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REGIONANDO - Il Consiglio a tutela degli ulivi monumentali La legge istituisce l'albo degli ulivi monumentali ed il loro monitoraggio annuale
29 maggio 2007

BARI – Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità il disegno di legge «Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia». Il provvedimento punta a salvaguardare il patrimonio olivicolo pugliese tra i più rilevanti d'Italia: oltre 350mila ettari coltivati ad ulivo, pari al 25% della superficie agricola utile regionale, 1200 frantoi attivi che trattano le 53 diverse varietà di olive coltivate in regione. La legge istituisce l'albo degli ulivi monumentali ed il loro monitoraggio annuale, mentre sotto il profilo della valorizzazione vanno segnalate le azioni di promozione dell'olio extravergine prodotto dagli ulivi secolari e la promozione di percorsi turistici integrati. La legge, inoltre, introduce un quadro sanzionatorio, definisce il divieto di danneggiamento, abbattimento espianto e commercio degli ulivi monumentali ed individua i soggetti chiamati a svolgere funzioni di controllo e sorveglianza. La discussione in aula è stata piuttosto articolata, sebbene ci fosse larga intesa tra opposizione e maggioranza sul disegno di legge. Il consigliere Pina Marmo (Margherita) ha sottolineato l'unicità del paesaggio pugliese, dal Gargano a Santa Maria di Leuca. «Non c'è un'altra regione in Italia – ha spiegato la Marmo – che possa vantare un patrimonio più rilevante. L'ulivo è protagonista del nostro paesaggio ma anche della nostra storia e cultura. Non sono neanche da sottovalutare gli aspetti legati al turismo, come i percorsi eno-gastronomici». Soddisfatto per essere giunti a questa norma anche il consigliere della Margherita, Giacomo Olivieri, che ha chiesto uguale tutela anche per il carrubo, vittima di espianti come l'ulivo. «C'è un nuovo commercio che vede coinvolti gli alberi di carrubo – ha detto Olivieri – e che come gli ulivi rappresentano la nostra storia. Bisogna considerare eventualmente l'inasprimento della pena per chi li espianta». Grande soddisfazione è stata espressa anche dal capogruppo dell'IdV, Vito Bonasora che ha sottolineato l'aspetto politico e civile del provvedimento. «Chi pensa che sia una legge meramente ornamentale – ha chiarito Bonasora – si sbaglia. Mettere un freno alla devastazione delle nostre campagne significa restituire dignità e forza ai nostri agricoltori e tenere alto il livello di qualità della nostra vita». L'opposizione ha condiviso il provvedimento sebbene con motivazioni differenti. Il capogruppo di Forza Italia, Rocco Palese, approvando l'impianto della norma ha chiesto «maggiori controlli, fondamentali per tutelare il paesaggio». Simone Brizio (Udc federato), in sintonia con la struttura della legge ha chiesto di «allargare la tutela ad altri simboli della nostra Puglia, come trulli e muretti a secco». Peccato che, per quanto riguarda Molfetta, la legge si possa ascrivere largamente alla categoria “santa Chiara” che, come a tutti è noto, provvide a mettere porte di ferro solo dopo il furto, nelle nostre campagne, infatti, degli ulivi monumentali s'è fatto largamente scempio, con poche voci a levarsi contro. “Una buona legge per la Puglia. L'intero Consiglio ha lavorato bene”. Il presidente della Regione Nichi Vendola ha commentato positivamente il voto unanime in Aula alla legge sulla valorizzazione degli ulivi monumentali. “Una legge unica al mondo - ha detto – un laboratorio che in tempi di discorsi apocalittici sul futuro dell'ambiente ci consente di dare un esempio, di percorrere concretamente la strada della tutela, della valorizzazione di un connotato ambientale e territoriale della nostra regione”. Vendola ha espresso soddisfazione per il “lavoro compiuto, dai colleghi di maggioranza e opposizione, per la passione en con cui l'assessore Losappio ha seguito questa vicenda, per la larga eco che l'argomento sta suscitando. Il favore di tutto il Consiglio a questa iniziativa legislativa, per il presidente della Giunta “è un momento di levatura alta della politica, che si pone in sintonia coi sentimenti più genuini dell'opinione pubblica”.
Autore: Domenico Sarrocco
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