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Referendum trivelle, a Molfetta ha votato solo il 32,36% degli elettori: non c'è il quorum. Prevale il SI con l'89,2%. Il sindaco Natalicchio: delude la città regina della pesca e del mare
17 aprile 2016

MOLFETTA – Chiusi alle 23 i seggi per il referendum anche a Molfetta: il totale dei votanti è stato di 15.900 elettori pari al 32,36% dei voti. Gli uomini che hanno votato sono stati 7.828 (33,23%), le donne invece 8.072 (31,55%). Schede bianche 76, nulle 61. I SI sono stati l'89,2% (14.067 voti), mentre i NO si sono fermati al 10,8% (1.701 voti).

Al referendum del 12 giugno 2011 alle ore 22 la percentuale era stata del 33,30%, mentre lunedì il conteggio finale arrivava al 50,04%. In pratica, con queste percentuali il referendum è nullo perché non è stato raggiunto il quorum del 50 più uno degli elettori.

A livello nazionale il risultato è stato del 31,19% (15.806.788 elettori), i SI sono stati l'85,84% (13.334.762 voti), i NO 14,16%.
In Puglia la percentuale è stata alta: 41,7%, i SI sono stati il 95,1%, mentre i NO solo il 4,9%.

Amaro il commento del sindaco di Molfetta Paola Natalicchio: «Non mi piacciono i giri di parole. Non mi piace la mistificazione della realtà. Non mi piace usare il fondotinta della propaganda per coprire l'evidenza di come sono andate le cose. Abbiamo perso il referendum, come da copione, anzi peggio del copione. Sette italiani su dieci sono rimasti a casa. Il loro disimpegno trova l'applauso convinto del Presidente del Consiglio, le battute sguaiate di parlamentari che festeggiano dagli spalti di una classe politica che rivendica di essere riuscita a boicottare la democratica partecipazione. Niente da ridere, niente da festeggiare. Il tutto mentre Molfetta conferma una crisi elettorale che suscita amarezza.
Solo 15.900 votanti, il 32,3 percento a fronte di dati provinciali e regionali ben più alti. Peggio delle elezioni europee del 2014, che pure col 34 percento furono un segnale grave di crisi del voto d'opinione. Molfetta delude. Attaccano il mare suo e abbassa la testa. Nella città regina della pesca adriatica, del turismo "blu", della passione per le battaglie ambientali. Nella città dei marittimi, dei naviganti, dei cittadini incollati al tramonto a fissare l'orizzonte, dell'odore del sale nell'aria, del vento in faccia, del faro bianco, dei frangiflutti a largo e delle aste notturne al mercato. Orgoglio a bassa carica, nessun sussulto identitario, nessuna energia dal basso verso l'alto, nessuna spinta vera di disinteressata passione. Grazie a chi ha votato, a chi ha lavorato sodo in queste settimane, a chi ha sentito addosso il dovere di una battaglia giusta, senza indecisione. Ma peccato, peccato davvero
».

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Gent.mo Pietro Capurso il PD di Molfetta è quello che il giorno dopo l'elezione di Paola Natalicchio a sindaco, elezione voluta dalla stragrande maggioranza dei votanti, ha iniziato a creare problemi alla Città con gli atteggiamenti assurdi dei loro dirigenti. Le ricordo qualche episodio, si parte già al momento della creazione della prima Giunta con un non gradimento dei nomi di alcuni assessori da parte di alcuni dirigenti del PD, si passa poi a continue prese di distanza dalla consigliera comunale del PD Annalisa Altomare nei suoi interventi in Consiglio Comunale; poi sono seguite le tante dimissioni di consiglieri PD (Annalisi Altomare, Roberto La Grasta) da presidente di commissione; poi arriva la mancanza del numero legale in consiglio facendo mancare la presenza dei consiglieri PD. Vuole che continui? Insomma il PD di Molfetta ha solo creato continuo caos e "rumuore di disturbo" non dando mai una immagine di fedeltà all'amministrazione ed al sindaco da loro scelti sin dal giorno dopo delle elezioni. Il tutto semplicemente per mania di protagonismo a prescindere. Mai che il cittadino abbia potuto capire le motivazioni del loro dissenso. La conseguenza? Una prima grande batosta alle Regionali in cui ha visto dimezzare i propri voti e secondo me una catastrofe alle prossime amministrative, a meno che per aumentare i propri consensi non attivi strane operazioni di messa in carico di personaggi della destra molfettese vedasi Tammacco & Co. Mi dispiace per voi ma siete un partito in estinzione a Molfetta.


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