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Periferie ancora tagliate fuori dalla politica comunale Comparti 15-16: le lamentele dei cittadini, i problemi, le opere incompiute
15 febbraio 2009

A distanza di un anno dall'inchiesta, condotta da Quindici, sulle periferie di Molfetta, nelle zone di nuova costruzione la situazione è rimasta pressoché invariata. Siamo stati esplicitamente invitati a recarci personalmente presso i comparti 15-16 per constatare direttamente lo stato delle cose. Le segnalazioni più specifiche ci sono pervenute dal Sig. Francesco Spaccavento il quale ci ha fatto da guida attraverso l'area interessata illustrandoci le problematiche. I RESIDENTI Anche se il manto stradale è uno dei più 'sani' di Molfetta è a pochi centimetri dall'asfalto che già si nota ciò che non va: erba incolta, marciapiedi divelti e rifiuti di vario genere (dai materiali edilizi all'eternit, in prossimità del passaggio a livello chiuso, per concludere con gli escrementi dei molteplici cani randagi). Tra i palazzi costruiti si apre un varco, al momento non si sa se e quando si costruirà, così, il Comune ha deciso di asfaltare solo una lingua di strada lasciando i margini in sterrato, questi fungono da canalette di scolo per l'acqua piovana in tal modo convogliata direttamente nei garage condominiali (periodicamente allagati). La sensazione di disagio comune a tutti i residenti della zona li ha spinti a sollecitare le autorità affinché vengano ultimate le opere di urbanizzazione. “Sono passati ormai tre anni da quando abito qui e nonostante mi sia recato numerose volte al Comune per poi essere indirizzato ai Vigili Urbani, non ho ottenuto alcun risultato, tutti hanno fatto orecchio da mercante. Addirittura l'allora responsabile dell'Ufficio Sanitario, l'ultima meta del mio percorso per uffici, dopo avermi ascoltato, mi ha invitato a depositare un esposto scritto. Questo per dare l'idea di quanto siano brevi i tempi a Molfetta!”. Il Sig. Francesco è seccato, non si spiega perché nella nostra città si intraprendano progetti impegnativi, quale ad esempio la costruzione del porto, piuttosto che portare a termine quanto iniziato e provvedere alla risoluzione delle disfunzioni evidenziate dai cittadini. Per quanto concerne la questione rifiuti, esclusa un'iniziale opera di rimozione dei materiali più ingombranti, risalente a circa tre anni fa, pochi sono stati i successivi interventi di pulizia, l'area è state esclusa dell'operazione “tabula rasa”. Ma la colpa non è soltanto da attribuire all'ASM, quanto all'inciviltà dei cittadini. “Questo problema non si risolverà finchè non aggiusteranno le aree destinate al verde pubblico, ora, sotto l'erba alta più di un metro, sono celate discariche a cielo aperto e tane di topi. Solo così le imprese edilizie non si sentiranno più legittimate a scaricare i materiali di risulta in queste zone”. Tuttavia la sicurezza dei cittadini non è minacciata solo dal problema igienico-sanitario. Tra una schiera di villette appena ultimate e la strada si apre una scarpata profonda più di una decina di metri, contenente ancora rifiuti, e che costituisce un pericolo poiché assolutamente priva di recinzione. “Magari questo fosse l'unico fattore di rischio! Il muro della ferrovia è discontinuo. Si aprono varchi a intermittenza per far posto ai tronchi degli ulivi. Ci vuol poco perché un bambino attraversi le travi, poste come impedimento, per andare a recuperare un pallone caduto dall'altra parte e rischiare, così, la vita”. Anche l'ultimo problema descritto è facilmente risolvibile, basterebbe portare a termine le opere iniziate, e, nel caso specifico, recintare gli alberi. LA REPLICA DELL'AMMINISTRAZIONE Per trovare risposta alle questioni irrisolte Quindici ha cercato un confronto diretto con l'assessore ai lavori pubblici Mariano Caputo. L'esordio è stato: “Ero totalmente all'oscuro della situazione di quest'area in quanto non mi è giunto alcun tipo di segnalazione”. Tuttavia alle domande poste risponde con sicurezza, sintomo che qualcosa si sta muovendo. “Entro dieci giorni, tempo permettendo, partirà l'opera di completamento delle zone adibite a verde pubblico con conseguente risanamento delle aree”. I primi ad essere interessati saranno i comparti dall'1 al 4 per poi coinvolgere i 15-16. Per questa zona, tra le opere di bonifica, è previsto anche l'abbattimento della torre pericolante situata nei pressi dell'ex passaggio a livello. Purtroppo, però, tali interventi non riguarderanno alcune aree poiché di proprietà privata, è il caso di alcuni appezzamenti di terra ancora coltivati e edifici in disuso. “L'unico vero nodo da risolvere è capire cosa sarà edificato nello spazio tra i due palazzi in cui è stato provvisoriamente distesa una striscia d'asfalto”. Ci spiega l'assessore che nel progetto iniziale era prevista la costruzione di una palazzina IACP (di case popolari), ma per carenza di risorse economiche non è stato portato a termine quanto programmato. Nonostante le garanzie date dall'assessore Caputo, i residenti non si mostrano troppo fiduciosi. Dopo aver pagato una multa di 1.800 euro a causa del mancato versamento dell'ultima rata per il completamento delle opere di urbanizzazione e aver aspettato oltre un anno per vedere dei risultati, i cittadini della zona preferisco credere ai fatti piuttosto che alle parole.
Autore: Serenella d'Ingeo
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