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REGIONANDO - Rifondazione: Colpo di mano della Giunta Regionale sull'urbanistica
05 gennaio 2004

BARI – 5.1.2004 Alla vigilia di Natale la giunta Regionale ha varato un importante provvedimento urbanistico. Ha infatti deliberato con atto n. 2226 del 23 dicembre i nuovi indirizzi relativi allo Sportello Unico per le attività produttive, uno strumento usato a dismisura da imprese e amministrazioni locali per aggirare la programmazione urbanistica e stravolgere l'assetto del territorio. ”Ebbene in un settore così delicato – dicono i consiglieri regionali Michele Losappio e Arcangelo Sannicandro -, oggetto delle attenzioni della Magistratura anche in riferimento alla nuova legge regionale e oggi privo dell'Assessore al ramo (dimissionario in conseguenza dell'inchiesta), la Giunta approva in beata solitudine un provvedimento di grande rilievo che stabilisce e precisa l'ambito di applicazione, la individuazione delle aree, la fase istruttoria, la conduzione della Conferenza dei Servizi e soprattutto la risoluzione dei casi di contrasto di progetti per nuove attività produttive con lo strumento urbanistico generale e/o attuativo. Il provvedimento, infatti, non è stato portato né in commissione, né in aula. Come è noto la Giunta ha cercato di inserire nel Bilancio il condono edilizio e solo la resistenza dell'opposizione ne ha permesso lo stralcio alla seduta del 19 dicembre. Era quella l'occasione per allargare il confronto agli accordi di programma ed allo sportello unico, anche in considerazione delle proposte di legge in materia del centrosinistra. La Giunta ha invece nascosto il nuovo provvedimento sullo Sportello Unico sottraendolo alla potestà del Consiglio Regionale e degli ignari Consiglieri e poi lo ha approvato con quei poteri che la Corte Costituzionale non gli riconosce più. Così è la Giunta che ha deciso "l'ipotesi eccezionale e di natura derogatoria alle procedure ordinarie che consiste nell'avviare una variante urbanistica conseguentemente all'approvazione del progetto" cioè quell'uscita di sicurezza che consentirà il varo di progetti in contrasto con la programmazione urbanistica, in genere devastanti verso il territorio e molto ben disposti verso il business della speculazione. Un atto grave – concludono i consiglieri di Rifondazione - che chiarisce meglio di ogni dichiarazione la volontà di Fitto sulla competenza dei poteri regolamentari che si vuole attribuire grazie al nuovo Statuto graziosamente confezionatogli in pacco regalo dagli zelanti strateghi del presidenzialismo bipartizan, i cosiddetti neo costituenti”.
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