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Porto: fatti, e non solo promesse Abbattista: via a lavori di messa in sicurezza e adesione all'Autorità portuale del Levante
15 dicembre 2014

Fatti e non solo promesse. Così l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Paola Natalicchio risponde a chi nutre ancora dubbi in proposito all’affaire “nuovo porto commerciale”. Dopo circa un anno dal sequestro preventivo seguito all’inchiesta giudiziaria che ha visto, tra gli altri indagati, l’ex sindaco sen. Antonio Azzollini, l’amministrazione comunale, come annunciato, muove i passi necessari affinché vengano avviati i lavori di messa in sicurezza del porto e lo fa attraverso l’adozione della determinazione dirigenziale Settore Lavori Pubblici n. settoriale 212 del 17/09/2014. Questa determinazione viene adottata dopo che anche il Giudice per le indagini preliminari, nella riunione del 17/01/2014 aveva ribadito l’urgenza, ai fini della tutela della collettività, di effettuare lavori di messa in sicurezza dell’opera realizzata. La determinazione n. 212 del 17 settembre u.s. prevede, l’affidamento di due incarichi e precisamente un incarico per la progettazione delle opere di messa in sicurezza ed altro affidamento per l’esecuzione delle opere medesime. L’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Abbattista afferma che nelle previsioni le opere avranno un costo di 6 milioni di euro circa, opere, però, che sebbene vengano autorizzate dalla magistratura in quanto finalizzate alla messa in sicurezza della costruzione e del bacino portuale, sono comunque opere, nella misura superiore al 90 % già contemplate nel contratto d’appalto in corso. Ciò vuol dire che attraverso le opere di messa in sicurezza i lavori di fatto andranno avanti. A tanto aggiungasi che le opere di bonifica stanno procedendo alacremente e quindi a breve risulterà bonificata l’area di sedime dell’opera che, quindi, laddove dovesse essere dissequestrata, potrebbe proseguire senza intoppi ed iscrizioni di riserve da parte dell’impresa. L’Assessore Abbattista precisa che, a garanzia di tutti ed a testimonianza che ci muoviamo in una situazione del tutto inedita, il contratto di affidamento per la progettazione e quello per l’affidamento all’impresa dei lavori di messa in sicurezza, saranno entrambi sottoscritti dal comune quale stazione appaltante, dall’impresa, dai progettisti ed anche dal Custode Giudiziario del nuovo porto commerciale, in rappresentanza dell’amministrazione giudiziaria. L’affidamento verrò effettuato ai sensi dell’ art. 57 del codice dei contratti che prevede la possibilità, in casi di somma urgenza, di affidare, ulteriori opere complementari, in questo caso di messa in sicurezza, alla medesima impresa risultata affidataria dei lavori di costruzione. Detto articolo ammette la procedura negoziata per lavori o servizi complementari non compresi nel progetto e contratto iniziale, che a seguito di circostanza improvvisa (il sequestro), sono divenuti necessari all’esecuzione dell’opera e non possono essere scisse dall’opera inizialmente progettata. Il sequestro giudiziario del nuovo porto commerciale ha provocato l’arresto forzoso di tutte le attività di costruzione delle opere portuali che sono rimaste in parte incomplete ed esposte ad agenti atmosferici ed alle mareggiate (Det. n. 212 del 17/12/2014).Gli incarichi di progettazione, direzione lavori di messa in sicurezza sono stati affidati, pertanto, alla R.T.I. Acquatecno s.r.l., mentre l’incarico di esecuzione delle opere sarà affidato alla ATI Cooperativa Muratori e Cementisti CMC di Ravenna. In una delle ultime sedute del Consiglio comunale, l’Assessore Abbattista ha duramente contestato le irresponsabili strumentalizzazioni dell’opposizione circa la mancata richiesta di sblocco dei lavori e dissequestro del cantiere, precisando che la vicenda penale ha posto all’attenzione dell’attuale amministrazione la esigenza di chiarire se effettivamente vi siano pericoli legati alla possibile discarica di ordigni pericolosi ipotizzata dalla magistratura, chiarimenti che l’attuale amministrazione sta sollecitando al Ministero dell’Ambiente ed agli organi competenti regionale che hanno già fatto dei sopralluoghi in loco. La vicenda penale e quella amministrativa si muovono su due livelli diversi, ma i problemi vanno responsabilmente affrontati e non rimossi. Questa è la linea dell’ amministrazione. Circa i tempi, l’Assessore riferisce che i tecnici stimano che le opere per la messa in sicurezza potranno essere completate entro dodici mesi, condizioni meteo favorevoli. Entro tale arco temporale, l’amministrazione auspica che la situazione giudiziaria possa evolvere e portare al dissequestro dell’opera in costruzione. Questo il disegno responsabile dell’amministrazione, tutto il resto è solo demagogia e strumentalizzazione politica. Intanto nell’ultima riunione del consiglio comunale di mercoledì 10 dicembre è stata approvata l’adesione del Comune di Molfetta all’Autorità portuale del Levante di Bari, che finalmente mette fine all’assurda e penalizzante autarchia dell’ex sindaco Antonio Azzollini e inserisce il porto di Molfetta in un sistema a rete, in una prospettiva di sviluppo che permetterà di avere traffici commerciali, che altrimenti non avrebbe avuto, restando una cattedrale nel deserto. Del resto, una conferma di ciò è il calo di oltre il 42% del movimento dell’attuale porto, quasi a conferma che i lavori del nuovo scalo marittimo hanno solo danneggiato Molfetta.

Autore: Beatrice Trogu
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