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Piano Regolatore del Porto: a un passo dall'approvazione, ma è guerra La vicenda irrompe in una campagna elettorale amministrativa già incandescente. Scontro tra l'assessore regionale Guglielmo Minervini (Margherita) e il sen. Antonio Azzollini (Forza Italia), candidato sindaco. Le critiche di “Legambiente”
15 maggio 2006

E' davvero ad un passo l'approvazione definitiva, da parte della Regione Puglia, del Piano Regolatore del Porto di Molfetta. Anzi, stando alle indiscrezioni raccolte, con ogni probabilità, proprio nelle ore in cui andiamo in stampa, la Giunta guidata dal presidente, Nichi Vendola, dovrebbe dare il tanto atteso via-libera a questo importantissimo strumento di pianificazione consentendo, a questo punto, di avviare la fase di affidamento dei lavori per la realizzazione del nuovo Porto della città, finanziato, come noto, con uno stanziamento dello Stato che ammonta a circa 70 milioni di euro. SI CHIUDE UN ITER LUNGHISSIMO E così si conclude il lunghissimo iter di approvazione del Piano Regolatore del Porto, avviato nel lontano 1985, anno in cui il Comune di Molfetta conferì incarico ai progettisti al fine di aggiornare il precedente strumento di pianificazione portuale, datato 1949, adattandolo alle mutate condizioni di fatto. Ma il procedimento amministrativo è stato particolarmente tortuoso dal momento che rilevanti sono gli interventi previsti dal nuovo Piano Regolatore che modificheranno radicalmente tutta l'area interessata dai lavori e per questo ha dovuto passare il vaglio di numerose verifiche ed approfonditi controlli da parte di diverse istituzioni (ministero dell'Ambiente, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ministero per i Beni e le Attività Culturali) prima di arrivare al vaglio, ovviamente, degli assessorati regionali all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici. LE POLEMICHE POLITICHE Ma proprio sul tempo trascorso per l'approvazione definitiva del Piano Regolatore del Porto si è aperta una dura polemica tra il senatore di Forza Italia, Antonio Azzollini, candidato sindaco del centrodestra, e Guglielmo Minervini, assessore regionale della Margherita. “I ritardi nell'approvazione da parte della Giunta sono inammissibili – ha tuonato in diverse circostanze il parlamentare “azzurro” nel corso delle sue due campagne elettorali – dal momento che alla Regione spetta ora solo un mero adempimento formale, visto che tutte le procedure sono state portate a termine correttamente. E invece, con i continui e immotivati rinvii di settimana in settimana dell'approvazione di questo provvedimento, la Giunta regionale sta ritardando, per soli scopi elettoralistici, lo sviluppo della nostra città. E' inammissibile!”. A questa presa di posizione ha replicato nelle scorse settimane l'assessore Guglielmo Minervini che, nel corso della presentazione ufficiale della lista della Margherita in vista delle prossime elezioni amministrative, ha rimandato l'accusa al mittente chiarendo che “l'approvazione del Piano Regolatore del Porto arriverà in tempi brevissimi dal momento che l'azione del governo regionale risponde esclusivamente agli interessi generali della comunità e resta assolutamente impermeabile a tutte le pressioni che forzano i tempi solo per perseguire dissimulati scopi elettorali”. Ma l'assessore regionale Minervini è andato anche oltre ribadendo che «è assolutamente normale e nell'ordine delle cose che alcuni provvedimenti vengano rinviati in Giunta regionale quando, per la particolare delicatezza del tema, si presenti la necessità di approfondire ogni elemento al fine di formulare un giudizio sereno e consapevole su uno strumento così complesso, dal quale dipendono non solo lo sviluppo dell'intero territorio, ma anche delicati equilibri urbani e ambientali della città. Sul Piano Regolatore del nostro porto sono state formulate numerose osservazioni e prescrizioni da parte delle varie autorità di vigilanza che la Regione ha dovuto valutare approfonditamente al fine di garantire che ad esse sia dato il più rigoroso adempimento, onde evitare che questa opera abbia un effetto negativo sull'assetto ambientale e urbanistico della città. Non si possono forzare in questo modo decisioni così delicate: il Porto è di Molfetta e dei suoi cittadini, nessuno può ritenere di considerarlo 'roba propria'». Ma l'ulteriore replica del senatore Azzollini non si è