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Più sicurezza per le navi, cade il divieto di pesca nei giorni festivi Dopo il naufragio del motopeschereccio Cunegonda, il governo vara un decreto
15 febbraio 2003

Cade il rigido divieto di pesca nei giorni festivi, che costringeva i pescherecci, soprattutto pugliesi, a uscire in mare anche in condizioni meteorologiche proibitive, col rischio di naufragio e di perdita di vite umane, come, purtroppo, spesso è accaduto. Un'importante decisione in favore della sicurezza è stata presa dal ministero delle politiche agricole con decreto del sottosegretario per la pesca on. Paolo Scarpa Bonazza Buora, che permette, alle imbarcazioni autorizzate all'esercizio della pesca entro le 40 miglia dalle coste e che svolgono attività di durata non inferiore alle 48 ore, di utilizzare un plafond di 20 giornate lavorative per ogni mese, a prescindere dalle interruzioni tecniche e dalle festività. Le marinerie pugliesi, e quella di Molfetta in particolare, che ha pagato un prezzo alto in vite umane alla legislazione che istituiva il fermo tecnico di 5 giorni lavorativi, hanno accolto con soddisfazione questa decisione che arriva all'indomani dell'ultima tragedia del mare, l'affondamento al largo del Montenegro del motopesca "Cunegonda", col salvataggio in extremis dei 5 uomini di equipaggio. Ed è stata proprio la vicenda dei pescatori molfettesi ad accelerare questo decreto - dietro pressioni della Federpesca e dell'Associazione armatori di Molfetta - che con soli due articoli modifica una legislazione penalizzante per quelle marinerie, come quella pugliese, che, non avendo zone di pesca vicine, sono costrette a spingersi in acque internazionali, con battute di pesca che possono durare anche una settimana. «Se ci fosse stata questa legge - dice sconsolato l'armatore del "Cunegonda", Giovannini D'Ercole - non avremmo rischiato la vita e non sarebbe affondata la barca". "Era un provvedimento atteso da 15 anni - aggiunge il direttore dell'Assopesca di Molfetta, Cosimo Farinola - e per il quale la nostra marineria ha pagato un prezzo altissimo in perdite di vite e di natanti, con danni umani ed economici rilevanti». In pratica, ora i pescatori potranno restare a casa in caso di burrasca senza essere costretti a partire per necessità: prenderanno il mare solo nei giorni di "bonaccia" anche se festivi. F. de S.
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