte dei Conti da parte del Tar sulle ordinanze (rigettate) di sospensione dei lavori di costruzione della nuova capitaneria, dopo il Consiglio dell'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che ha censurato il Comune sulla costruzione del nuovo porto inviando gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, adesso è la volta dell'Autorità di Bacino. Il 20 aprile 2009 tale organismo ha deliberato nuove perimetrazioni delle aree del territorio comunale comprese fra l'autostrada A14 e la costa, consistente nella modifica di alcune aree ad Alta Pericolosità Idraulica e nell'inserimento di nuove aree ad Alta, Media e Bassa Pericolosità Idraulica. Dalle planimetrie allegate e dalla delibera risulta che l'Amministrazione Comunale di Molfetta non ha condiviso le perimetrazioni dello studio condotto dall'Autorità di Bacino della Puglia, con la conseguenza che tale scelta peserà in futuro per ogni aspetto e/o valutazione connessa al tema della pianificazione urbanistica e territoriale delle aree interessate, nonché all'interno di qualsivoglia processo autorizzativo propedeutico alla costruzione di manufatti pubblici e/o privati. Per fare un esempio tra le aree ad alta pericolosità idraulica è inclusa la fascia ad est dell'attuale Zona artigianale in cui dovrebbero sorgere i futuri insediamenti produttivi della terza Zona Pip, quella delle due famose torri destinate a servizi alte un centinaio di metri, il cui progetto per acquistare efficacia deve ottenere il parere positivo dell'Autorità di Bacino ai sensi dell'art.4, comma 5°, delle N.T.A. del Piano per l'Assetto Idrogeologico. Cosa pensa di fare il Sindaco? Sa a che cosa va incontro se non ci si attiene alle perimetrazioni che vietano edificazioni nelle zone ad alta pericolosità? Rispetto a tutto ciò esigiamo chiarimenti urgenti dall'Amministrazione, in consiglio e in città, raccomandando al Sindaco di rispondere nel merito e non con la modalità scadente dei dossier (che non temiamo), a proposito dei quali siamo solidali con il consigliere Abbattista. Tale pratica indica soltanto un nervosismo malcelato, fortunatamente per lui non ripreso da telecamera alcuna. Piuttosto cominci a fare i conti con gli errori sulla gestione della questione-capitaneria, sul mancato rispetto dello Statuto comunale riguardo alla presenza femminile in giunta e ora sul progetto Pip che molto difficilmente riceverà un parere positivo dall'Autorità di Bacino, i cui studi e le cui decisioni sono stati come al solito sprezzantemente inascoltati».
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