fatta attendere: “Quel che dice l'assessore Minervini è semplicemente una bugia, dal momento che nella proposta di delibera che la Giunta regionale ha rinviato per ben cinque volte consecutive, senza addurre nessuna spiegazione, è chiaramente evidenziato, dai responsabili e dai dirigenti degli uffici regionali interessati, che il procedimento istruttorio loro affidato è stato espletato nel rispetto della normativa vigente e che il provvedimento è assolutamente conforme alle risultanze istruttorie. La verità è una sola: la giunta regionale sta bloccando il provvedimento per scopi elettorali, recando un danno gravissimo alla città, nel silenzio colpevole di tutti gli altri candidati sindaci che su questo punto continuano a tacere, non difendendo gli interessi di Molfetta”. GLI INTERVENTI PREVISTI Ma cosa prevede il Piano Regolatore del Porto? Le opere previste dal Piano, e già finanziate dallo Stato, sono molte e di notevole impatto sulla città, e vanno dalla messa in sicurezza del porto stesso alla realizzazione di una bretella che consenta il collegamento diretto con la S.S. 16 bis, fino al banchinamento del molo commerciale e dello specchio d'acqua nei pressi della Basilica della Madonna dei Martiri, con conseguente prolungamento, fino alla radice a terra, della diga foranea “Salvucci”. Tra gli altri interventi previsti anche lo spostamento a mare dei cantieri, il dragaggio dei fondali, la predisposizione di una nuova viabilità che colleghi direttamente l'intero sistema portuale con le nuove aree produttive a ponente della città, e la realizzazione di un edificio che ospiterà gli uffici al servizio del porto e del trasporto mercantile. Insomma, un intervento infrastrutturale di notevole impatto che potrebbe rappresentare una straordinaria occasione di rilancio per la nostra città. “Occorre tuttavia – ha affermato l'assessore Minervini – avviare una discussione pubblica e condivisa sulle prospettive che il nuovo Porto aprirà per la nostra città. Siamo alla vigilia di un appuntamento molto importante che merita una riflessione profonda anche a livello regionale dal momento che il nostro porto deve ovviamente entrare nella programmazione regionale in materia portuale”. LA POSIZIONE CRITICA DI LEGAMBIENTE E che questa riflessione pubblica cui accenna l'assessore Minervini possa non essere facile o indolore lo testimonia la posizione assunta da Legambiente che, su questa opera, ha da tempo espresso una posizione molto critica: “Non è mai stato dimostrato il reale effetto positivo che il nuovo porto avrebbe sull'economia molfettese”, è il commento dell'ing. Massimiliano Piscitelli, che ha redatto per l'associazione ambientalista un documento di osservazioni in merito alla VIA (Valutazione di impatto ambientale) presentata all'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio, che, oltre ad evidenziare i rischi per l'area dove sorgerà il nuovo porto, ne pone in dubbio anche la reale fattibilità dal punto di vista finanziario. Secondo gli ambientalisti, infatti, esiste il rischio reale che i soldi stanziati per il progetto del porto non siano sufficienti per il completamento dell'infrastruttura, così che si potrebbe assistere anche alla giacenza del solo scheletro del porto, con danni irreparabili per il fondale marino. “C'è stata una tale fretta nel mettere su il progetto che nessuno si è fermato a riflettere e a chiedersi se vale la pena fare un'opera così invasiva per l'ambiente – è il commento di Antonello Mastantuoni, altro esponente di Legambiente – mi chiedo, tra l'altro, quanto il porto possa essere sfruttato dalle aziende artigianali dell'ASI che, fatte alcune limitatissime eccezioni, sono realtà piccole o medie che difficilmente potrebbero avvantaggiarsi di una infrastruttura del genere”. Insomma, la nuova amministrazione comunale, che si insedierà all'indomani delle elezioni del 28 e 29 maggio, si troverà a dover gestire un'opera di grandi proporzioni che, se da un lato può obiettivamente rappresentare una occasione di sviluppo per la città consentendole di divenire un punto di riferimento importante nel bacino del Mediterraneo, dall'altro pone interrogativi di difficile soluzione sul verso della “sostenibilità” di un tale intervento ai quali non si possono dare risposte evasive o qualunquistiche. Ne va del futuro di Molfetta.
Autore: Giulio Calvani ha collaborato Vito Piccininni
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