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Piazze, ristrutturazione senza qualità Principe di Napoli, Mentana e S. Michele: dal degrado a un rifacimento desolante
15 novembre 2003

Forse qualche cittadino, camminando per la città, pigramente, alla ricerca di un momento di distensione o mentre corre a sbrigare una delle mille incombenze quotidiane, si sarà interrogato qualche volta, attraversandoli, sul futuro di tre spazi vuoti, tre aree fino a qualche anno fa piene di bancarelle, punto di riferimento per la spesa quotidiana fatta sotto casa, e poi svuotate dalla decisione di creare due sole piazze mercato, quella di Piazza Gramsci e quella dell'ex mattatoio. Da allora, Piazza Principe di Napoli (nella foto), Piazza Mentana e Piazza San Michele sono lì vuote, abbastanza desolate anche, consumate da un lento degrado, non contrastato che da qualche iniziativa estemporanea. La riqualificazione della piazza della Posta Ora per Piazza Principe di Napoli, quella davanti alla Posta centrale per intenderci, sono partiti i lavori di ristrutturazione. La copertura di cemento sarà abbattuta (perché?), senza essere sostituita, rifatta la pavimentazione che ingloberà non solo l'attuale perimetro della piazza, ma anche due delle strade che la circondano, Via Adele Cairoli, che permette ora la comunicazione fra Corso Umberto e Corso Margherita, e il parallelo prolungamento di Vico Radivani. In questo modo l'area della piazza aumenterà rispetto a quella attuale. Sarà conservata, invece, la possibilità di circolazione per le auto in Via Rattazzi e Via Ricasoli, limitando così per i progettisti le ripercussioni per il traffico nella zona, già abbastanza congestionato. I lavori prevedono, oltre al rifacimento degli impianti e ad un sistema di scolo delle acque, la creazione di due aiuole con sedili, un filare di alberi sul lato davanti alla posta centrale ed anche una fontana, sullo spazio che è ora di Via Cairoli, una vasca a livello di pavimento, con una lastra di pietra in verticale da cui dovrebbe cadere dell'acqua. Anche attorno a questa fontana verranno installati dei sedili. I lavori sono già iniziati, per un importo previsto di 400.000 euro, senza tener conto della vicinanza del Natale, per cui si prevede un grande caos per i giorni delle festività di fine anno, con disagi ai cittadini e ai commercianti della zona. Qualcuno ci ha pensato? Lavori anche a Piazza Mentana Per Piazza Mentana, invece, è stato approvato il progetto che prevede la ripavimentazione, alberi e giochi per i bambini. Tutto qui. Come si vede nessun volo di fantasia, nessun'idea che non si discosti da una semplice lavoro di manutenzione, di quelli ordinari che si fanno in tutte le case, cambiare le mattonelle e le tubazioni quando si son rotte o ritinteggiare la pareti per coprire lo spazio lasciato da un quadro che è stato venduto. La desolazione di Piazza San Michele A Piazza San Michele è andata peggio, con stupore si apprende che la riqualificazione è già avvenuta, circa un anno fa. Chissà quanti cittadini se ne sono accorti. Pavimentazione rifatta, dieci alberi e dieci panchine, soldatini allineati desolatamente sul lato lungo della piazza. Al centro una fontana dell'acquedotto non funzionante, come nella migliore tradizione, senza il rubinetto e se l'avesse avuto il flusso dell'acqua magari sarebbe stato ininterrotto, in genere funziona, o non funziona, così a Molfetta. Un cestino gettacarte disposto al centro, non si capisce con quali intenti decorativi. Il perimetro della piazza è completato dalla facciata di un palazzo semidiroccato, esibita in tutto il suo splendore. Possibile che non si potesse fare uno sforzo maggiore? Qualcuno si sarà chiesto quale sia la funzione di uno spazio così, ci giocheranno almeno i bambini, magari con un pallone, come hanno fatto i loro genitori. Non ha null'altro da offrire loro la città? Ripensare la città Forse queste piazze, tutte storiche, inserite in punti nevralgici della città, meritavano qualcosa di più, che l'amministrazione facesse uno sforzo per ripensarne il ruolo, di ciascuna all'interno dei singoli quartieri, ma anche globale, provando a riconsiderandole assieme, come una sorta di spazio comune a disposizione dei cittadini. Cosa che sarebbe stata possibile soprattutto per Piazza Principe di Napoli, che avrebbe potuto essere il cuore di una rivitalizzazione dell'area, diventare per esempio cerniera fra Corso Umberto e Corso Margherita. Avrebbe potuto essere questo il momento per dare quel segnale di qualità che ancora non s'è visto, per mostrare capacità di progettazione, di pensare la città e non solo amministrarla come un condomino, di cui si programmano i lavori se la facciata si sbiadisce o i balconi si scrostano e sembra di aver già fatto tanto. Lel. Salve.
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