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Pinuccio Fazio: non bisogna avere paura
15 febbraio 2020

Un messaggio che andrebbe tramandato a più gente possibile: la lotta contro la mafia, perché finché c’è mafia, non c’è libertà, un messaggio che Pinuccio Fazio ha deciso di tramandare il più possibile attraverso l’incontro con più alunni, genitori e insegnanti possibili al “Liceo Vito Fornari”, per parlare di suo figlio, Michele, un giovane ragazzo pieno di sogni e speranza, che coltivava con gioia la vita. Quest’ultima gli è stata rubata dalla mafia per errore, solo perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ancora oggi, dopo tanto tempo, resta incolmabile il vuoto che Michele ha lasciato a coloro che lo conoscevano e lo amavano, soprattutto a chi lo amava incondizionatamente e chi lo ha cresciuto e guidato con cura e dedizione senza riserve: Pinuccio Fazio, che nel primo periodo dopo la scomparsa di suo figlio, era pronto a lasciare la città di Bari con sua moglie, scelta poi respinta per un motivo valido e significativo: “Quando ho riflettuto, ho capito che quella non era la scelta giusta, perché in quel modo, avrebbe vinto la mafia. Per questo iniziai a scrivere delle frasi, consegnandole alle persone, cercando di rendere perpetuo e il ricordo di mio figlio”. Seppur la mafia rubi delle vite che sono i doni più importanti mai ricevuti, queste vite spezzate si uniscono alle vite che invece sono destinate a cambiare per sempre, “come la mia vita e quella di mia moglie che, insieme alla mia famiglia, avremo un dolore da custodire nel cuore” afferma Pinuccio Fazio. Nella lotta del padre Pinuccio, ha svolto un ruolo fondamentale l’organo della stampa, la quale ha permesso di diffondere le notizie e far si che la magistratura e le forze dei carabinieri non lasciassero sola la famiglia del giovane Michele Fazio, che oggi il padre piange tristemente: “Ho impiegato una vita per creare una famiglia, e degli assassini l’hanno distrutta in pochi secondi, ma chiudersi nel dolore e nella rassegnazione non avrebbe fatto altro che aiutare la criminalità organizzata: non bisogna avere paura, ma speranza. Per questo ho deciso di creare qualcosa nel mio quartiere, un ideale comune che potesse essere diffuso, quello della non paura”. Per questo motivo, quando Pinuccio Fazio ha incontrato lo sguardo degli assassini di suo figlio, ha celebrato l’arte del perdono: “Uno degli assassini di mio figlio ha chiesto perdono, noi lo abbiamo accolto a casa. Aveva un grande rimorso nell’anima, voleva compiere il nostro “quasi-sbaglio”, ovvero lasciare la città. Io e mia moglie gli dicemmo di restare a Bari, di diventare un simbolo di rinascita per la città. Quel giorno, quel ragazzo giurò sul bimbo che sua moglie aveva in grembo, che avrebbe intrapreso la retta via, insegnandola anche a suo figlio. Io ho perdonato questo ragazzo, ma non perdonerò mai i capi, coloro che hanno mandato questi ragazzi a sporcarsi le mani di sangue, loro non potranno mai essere perdonati”. Adesso Pinuccio Fazio e la sua famiglia continuano la loro battaglia contro la mafia, insieme a tutte le persone che sostengono l’associazione dedicata a Michele Fazio, creata da Pinuccio e sua moglie, che diffondono un messaggio di speranza e determinazione nel vincere la lotta contro la mafia a Bari e nel mondo: “Adesso è primavera per noi, e inizia una nuova battaglia. Noi non abbiamo paura di loro”. © Riproduzione riservata

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