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Piero de Nicolo nuovo segretario di un Pd spaccato: il regolamento dei conti Il congresso indetto dalla segreteria provinciale contro la maggioranza degli iscritti
15 maggio 2015

Con il 65% dei voti e ben 208 preferenze su 322 votanti (su un totale di 401 tesserati, un’affluenza particolarmente alta) Piero Augusto de Nicolo è il nuovo segretario del Partito Democratico di Molfetta. A incoronarlo è il congresso straordinario indetto tra le polemiche, dal segretario provinciale Ubaldo Pagano che, non ha voluto far votare l’assemblea, decidendo autonomamente di non attendere lo svolgimento delle elezioni regionali e di affidare subito le redini della sezione cittadina a un nuovo direttivo, spaccando così la sezione di Molfetta. La mozione dell’ex presidente della Multiservizi, ha incassato 13 seggi su 20 superando quelle di Raffaella Altamura (area Minervini) che si è fermata a 22,2% (71 voti,4 seggi) e Marco Gadaleta (Giovani Democratici) che si è attestato al 12,8% (41 voti, 3 seggi). L’avvocato, 50 anni e una lunghissima carriera politica partita negli anni ‘80 nelle fila del Pri (poi Psi e poi An), ha subito promesso una nuova fase, all’insegna dell’unità del partito e al fianco del segretario regionale Michele Emiliano. “Tutti insieme nell’interesse del partito dobbiamo risollevarne le sorti. Ringrazio tutti i tesserati che hanno partecipato a questa due giorni di congresso, ora bisogna insediare il prima possibile il direttivo e sostenere con convinzione la candidatura di Erika Cormio” ha sostenuto appena eletto il neo segretario del Pd che succede a Giulio Calvani dimessosi con l’intero coordinamento in seguito al caso Minervini. Vicinanza vigile e critica all’amministrazione guidata da Paola Natalicchio, rottura con chi nel partito decide di appoggiare la candidatura di Guglielmo Minervini e categorica smentita di qualsiasi tipo di vicinanza con la destra cittadina di Saverio Tammacco sono stati i punti salienti della mozione presentata da de Nicolo. Mozione dal titolo chiarissimo “Orgoglio Democratico” e che non ha lasciato spazio agli equivoci: “nell’imminente scadenza elettorale del 31 maggio una parte del partito ha deciso di sostenere Guglielmo Minervini e la sua lista Noi a sinistra per la Puglia. Non è più tempo di ambivalenze. Oggi sono legittimati alla presenza in questa sede quanti assicurano il pieno sostegno al partito democratico per affinità culturali, comunanza di idee e per contributo elettorale che sintetizza la lealtà, la coerenza, la militanza. Per questo facciamo propria la mozione approvata dalla direzione regionale e dalla direzione provinciale del Pd sull’invito a che Guglielmo Minervini rimetta il mandato di assessore regionale della giunta Vendola. Rispetto per le scelte di Minervini ma soprattutto per quelli che restano”. Il messaggio è forte e chiaro: chi va con l’ex sindaco di Molfetta è fuori dal partito: “verificheremo stabilità dell’amministrazione e questo porrà il problema che due assessori comunali non potranno più essere considerati come in quota Pd” ha aggiunto De Nicolo con evidente riferimento agli assessori Rosalba Gadaleta e Giovanni Abbattista, in pratica “dimissionati” in diretta (entrambi lo hanno ascoltato tra gli iscritti) dal segretario in pectore (il congresso come regolamento di conti). Non è mancata una convinta critica a noi di Quindici: “sono felice che il segretario provinciale Pagano abbia autorizzato la partecipazione al congresso delle testate giornalistiche molfettesi. Una di questa, voglio guardarla negli occhi. Accreditare la tesi per cui se oggi Piero de Nicolo vince il congresso verrà subito stretto un patto del diavolo con Tammacco e che ci saranno imboscate, agguati, strade buie è una grande fesseria. Non possiamo continuare cosi, con una testata a noi vicina e pezzi del centrosinistra che continuano ad attaccarci in questo