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Problema rom: la risposta delle forze dell'ordine
15 ottobre 2007

Torna il “caso rom”, o meglio ritorna, sulle pagine dell'informazione nazionale e locale, in seguito alle continue lamentele dei cittadini e al riaccendersi della questione dopo il caso dei lavavetri di Firenze. L'ordinanza fiorentina, emanata lo scorso agosto dall'assessore alla Sicurezza della giunta di centrosinistra, Graziano Cioni, prevede la possibilità di multe da 200 euro ed, eventualmente, di un arresto fino a tre mesi, per tutti i lavavetri appostati agli incroci e assegna alle forze della polizia municipale il compito di applicare il divieto. A partire dalla pubblicazione dell'ordinanza, che fu dichiarata “urgente”, il problema di zingari, extracomunitari e rom è tornato all'attenzione delle autorità competenti, soprattutto perché, essendo stato portato sugli schermi televisivi, ha dato voce ad un disagio silente che crea non pochi imbarazzi. I rumeni, infatti, a partire da gennaio 2007, sono cittadini europei a tutti gli effetti e per questo motivo le forze dell'ordine si trovano spesso nella difficoltà di non sapere come operare. In mancanza di una normativa specifica, come quella adottata a Firenze, il problema è generalmente affidato alle forze dell'ordine locali la cui capacità d'azione si limita ad interventi di sicurezza, di gestione dell'ordine pubblico, laddove la circolazione sia disturbata da chi va in cerca di qualche spicciolo, o sia necessario rispondere a segnalazioni di disturbo della quiete. Questa è anche la situazione di Molfetta dove, negli ultimi mesi, sono aumentate le lamentele dei cittadini per la presenza sempre più ampia e invadente di zingari e rumeni che si fermano agli incroci, in particolare quelli di via Terlizzi, chiedendo l'elemosina. Di solito sono donne e bambini a vedersi più spesso e questo non fa che aumentare le richieste di una maggiore tutela minorile nell'ambito della socialità. Ma anche le segnalazioni preoccupate dei cittadini più responsabili non spesso non sono produttive dal momento che, all'arrivo dei vigili urbani, zingari, rom, lavavetri sono tutti spariti. Già in passato, ci racconta l'assessore alla Polizia municipale e al Commercio, Doriana Carabellese, le forze dell'ordine locali hanno tentato di portare a termine interventi di riconoscimento di questi gruppi, purtroppo sempre fallimentari. «Infatti, mentre prima si trattava solo di zingari – commenta l'assessore – adesso il problema si è allargato anche alla comunità rom molfettese». Una comunità che si sposta continuamente ed è per questo difficile da localizzare. Negli ultimi mesi la polizia municipale si è occupata di ben due operazioni, avviate entrambe sulla base di segnalazioni anonime. La prima è avvenuto nei pressi di via Ruvo, dove è stata trovata una casina di proprietà comunale che mostrava segni di un recente insediamento, ovviamente abbandonato poco prima dell'arrivo dei vigili, i quali hanno predisposto subito l'abbattimento del casolare. L'intervento, avvenuto la scorsa primavera, sembrava aver attenuato il fenomeno che si è poi ripresentato in estate. E risale agli ultimi mesi estivi, infatti, la seconda operazione avviata sulla base di una segnalazione di furto di energia elettrica da un palo della rete telefonica presente nella zona 167. Qui i vigili urbani si sono trovati di fronte ad un accampamento vuoto ma dotato di tv e lettini, anch'esso da poco abbandonato. È partita, allora, una denuncia contro ignoti per il furto di energia elettrica ma non è stato possibile fare di più. Sulla base di questi episodi e dell'insofferenza generale manifestata dai cittadini è stata indetta, circa due mesi fa, una conferenza sulla questione che ha visto la collaborazione di polizia municipale, carabinieri, guardie di finanza e settore Socialità. Nel corso dell'incontro il problema è stato affrontato in tutti i suoi aspetti, in particolare quello della tutela dei minori (che è ancora all'attenzione dei Servizi sociali), e sono state prese decisioni che richiederanno la coordinazione interna delle forze dell'ordine locali. Nell'attesa, l'interesse dell'opinione pubblica si concentra sul problema dei minori coinvolti, che riguarda non solo bambini in età scolare, di cui si registra una scarsa presenza, ma soprattutto neonati costretti a vivere in condizioni molto precarie e ad imparare ad elemosinare prima ancora che a camminare e parlare. È per questi soggetti indifesi, in primis, che si attendono gli interventi più efficaci.
Autore: Giovanna Bellifemine
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