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REGIONANDO. Sul nucleare sceglieranno i pugliesi: sì unanime del Consiglio alla legge
26 novembre 2009


 
BARI - Nessuna scelta sul nucleare in contrasto con la volontà dei pugliesi, il Consiglio regionale della Puglia ha ribadito all’unanimità che tutte le decisioni sulla localizzazione di centrali o siti di smaltimento delle scorie dovranno passare dall’intesa con la Regione e il territorio. È il contenuto della legge urgente, adottata col consenso della maggioranza e dell’opposizione che conferma il sì unanime della commissione consiliare ambiente.
"Nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà, ragionevolezza, leale collaborazione e in assenza di intese con lo Stato in merito alla localizzazione, il territorio della Regione Puglia è precluso alla installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi definitivi di materiali e rifiuti radioattivi". È il contenuto principale  dell’articolo unico che affronta una materia delicata sotto l’aspetto della legittimità costituzionale, perché compresa tra quelle dichiarate “concorrenti” tra Stato e Regioni.
Lo fa in maniera “sintetica ma efficace”, ha fato notare il presidente della quinta commissione. Secondo Pietro Mita, infatti, la proposta nasce dal senso comune dei cittadini ed eredita il no della Puglia ai siti nucleari espresso da tutto il Consiglio regionale già nel 1985. Con il contributo tecnico e giuridico dell'ufficio legislativo ed un “approccio unanime al tema”, ha ricordato Mita, la commissione ha compiuto la scelta di fondo di un testo in grado di fronteggiare eventuali impugnazioni, visto il pronunciamento della Corte costituzionale sulle leggi di altre regioni.
È una legge “importante per oggi e per domani”, la prima di una regione dopo che la materia energetica è stata compresa tra quelle concorrenti con lo Stato, ha sottolineato il primo dei firmatari, Antonio Maniglio, soddisfatto che l’iniziativa del Pd sia diventata una “determinazione dell’intero Consiglio, con il contributo dell’opposizione e l’aiuto degli uffici”. Quando un intervento è fatto nell’interesse della comunità può trovare importanti convergenze, ha fatto notare il capogruppo del partito democratico, interpretando il voto del Consiglio come un “convinto no agli impianti nucleari, espresso non in maniera pregiudiziale e ideologica”.
Anche per il capogruppo Fi-Pdl Rocco Palese si tratta di una delle iniziative più importanti della legislatura. Pur in presenza di posizioni completamente diverse ha trovato la sintesi per mettere la Puglia in condizione di poter esprimere il proprio orientamento oggi e negli anni successivi. Ha notato come in commissione si sia lavorato in accordo, cercando di arrivare ad un testo asciutto, non demagogico, non impugnabile. Senza l’intesa con la Regione e i territori, per Palese “le localizzazioni non avverranno: nessuna scelta sulla testa dei pugliesi”.
Una legge storica, anche per il capigruppo dei Socialisti Autonomisti Aurelio Gianfreda, che ha proposto un emendamento, passato all’unanimità, per evitare scelte unilaterali anche solo provvisorie sullo smaltimento delle scorie. Il collega di gruppo Domenico Caputo ha insito sui controlli, “prerogativa che la Puglia dovrebbe disciplinare”, pur dando l’assenso all’emendamento soppressavo del comma sulla vigilanza, votato dall’Aula sempre all’unimità  Il proponente, Palese, lo ha giustificato con l’esigenza di asciugare il testo, eliminando ulteriori “vulnerabilità costituzionali”.
Il sì “politico” di An è stato annunciato dal capogruppo Rocco Palese, ma la legge, ha detto “resta un’operazione inutile, demagogica, una legge manifesto, una nuova tipologia legislativa: la legge ordine del giorno”, una strategia elettorale del centrosinistra disinnescata dal centrodestra con il voto favorevole. Che i pugliesi debbano essere parte delle scelte è a suo avviso un vincolo politico, non giuridico, nessun governo centrale deciderà mai contro la volontà del territorio. Replicando a Ruocco, il presidente Mita ha rivendicato il significato del lavoro in commissione, svolto senza “nessun intento strumentale o di basso profilo” e teso a garantire alla Regione di esprimere il proprio punto di vista nel rispetto di una materia concorrente con lo Stato.
Soddisfatto l’assessore regionale Michele Losappio. “l’intervento del Consiglio – ha dichiarato – trova l’apprezzamento della Giunta perché si muove in difesa delle prerogative dell’istituzione regionale, che devono essere valorizzate ed enfatizzate proprio in relazione all’importanza della posta in gioco: impianti nucleari che segneranno le sorti di un territorio per alcune centinaia di migliaia di anni”.
La legge approvata, ha aggiunto Losappio, mette riparo alla “pessima ‘legge sviluppo’, approvata dal governo Berlusconi su iniziativa del ministro Scajola”, che riduce le Regioni al mero ruolo consultivo: devono essere solo “sentite”, le decisioni non vanno prese d’intesa. Per questo, ha ricordato, “la Giunta regionale ha concretizzato la propria contrarietà alla legge sviluppo, ricorrendo alla Corte Costituzionale insieme a molte altre Regioni. Il Consiglio quindi rivendica l’intesa, in mancanza della quale il territorio è “precluso” ad ogni impianto nucleare”.

 
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