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Pd, il centrodestra scappa a Molfetta dal confronto sulla incompatibilità del sindaco/senatore
30 novembre 2011

MOLFETTA - Dopo la bagarre dell'ultimo consiglio comunale in cui il senatore-sindaco Antonio Azzollini non accettando l'incompatibilità fra i due incarichi, sancita dalla Corte Costituzionale, ha dimostrato tutta la sua arroganza e la sua sete di potere, che non ammette democrazia, offrendo ancora una volta uno spettacolo indecende alla città con un padrone in cattedra e tanti servi che obbediscono (i consiglieri del centrodestra), il Partito democratico (Pd) in un comunicato stigmatizza l'accaduto e la fuga della maggioranza quando non sa cosa fare.

"Ancora una volta, per l'ennesima volta il centrodestra - dice il comunicato del Pd - si nasconde dietro argomentazioni pretestuose e inconsistenti pur di evitare di confrontarsi con noi, pubblicamente e a viso aperto, sulla vicenda della conclamata incompatibilità in cui versa il sindaco/senatore Antonio Azzollini.
Ancora una volta, per l'ennesima volta, dobbiamo tristemente prendere atto che questa maggioranza, completamente a corto di idee, non sa far altro che scappare piuttosto che affrontare nel merito una vicenda neanche troppo complessa, vista la sentenza della Corte Costituzionale che, con limpidezza e chiarezza assolute, ha sancito l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un Comune con più di 20.000 abitanti.
Ma anche dinnanzi ad un dato così eclatante, il PdL, pur di difendere con le unghie e con i denti il suo dominus, preferisce sottrarsi al confronto ricorrendo, tra l'altro, ad un cavillo para-giuridico che ha del grottesco.
La pregiudiziale approvata con la forza dei numeri e sostenuta dai consiglieri di maggioranza, infatti, presuppone che il Consiglio Comunale non sia l'organo competente a discutere delle sopravvenute situazioni di incompatiblità del sindaco.
Questa tesi è smentita dalla logica, dal buon senso e dallo stesso Testo Unico degli Enti Locali, come abbiamo provato a spiegare in tutti i modi nel corso dell'ultima seduta del Consiglio (tra i consueti schiamazzi cui si lascia sovente andare il sindaco quando non ha argomentazioni da opporre alle nostre), ma - come noto - "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".
E così la città deve subire ancora l'onta di un sindaco "abusivo" autore, tra l'altro, nella sua veste di parlamentare (serio e misurato, a Roma, quanto sciatto e scomposto, a Molfetta), di quella norma di legge che sancisce l'incompatibilità tra le stesse due funzioni che oggi egli ricopre. Ovviamente il buon Azzollini ci ha tenuto a inserire un comma che rinvia alla prossima legislatura questa norma, in modo da poter salvare la sua "doppia poltrona".
Tutto questo rappresenta un vulnus enorme alle istituzioni democratiche di questa città e il comportamento della maggioranza in Consiglio dimostra l'assoluta subalternità di pensiero nei confronti del sindaco.
Noi ribadiamo la nostra ferma volontà di percorrere ogni strada perché in questa città venga ripristinata la legalità".
 

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