modo. Non è tollerabile che pezzi dell’amministrazione critichino la candidata cittadina del primo partito della maggioranza” (pubblichiamo a parte la dura risposta del direttore di “Quindici” Felice de Sanctis, ndr). La replica dell’area vicina a Minervini è stata affidata a Mino Salvemini che ha sostenuto la mozione presentata da Raffaella Altamura pure candidata alla segreteria: “è un congresso fuori luogo perché si sta svolgendo in un clima di legittimità dubbia in quanto è stato deciso unilateralmente dal segretario Pagano. Non c’è nessun provvedimento di espulsione verso gli assessori Abbattista e Gadaleta e le parole di De Nicolo confermano in realtà che si vuole trasformare il congresso in un regolamento dei conti. La fazione di Piero de Nicolo ha mosso una vera e propria guerriglia all’amministrazione. Ma tematiche legate al partito non devono avere nulla a che fare con l’amministrazione e mettere in discussione i nostri assessori vuol dire creare gravi fibrillazioni. Abbattista e Gadaleta sono ancora assessori e dissidi e rancori non possono mettere in discussioni il nostro appoggio a Paola Natalicchio che dev’essere critico ma convinto”. A questo punto i nuovi equilibri del partito democratico non potranno non ripercuotersi su quelli dell’amministrazione guidata da Paola Natalicchio il cui destino sembra legato a doppio filo a quello della candidatura di Guglielmo Minervini al consiglio regionale. Il voto del 31 maggio si configura sempre più come un referendum sul governo cittadino di centrosinistra. In caso di una débâcle di Noi a Sinistra per la Puglia, il primo cittadino sarà più vulnerabile alle richieste di De Nicolo che a caldo ha promesso fedeltà alla coalizione, ma che, come detto sopra, ha già messo nel mirino due assessorati strategici come quelli dell’urbanistica e dei lavori pubblici. Dal 1 giugno una prima contromossa dell’area politica vicina a Minervini e destinata a uscire dal Pd, potrebbe essere quella di formare un gruppo autonomo in consiglio comunale formato da Davide de Candia e Cosimo Angeletti e con assessore in “quota” Abbattista. Ma tutto sarà legato al responso delle urne. Intanto nel Pd i Giovani democratici scivolano all’opposizione. Il Gd Marco Gadaleta si è candidato alla segreteria e ha presentato la mozione: “La nostra rotta, il nostro Pd. Insieme, per rifare la politica”. L’immagine metaforica usata da Gadaleta è quella di un partito a strascico capace di “trainare consenso e partecipazione attraverso l’attività che l’intera comunità di iscritti tenderà a svolgere nel corso del tempo. Dal basso”. Una dura critica è stata espressa verso la condotta di Michele Emiliano in questa campagna elettorale: “non siamo d’accordo con questa campagna. Parlare con la destra di Altamura e dire no ai nostri giovani invitandoli a candidarsi con altre liste non è la strada giusta. Non è ammissibile che possano essere scardinati i principi di sinistra e fondanti il riformismo del nostro partito, attraverso il semplice pensiero di far salire tutti a bordo per cercare di cambiare rotta ripetutamente e rischiare di affondare”. Il consigliere Giuseppe Percoco ha riconosciuto il momento difficile del partito: “sono ore di turbamento, dobbiamo ricostruire comunità lacerata, divisa, in difficoltà. La stagione dei congressi unitari è finita e ha fatto male a questo partito. Non abbiamo la presunzione di essere migliori degli altri, ma sappiamo che una comunità si basa su ascolto e umiltà. Per questo ci siamo candidati. Non dimentichiamo la vecchia stagione amministrativa e quindi diciamocelo. Stiamo mettendo la faccia in questa esperienza amministrativa e se andiamo a casa abbiamo fallito tutti noi. E’ prospettiva che va scongiurata. Che la nuova segreteria sia referente di pluralità, ricordandosi che le singolarità non vanno da nessuna parte”.

Autore: Onofrio Bellifemine
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