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Patrimonio culturale, ambientale, antropologico della Puglia: convegno all'Ipssar
15 maggio 2009

La Puglia si qualifica come «museo diffuso» per il suo straordinario patrimonio culturale, ambientale ed antropologico: bisogna conoscerlo e valorizzarlo, per evitare che si disperda e degradi. L’impegno dev’essere soprattutto dei giovani, educati dalla scuola, luogo nodale di formazione e fucina di competenza e professionalità. Occasione di confronto e di conoscenza del patrimonio pugliese è stato il convegno «La Puglia: patrimonio culturale, ambientale, antropologico», che ha aperto la IX edizione della «Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca », organizzata dall’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione (Ipssar). Con frequenza crescente, i turisti stranieri che visitano la nostra Regione utilizzano la formula «Puglia share» per indicare la qualità del turismo pugliese: la Puglia è, infatti, chiamata la «California d’Italia» per il fascino delle bellezze morfologiche (la Daunia, le Murge, la Valle dell’Itria, il Salento, i laghi a Nord, le coste sabbiose e rocciose, le grotte), l’esclusività della flora e della fauna e la ricchezza antropologica (masserie, rovine del passato, torri disseminate per tutto il territorio, accoglienza, tradizioni socio-culturali ed artistico-musicali). Il punto di forza della Puglia, secondo il dott. Rodolfo Calò, capo servizio Agenzia ANSA per Roma e il Lazio, «è la percepibilità del turista, alimentata dalla riscoperta di morfologie ed architetture integrate nell’ambiente, di modo che l’arte e la cultura delle ‘Puglie’ diventino la ‘Puglia’, un’unica terra tutta da girare». Necessaria è l’interdisciplinarietà delle attività per la valorizzazione dei beni immateriali (musica, aspetti rituali ed artistici, artigianato tradizionale, consuetudini sociali e tradizioni), oggetto di un’efficace azione di marketing e di promozione territoriale: anche il bene gastronomico è un bene immateriale, una delle risorse più importanti della Puglia, perché frutto dell’identità regionale e strumento con cui si manifesta (prof. Giacomo Giancaspro, vice presidente nazionale Federazione Italiana Cuochi, ndr). Per questo motivo, a partire dal 2003, quando l’UNESCO ha qualificato la risorsa enogastronomica come bene immateriale, nel territorio regionale sono stati installati musei, saloni e strade del gusto, manifestando come la cucina pugliese, vera e propria arte non soggetta ad ingessature, goda della ricchezza e della diversità delle tradizioni culinarie locali. Il punto di forza dell’enoturismo pugliese (un giro annuale di circa 2,5 miliardi di euro), sostiene il prof. Giancaspro, «sono gli ingredienti originari pugliesi e la contaminazione culinaria delle materie prime tra zone, le specialità territoriali e la povertà della cucina, non sofisticata, leggera e naturale. Puglia significa sicurezza alimentare e sapori nuovi». Del resto, non va dimenticato che nel 2008, secondo i dati della dott.ssa Stefania Mandurino, dirigente APT Lecce, il turismo pugliese ha subito un incremento del 7,2% degli arrivi e un 4,9% di presenze, rispetto al 2007, anche nei mesi non balneari: «per gli arrivi, l’incremento maggiore è stato registrato negli esercizi extraalberghieri, con un +10%. Gli arrivi dei turisti italiani sono in aumento dell’8,5% e le presenze del 4,7%. Un aumento rilevante si registra, infine, nelle presenze di turisti stranieri con un +6,9%». Bisogna riconoscere come, nel contesto globale di omologazione, si sia puntato sull’ecosostenibilità del sistema, con l’intento di mantenerlo e rinforzarlo, cercando anche di favorire l’aggregazione e l’innovazione delle aziende. Insomma, solo lasciando emergere il «genius loci» è possibile creare ricchezza, economia ed occupazione. Tuttavia, la restituzione alla vista ed alla frequentazione di questo patrimonio è spesso rinviata per regole economiche che privilegiano l’urgenza all’importanza, per le spese nel settore e la carenza di relazioni fra il mondo culturale e quello imprenditoriale-finanziario, i cui rapporti sono lasciati ad episodiche richieste di specifici interventi. La Puglia esige la tutela e la fruibilità del suo turismo: bisogna essere consapevoli che i risultati di un intervento di questo genere non si manifestano nel breve periodo, ma possono produrre effetti duraturi, con ricadute benefiche in termini di sviluppo e qualità della vita, solo quando è la scuola a porsi come volano e a ricostruire un rapporto, ormai logorato, con le richieste del territorio.

Autore: Marcello la Forgia
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