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Questa mattina commemorazione ufficiale a quindici anni dall'uccisione di Gianni Carnicella Il ricordo del sindaco Azzollini: “Il suo senso delle istituzioni un esempio per tutti noi”
07 luglio 2007

MOLFETTA - “Un uomo di straordinaria vitalità che ha pagato con la vita il suo altissimo senso delle istituzioni”. Con queste parole il primo cittadino, Antonio Azzollini (nella foto), ha commemorato la figura di Gianni Carnicella, sindaco della città brutalmente ucciso, sulle scale del Comune, esattamente quindici anni fa, con un colpo di arma da fuoco esploso dal fucile di Cristoforo Brattoli. Una ferita che brucia ancora nel ricordo di tutti e che ha rappresentato certamente il momento più difficile e doloroso per l'intera comunità molfettese dal dopoguerra ad oggi. L'episodio, infatti, per la sua efferatezza e ferocia, sconvolse letteralmente l'opinione pubblica cittadina, avendo anche una eco nazionale (Carnicella era, tra l'altro, segretario provinciale della Democrazia Cristiana), e lanciò un'ombra sinistra sul livello di degrado etico e civile che Molfetta stava raggiungendo, oltre che sulla pericolosità di un variegato mondo criminale che inquinava pesantemente la vita della città. Contro tutto questo e contro una certa protervia di chi riteneva di poter condizionare anche le scelte delle istituzioni, Gianni Carnicella si battè con tutte le sue forze, fino al punto di pagare, con la sua stessa vita, il prezzo più alto. “Gianni Carnicella ha vissuto la sua attività istituzionale come una missione, e questo rappresenta un esempio per tutti noi che amministriamo, oggi, la città e che cerchiamo di migliorarla così come lui l'ha migliorata”, queste le parole pronunciate dal sindaco, questa mattina, nella breve ma intensa cerimonia di commemorazione alla presenza di buona parte della giunta comunale, di molti consiglieri comunali e dei rappresentanti della famiglia dell'indimenticato sindaco. “Credo che la sobrietà sia il modo migliore per ricordare la sua figura. Per questo con rispetto rinnovo il cordoglio mio personale e quello di tutta l'amministrazione alla famiglia. Sono passati quindici anni da quel 7 luglio 1992 ma vi assicuro che a me sembrano trascorsi solo quindici giorni tanto è vivo nel mio e nel nostro ricordo. Arrivederci, Gianni”.
Autore: Giu. Cal.
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