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Poggiofiorito: fatto il ponte, nuovi disagi Intervista all’assessore ai Lavori Pubblici, Innominato
15 aprile 2000

L’apertura del sovrappasso di Levante, ha messo fine all’isolamento forzato del rione Poggiofiorito, che ora deve abituarsi a convivere con questa nuova realtà importante per la viabilità della città. Il timore dei concittadini di questo quartiere è che il ponte apporti altri disagi a quelli con i quali convivono da sempre. Di questo abbiamo parlato con l’assessore ai Lavori Pubblici, Matteo Innominato. Perché il ponte è stato aperto con 20 giorni di ritardo sui tempi previsti? “Contavamo di aprire il ponte il 16 marzo, ma alcuni giorni di pioggia hanno ritardato i lavori, facendo slittare il relativo collaudo effettuato dall’ing. Mezzina il 1° aprile”. Per è il percorso pedonale i cittadini avevano reclamato delle scalinate in prossimità dell’ex passaggio a livello. “Questa soluzione era difficile da perseguire, perché per le norme ferroviarie la distanza minima è di 14 metri. Ciò avrebbe comportato la costruzione di una scalinata all’interno della lama di almeno 80 gradini. Ritengo che abbiamo scelto la miglior soluzione possibile: innesto pedonale all’inizio della salita, mentre si farà una scalinata dopo la strada ferrata in prossimità dei primi pilastri”. L’incrocio tra la “via di Bitonto” e via Berlinguer spesso è stato teatro di gravi incidenti, adesso quell’incrocio è ancor più pericoloso. Cosa è previsto? “Quell’incrocio è trafficato soprattutto d’estate, per questo invece del semaforo, probabilmente si realizzerà un’isola spartitraffico simile a quella del sottopasso di via Ruvo”. I cittadini di questo quartiere reclamano più sicurezza soprattutto presso il sottopassaggio della stazione. “Le misure adottate hanno dato un risultato positivo, perché non si sono verificati episodi criminali. Un maggior utilizzo del sottopassaggio pedonale, quindi un certo traffico di pedoni, la presenza continua di due addetti Lsu (lavori socialmente utili) in contatto radio con i vigili e una più frequente perlustrazione da parte dei carabinieri di notte, evidentemente sono state misure deterrenti per i malintenzionati. Perseguiremo su questa strada pulendo e illuminando meglio la zona. Inoltre, il Comune è intenzionato ad installare nel sottopassaggio alcune telecamere collegate e controllate dai carabinieri”. A proposito di sicurezza, il traliccio delle Fs rappresenta una minaccia per la salute? “Le Ferrovie nel maggio ’98 hanno comunicato al Comune, che le emissioni elettromagnetiche sono al disotto dei valori stabiliti dal D.P.R. del 23.04.92 (Gazz. Uff. n°104 del 6 maggio 92), lo stesso decreto dice che in caso di valori superiori la situazione deve essere sanata entro il 31.12.2004. L’amministrazione comunale ha intende affidare all’istituto Ipsiam, dotato di attrezzature e professionalità specifiche, il monitoraggio non solo il traliccio, ma anche tutte le antenne telefoniche installate recentemente in città. Sarà importante avere questi dati, perché è in discussione in Parlamento una legge specifica sull’inquinamento elettromagnetico. Da ambientalista mi auguro che vengano ridotti i valori del D.P.R. a cui fanno riferimento sia le Fs che le compagnie telefoniche. In tal caso intraprenderemo tutte le iniziative per tutelare la salute dei cittadini”. Un altro disagio del rione è costituito dalla mancanza di servizi. “I cittadini di questo quartiere devono capire che per una serie, di anomalie urbanistiche, come dimostra la vicenda delle 11 palazzine di via Ungaretti, ritenute illecite dal Consiglio di Stato, il rione è nato e cresciuto male, senza servizi e verde. Andare ora a risanare e trovare soluzioni, è difficile, anche perché le opportunità non sempre vengono sfruttate. Mi riferisco all’istituzione delle 10 coppie di corse istituite dall’Asm che collegano via Ungaretti e Piazza Gramsci, un servizio richiesto, ma scarsamente utilizzato. Insomma il Comune cerca di fare la sua parte e il prossimo impegno sarà la realizzazione, di fronte alla scuola “Berlinguer” su un terreno comunale, di uno e forse due campi di calcetto. Certamente non ci fermeremo qui. Altri interventi si faranno con la riqualificazione urbana della zona prevista dal Piano regolatore, e quindi la vivibilità del quartiere non potrà che migliorare”. Francesco del Rosso
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