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"Quindici Molfetta" augura un Buon Natale di pace, nella speranza di ritrovare unità e condivisione per crescere insieme e superare un momento difficile per tutti
25 dicembre 2015

MOLFETTA – Auguri di Buon Natale a tutti e in particolare ai lettori del mensile Quindici Molfetta che “scelgono” il nostro giornale in edicola e del quotidiano Quindici on line, soprattutto a quelli più lontani in Italia e nel mondo che ci seguono da oltre 19 anni in internet.

Molfetta è una città che sta attraversando un periodo difficile, nel tentativo di recuperare la dignità del passato e quella cultura diffusa che ne aveva fatto uno dei modelli da imitare in questa regione. Oggi con grande sforzo e tra mille ostacoli di chi non vuole il cambiamento, la gente onesta aspira a una rinascita, che in parte si può vedere in giro: è già una Molfetta diversa.

Ecco perché l’augurio più grande che rivolgiamo a tutti è di ritrovare il senso civico e soprattutto l’unità, anche politica in una città da troppo tempo divisa, da interessi particolari e da schizofrenie individuali e da povertà mentali meschine che creano disturbi masochistici di personalità, insomma da una miseria umana devastante. Mettiamo tutto da parte. L’augurio oggi è, perciò, quello di ritrovare il senso della comunità, il piacere di crescere insieme, senza farci del male da soli.

Senza un vero spirito di abnegazione, difficilmente si riuscirà a superare difficoltà oggettive come la perdurante crisi economica, che nel Mezzogiorno pesa di più e soggettive, come l’egoismo e il desiderio del potere.

L’indimenticabile don Tonino Bello (ah, quanto ci manca!) ci avrebbe invitato a camminare insieme, con l’umiltà dei pastori, verso quel Salvatore, bimbo povero in una mangiatoia che ci ha indicato che solo la strada dell’Amore, può portare alla serenità e anche alla prosperità e al benessere a cui tutti hanno diritto. Anche i migranti, che fuggono dalla guerra e dalla violenza in cerca di quella pace e quell’accoglienza loro negata per far crescere i loro figli in un clima di pace e non di odio e violenza.

Quest’anno Molfetta avrà l’onore e il privilegio di ospitare la marcia nazionale della pace il 31 dicembre, un evento che può andare oltre il suo significato simbolico, se saprà lasciare traccia in una città lacerata dall’indivia e dall’odio, dalla sete di potere di chi l’ha perduto e desidera riprenderlo ad ogni costo. Non si può restare indifferenti verso chi soffre, come non si può restare in silenzio senza indignarsi di fronte all’ingiustizia, agli scandali, all’immoralità e alla corruzione e all’ipocrisia dilagante.

Auguriamo, perciò, un vero Natale di pace con un abbraccio virtuale ai molfettesi vicini e lontani nelle terre di emigrazione, che ci ricordano il dovere dell’accoglienza che abbiamo ricevuto, ma anche un augurio a tutti a ritrovare i motivi dell’unità e della condivisione, unici fattori che possono portare ad una reale crescita complessiva, senza esclusioni o emarginazioni.

È l’augurio di questo Natale del direttore Felice de Sanctis e della redazione di Quindici, con un abbraccio virtuale a tutti, nella speranza di una reale condivisione di intenti e di valori, impegnandoci a crescere e a superare un momento difficile insieme.

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Giusto "Q", i momenti difficili si superano solo se si resta uniti, dimenticando quelle piccole divisioni che ci devono far restare avversari e non nemici da abbattere a tutti i costi, con scontrini vari e non. Auguro a tutti voi di "QUINDICI" un NATALE felice uniti con le proprie famiglie, anche di riflessione. Perchè di riflessione? Vengo al nocciolo del problema, della riflessione. Scrivete:"...Non si può restare indifferenti verso chi soffre", invece devo dirvi che lo siete, magari anche giustamente per rimando o involontariamente. Continuate a pubblicare post (non faccio nomi ma ben si capisce) i quali con ironia a dir poco sadica, premono, stuzzicano quasi a mettere il sale sulla gravissima ferita di quei poveretti i quali, all'improvviso e inconsapevoli, si sono ritrovati "U"paparul abbrusciacchiato". Siete crudeli nell'insistere nella pubblicazione di post sadici e indifferenti all'atroce sofferenza che simili abbrusciature comportano, vedi anche il modo in cui cercano di trovare un qualche sollievo, abbracciando metafisici scontrini di rimborsi vari, e invenzioni raccapriccianti di maghi senza bacchette magiche e cilindri con conigli. "NON SI PUO' RESTARE INDIFFERENTI VERSO CHI SOFFRE". Allora fatelo, mandate in malora tutti coloro i quali da anni si divertono sadicamente con questa storia du paparul abbrsciat......" Non si può restare indifferenti verso chi soffre, come non si può restare in silenzio senza indignarsi di fronte all'ingiustizia, agli scandali, all'immoralità e alla corruzione e all'ipocrisia dilagante." AUGURO A TUTTI VOI UN SANTO NATALE E FELICE ANNO 2016.

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