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Quella strada da torrente di montagna a salotto
15 aprile 2021

La via Domenico Picca prende nome dall’eroico capitano caduto eroicamente nel 1916, decorato con la medaglia d’oro al valor militare e nato proprio al n. 96 della via è ricordato e giustamente onorato con un bassorilievo alla sua memoria. Nonostante la circostanza, da tempo, salvo la giusta collocazione di griglie per lo scolo delle acque piovane che trasformavano la strada in un torrente di montagna, la pavimentazione aveva assunto l’aspetto, poco rassicurante di un viottolo di montagna, anche perché la via non è in piano. Si possono immaginare le conseguenze per i (troppi) veicoli che la percorrevano fra sobbalzi e scossoni, a volte anche pericolosi, per cui chi vi si addentrava andava incontro ad un’avventura fin troppo ‘emozionante’. Non vi dico poi cosa capitava ai pedoni che passavano di là per recarsi alla passeggiata al borgo o più semplicemente a fare spese ai mercati locali. Ogni volta che qualcuno inciampava in un fosso o rischiava di cadere per il dislivello fra le basole partivano improperi parolacce e imprecazioni irripetibili nei confronti dei responsabili di quella vergognosa situazione; accidenti coloriti invocazioni irrituali ed altre reazioni simili erano all’ordine del giorno e secondo me ai responsabili deve essere venuto spesso, senza dubbio, un mal di testa per così dire ‘a distanza’. Inaspettatamente, un bel giorno dell’ottobre scorso, all’improvviso, preceduto da rumori di un autocarro e vocii di vario genere, comparve una squadra di uomini vestiti in arancione che dette inizio ai tanto attesi lavori di ripristino sotto lo sguardo incredulo dei residenti ormai quasi ineluttabilmente rassegnati alla triste, incivile, situazione. Be’ quegli uomini, salvo rare eccezioni, vennero accolti come gli alleati nel giorno della liberazione. Io immediatamente li salutai e li invitai a sorbire un buon caffè. Nel giro di qualche mese (i lavori sono molto impegnativi e richiedono tempi lunghi) la via ha cambiato faccia, le basole, che ora sono allineate, sono state persino suturate negli interstizi con una cura e precisione di alto livello qualitativo. Perciò permettetemi, una volta tanto, di complimentarmi col sindaco e con chi ha affidato i lavori all’impresa Generaledil di Trani (impresa di vasta e lunga esperienza che ha effettuato eccellenti interventi anche in Trani stessa), che sotto l’attenta e continua cura del sig. Andrea Pignataro sta ‘compiendo il miracolo’ di trasformare un pezzo di Molfetta in un salotto. La squadra lavora alacremente tuttora e, certo, ne avrà per qualche mese ma i tempi sono giustificati dall’onerosità dell’opera e dai molti problemi che le sono collegati (fognatura, allacci ecc.). Ora, finalmente, il personale politico ed amministrativo dormirà senz’altro sonni più tranquilli e vivrà giornate serene non ‘inquinate’ dalle onde negative dei viandanti molfettesi e dai loro malauguranti rimbrotti. © Riproduzione riservata

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