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Piano di riordino: l'ospedale di Molfetta non chiuderà. Risultato positivo per l'amministrazione Natalicchio che ha sempre difeso il presidio contro ipotesi di soppressione Ieri presentazione in commissione sanità del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e del direttore di Dipartimento Salute Giovanni Gorgoni. In provincia di Bari chiusure per Terlizzi e Triggiano
20 febbraio 2016

MOLFETTA - Diventerà un ospedale di base, e quindi potrebbe subire un taglio di posti letto l'ospedale don Tonino Bello di Molfetta, ma non chiuderà. Questa sorte, stando ai numeri del Piano di riordino ospedaliero presentato ieri in commissione Sanità dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dal direttore di Dipartimento Salute Giovanni Gorgoni, dovrebbero invece subirla in provincia di Bari gli ospedali di Terlizzi e Triggiano.

“Mi caricherò sulle spalle il peso di queste scelte con l’inevitabile carico di dolore e disappunto - ha tagliato corto Emiliano - Le norme sono così stringenti per il sistema che gli spazi per la politica sono ridotti praticamente a zero. Il piano di riordino ospedaliero obbedisce a regole che il Governo impartisce con grande severità. E sebbene queste regole portino a determinate conclusioni, non ci sarà nessun impatto sul servizio ai cittadini. Questo deve essere chiaro. La razionalizzazione mira a migliorare il servizio, non a peggiorarlo. Noi dobbiamo evitare sbilanciamenti tra entrate e uscite degli ospedali, tra quanto costano e quanto rendono, e concentrare le forze perché la razionalizzazione del sistema ospedaliero serva a migliorare la qualità del servizio”.

Si tratta di un risultato positivo per l’amministrazione di centrosinistra di Paola Natalicchio, che ha sempre difeso il presidio ospedaliero, contro ipotesi di soppressione. Sconfitta pesante per i corvi che, pur di mettere in difficoltà il sindaco, auspicavano una soppressione dell'ospedale.

In Puglia si passerà così dagli attuali 40 ospedali a 31 ospedali tra ospedali di base (17), ospedali di primo livello (9), ospedali di secondo livello (5). Ospedali a complessità crescente: di base con 72/80 posti letto, di primo livello con 220/240 posti letto e un DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di I livello, e di secondo livello con più di 450 posti letto e un DEA di II livello.

Dunque per la provincia di Foggia toccherà a Lucera (già oggi collegato all’ospedale di San Severo); nella Bat chiuderanno Canosa e Trani; nell'area metropolitana a Triggiano e Terlizzi; a Taranto, chiude Grottaglie; nel brindisino San Pietro Vernotico, Mesagne e Fasano. Tutte queste 9 strutture perderanno la classificazione di ospedali e diventeranno, in genere, Pta. Ossia presidi per l’assistenza territoriale.

I passaggi successivi adesso prevedono una condivisione con tutti gli interlocutori per la definizione dei dettagli. E sarà importante capire quali posti letto o quali reparti perderà l'ospedale di Molfetta. Il 29 febbraio 2016 il Piano sarà chiuso e diventerà definitivo. 

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