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Patimo (PD) interroga il Consiglio comunale di Molfetta sulla compensazione per la fornitura di energia elettrica Il testo della interrogazione del consigliere di minoranza
06 gennaio 2009

MOLFETTA - Il consigliere di opposizione, Saverio Patimo (Partito Democratico) interrogherà il consiglio comunale, nella prossima riunione della assise cittadina, a proposito della adozione del provvedimento amministrativo per la ricezione di istanze per l'ammissione al REGIME DI COMPENSAZIONE PER LA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA (BONUS SOCIALE). Ad annunciarlo è lo stesso consigliere, rendendo noto il testo della interpellanza presentata al presidente del Consiglio Comunale, Nicola Camporeale: "Lo scrivente Saverio Patimo, nella qualità di consigliere comunale, ai sensi dell'art. 43 del TUEL 267/2000, premesso che: · L'art. 1, comma 375, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 ha previsto che con Decreto del Ministro delle Attività Produttive, adottato d'intesa con i Ministri dell'Economia e delle Finanze, del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono definiti i criteri per l'applicazione di tariffe elettriche agevolate ai soli clienti economicamente svantaggiati, prevedendo in particolare una revisione della fascia di protezione sociale tale da ricomprendere le famiglie economicamente disagiate; · Il Ministero dello Sviluppo Economico, in concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero delle Politiche per la Famiglia e il Ministero della Solidarietà Sociale, ha adottato il Decreto 20 dicembre 2007 recante "Determinazione dei criteri per la definizione delle compensazioni della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica per i clienti economicamente svantaggiati e per i clienti in grave condizione di salute”; · L'art. 4 del D.M. 28 dicembre 2007 attribuisce la gestione dell'ammissione alla compensazione della spesa per la fornitura di energia elettrica ai Comuni di residenza, specificando che al Comune compete la ricezione delle richieste di agevolazione da parte dei soggetti aventi i requisiti di legge nonché l'ammissione delle medesime e conseguente rilascio di un certificato che riconosce la titolarità a godere della compensazione nonché l'obbligo di comunicazione al soggetto competente, degli elementi informativi necessari alla gestione dei clienti tutelati; · La delibera dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas n. 117 del 6 agosto 2008 recante “Modalità applicative del regime di compensazione della spesa per la fornitura di energia elettrica sostenuta dai clienti domestici disagiati, definite ai sensi del Decreto Interministeriale 28 dicembre 2007”, in attuazione delle previsioni del Decreto citato, ha introdotto una nuova componente tariffaria A, denominata AS, destinata alla copertura degli oneri per la compensazione della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica da parte degli utenti domestici economicamente disagiati e/o in gravi condizioni di salute, dettando disposizioni specifiche finalizzate a favorire l'effettivo e rapido avvio del sistema informativo centralizzato necessario per la gestione unitaria dei rapporti tra Comuni, soggetti individuati dal Decreto 28 dicembre 2007 per la raccolta delle istanze d'accesso alla compensazione, e le imprese distributrici, soggetti individuati dall'Autorità per l'erogazione della medesima; · In ottemperanza a tale disposizione, l'Associazione Nazionale dei Comuni e l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas hanno stipulato una Convenzione con la quale l'ANCI si impegna per le annualità 2008, 2009 e 2010 a svolgere una serie di attività di formazione, assistenza e consulenza ai Comuni nonché a predisporre l'architettura informatica del Sistema di Gestione delle Agevolazioni su Tariffe Elettriche (SGATE); · L'ANCI ha ritenuto di far precedere l'operatività a regime dello SGATE da un periodo di sperimentazione pilota del medesimo da effettuarsi presso un numero ristretto di Comuni selezionati da'Associazione sulla base della manifestazione di una specifica volontà di partecipazione; · Le domande per la richiesta del BONUS ENERGIA potranno essere presentate al proprio Comune di residenza da gennaio 2009. Tutto ciò premesso, lo scrivente, nella qualità di consigliere comunale, rivolge la presente interpellanza, per conoscere: 1. Se l'Amministrazione Comunale ritiene di accedere al sistema in fase pilota e quindi anticipatamente, in ragione dell'importanza sociale dell'agevolazione elettrica da gestire; 2. Se è intendimento dell'Amministrazione Comunale procedere con urgenza all'adozione della deliberazione d'adesione alla fase di sperimentazione pilota ANCI-AEG SGATE al fine di consentire l'accesso alle istanze dei cittadini beneficiari già da gennaio 2009. La presente viene inviata al Presidente del Consiglio Comunale, con richiesta di voler provvedere a darne informativa ai Capi Gruppo Consiliari e di porre al primo punto all'O.d.G. della prossima seduta del Consiglio Comunale la suesposta interpellanza, per la quale si chiede urgente risposta scritta, oltre che orale in Consiglio Comunale".
