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P.I.R.P. quartiere Madonna dei Martiri, il Tar dà ragione al Comune di Molfetta Sospesa la graduatoria regionale definitiva nella parte in cui risulta escluso il progetto, per cui era in ogni caso stata assicurata dalla Regione la copertura finanziaria
04 dicembre 2009

MOLFETTA - Il controverso caso dei fondi destinati alla Madonna dei Martiri attraverso il Piano regionale di recupero Periferie (Pirp), per cui la Regione aveva comunque assicurato la cupertura, fa registrare una sorprendente evoluzione. Si legge, infatti, in una nota del Comune:

"La graduatoria regionale relativa ai Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie dovrà essere rivista nella parte in cui esclude il progetto di riqualificazione del quartiere Madonna dei Martiri. Lo stabilisce un'ordinanza (la numero 765/2009) della Seconda Sezione del Tar di Puglia accogliendo così l'istanza cautelare presentata dal Comune di Molfetta contro la Regione Puglia. Particolare soddisfazione esprime il sindaco, senatore Antonio Azzollini, soprattutto in considerazione dell'importanza strategica che la realizzazione del programma PIRP assume per lo sviluppo socio-economico del quartiere Madonna dei Martiri e dell'intera città.
La vicenda risale ad aprile scorso quando, con delibera di giunta regionale n. 641 (del 23 aprile), la Regione Puglia approvò la graduatoria definitiva dei programmi di riqualificazione delle periferie. In particolare, il Comune di Molfetta aveva lamentato che l'esclusione non avesse tenuto in alcun conto le pur esaurienti precisazioni fornite dagli Uffici comunali e non fosse sorretta dal preciso riscontro di specifiche violazioni del bando per l'assegnazione dei finanziamenti. Era accaduto, inoltre, che in sede di predisposizione della seconda graduatoria (quella con i Comuni esclusi dalla prima), ai fini del conseguimento di altri finanziamenti, sia pure sulla base degli stessi "criteri tecnico-economici", il progetto del Comune di Molfetta fosse stato invece valutato con un punteggio particolarmente elevato che ne ha consentito la collocazione al sesto posto su novantanove. Il TAR, in adesione alle tesi difensive prospettate dal Comune, difeso dall'avvocato Gennaro Notarnicola, ha ritenuto fondate le censure formulate nei confronti del provvedimento regionale, in particolare "sotto il profilo del difetto di istruttoria e della violazione del bando di gara", ordinando alla Regione di riesaminare il progetto "alla luce dei motivi del ricorso".
 

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