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Perle della Memoria dei nostri anziani Una mostra dell'Auser sulla scia dei ricordi
15 dicembre 2004

E' davvero così lontano il passato per gli anziani di Molfetta? A quanto pare per i membri dell'Auser non è così, a confermarlo ci ha pensato la mostra “Perle della Memoria”, una sorta di full-immersion a tappe nel passato dei molfettesi. Si parte con i giochi dei nostri nonni, i loro giornaletti e le loro bambole, poi si passa alle foto scolastiche, in bianco e nero così stranamente simili fra di loro ma che racchiudono tante diverse storie ripercorse poi dagli occhi di chi le osserva fra un ricordo e l'altro. Una breve interruzione per dare un'occhiata ai “giovanotti” e alle “leggiadre giovinette” del tempo, foto in bianco e nero che rendono perfettamente l'atmosfera dell'epoca emozionando chi le guarda, che sia anziano o no, un altro valido aiuto è dato dagli abiti esposti, bellissimi nonostante il passare del tempo. Si prosegue con le comunioni e le feste di carnevale, in entrambi i casi gli abiti sono stati custoditi con cura dai proprietari e mostrati con orgoglio ai visitatori della mostra, il matrimonio, probabilmente l'avvenimento più atteso dalle famiglie e preparato con più cura, è il passo successivo. Abiti da sposa e foto sono le testimonianze più immediate, ma sono presenti anche bellissimi corredi preparati con cura dalle madri premurose del tempo. L'ultima tappa è la famiglia, rappresentata numerosa e unita dalle molteplici fotografie,interessanti sono anche i numerosi oggettini presenti usurati dal tempo e dal largo utilizzo. Naturalmente i giovani di allora sapevano anche come divertirsi e a testimoniarlo ci sono i vecchi giradischi e dischi, ma anche libretti dell'opera, e numerose foto riguardanti lo sport: l'inaugurazione dello stadio Paolo Poli e addirittura gare di nuoto nel Porto! Durante la conferenza inaugurale la presidente Rosa Campanale ha sottolineato l'indispensabile supporto dei membri dell'Auser, senza il quale non si sarebbe potuta allestire la mostra. Concorde era anche la presidente dell'Auser regionale, Anna Maria Semitaio, che si è detta soddisfatta per la grande partecipazione e ha ribadito l'ottimo lavoro svolto dall'Auser di Molfetta, che si è sempre rivelato il più produttivo fra i 22 presenti in Puglia (la sezione molfettese inoltre festeggerà i 10 anni di attività proprio l'anno prossimo). La sua sede è in piazza Paradiso e si è posta l'obiettivo di coinvolgere gli anziani in attività utili per farli sentire parte della comunità, attività non soltanto volte ad inserirli nella società ma anche a diffondere la loro cultura e i loro ricordi. Anche lo storico molfettese preside Giovanni de Gennaro ha colto l'aspetto culturale della mostra, mettendo in evidenza l'importanza della microstoria di ciascuno di noi inserita nella storia moderna. La società ha subito numerosi cambiamenti, da quelli meno importanti riguardanti la moda a quelli riguardo la famiglia e il pensiero comune: nel passato erano presenti molti più tabù mentre la mente libertina della società moderna ha forse tolto importanza alla coscienza civile soppiantandola con le scoperte tecnologiche. All'avvenimento ha partecipato anche l'assessore ai servizi sociali, Mauro Brattoli, che ha parlato di una nuova iniziativa del Comune che ha intenzione di rivalutare gli antichi mestieri ormai andati persi, insegnandoli ai ragazzi delle scuole elementari e medie; un altro importante progetto è quello del rinnovamento di Piazza Paradiso dove sarà inserito un parcheggio e un'area verde. In conclusione, lettura della lettera del padre del dirigente scolastico Michele Laudadio, comprensibilmente emozionato e l'interpretazione di alcuni canti e filastrocche in dialetto molfettese da parte dell'attore Cosimo Boccassini, che ha inoltre ricordato alcuni dei mestieri più famosi. La mostra è stata, quindi un'occasione per ribadire l'importanza del passato alla pari con la società moderna e far sapere ai cittadini, specialmente quelli più giovani, che gli anziani sono una risorsa culturale davvero importante che non va ignorata. Ilaria Ragno
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