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Amico e giovane Falco, noi della Greatest Generation abbiamo riflettuto non poco prima di rispondere al tu compiacimento alla nostra opinione del 06.01.u.s.. Anni fa , molti anni fa, avremmo creato senz'altro un Circolo Culturale non come quelli creati oggi, che di cultura non hanno niente se non un agglomerato di "servi" al servizio del potente di turno (non tutti si capisce). Ora, se pur lusingati, siamo addolorati nel deludere la tua "speranza". Noi non siamo frutti nascenti, bensì alberi che pian piano vanno spegnendosi secondo la loro funzione naturale e biologica. Siamo salici piangenti nel vedere l'uomo moderno perdersi nell'inutilità delle cose erroneamente ritenute vitali, quando basterebbe invece ricollegarsi alla storia, alle cose e alle ocassioni perdute in passato per errori di distrazione scellerata e riprendere quel cammino interrotto. La storia è piena di errori e l'uomo è quasi sempre riuscito a riprendere i contatti persi, facendo leggere marce indietro. Sentiamo sulla bocca di tutti dire "non si può tornare indietro". Se i sistemi scolastici, pensionistici, sanitari ed altri sono insostenibili, non importa, non si può tornare indietro. Se stiamo distruggendo il nostro pianeta, non importa, non si può tornare indietro. Se davanti a noi ci sia l'abisso o una voragine si prosegue, non si può tornare indietro. Tutti possono sbagliare, il politico no, e la storia insegna quali catastrofe avvengono quando sono proprio i politici a sbagliare. Abbiamo distrutto le cose del passato che avevano dimostrato la loro solidità. Viviamo nel futuro dimenticandoci del presente e ancora più del passato. Facendo questo non c'è futuro. Ha moltiplicato il numero degli sciocchi e dei megalomani.Noi Greatest Generation, 40 anni fa intuivamo questo stato futuro e con immana passione ne parlavamo in giro, affrontando risa e sberleffi vari. Le nostre furono "intuizioni"e non previsioni pessimistiche e Cassandriche visioni. Fummo tacciati anche di tradire la società che lavorava per la felicità dell'uomo. Non importava nulla se ogni giorno si violava la natura, si cancellava la possibilità di avere pesci nel mare, miele nelle arnie, boschi sul pianeta. Non si viveva più nel presente. Con la fede che ci distingueva continuammo, come novelli don Chisciotte a combattere contro quelle idee che distruggevano tutto quello che di buono era stato costruito e propinato per il futuro. Fu difficile per molti di noi, trovare e conservare un lavoro per riuscire a vivere onestamente e dignitosamente, per cui fummo costretti ad abdicare e accettare condizioni da noi ritenute non idonee alle nostre aspirazioni pur di sopravvivere, non di vivere. Molti di noi furono tacciati come "sobillatori", "trascinatori di gente alla ribellione". Niente di tutto questo: chiedevamo solo giustizia e onestà senza ledere la dignità per noi inalienabile, cose ancora oggi in discussione. L'uomo moderno ha bisogno di qualcuno che denuncia e confessa le sue conoscienze in crisi, la sua inseparabile disperazione, sia quando angosciato chiede giustizia, sia quando si rivolge ai capi politici che si sono assuefatti. E così tutto il pessimismo dell'uomo moderno, tutta la sua infinita alienazione esistenziale, sembra ridimensionarsi come disperazione generale, sia sul piano politico, sia su quello sociale, in una ormai certa negazione suprema di una possibile "redenzione o riscatto". La nostra posizione nel rifinito prospettivismo ottimistico, finisce per rifiutare anche la speranza e la fiducia nella vita.La passione, pian piano si è spenta, l'esaltazione dei valori di quel mondo che l'umanità progressista si sforzava di creare è amaramente sconfitta, scontrandosi con i valori miragici, i quali hanno avuto il sopravvento sulle nuove generazioni, e fa capire che noi Greatest Generation abbiamo commesso l'errore di non aver saputo dire al momento giusto...."non c'è lo possiamo permettere".... per cui siamo stati volontariamente o involontariamente complici di questo anestetizzamento generazionale. Abbiamo anche mancato nel non sapere insegnare che nella vita non tutto è possibile: ci sono cose che vanno fatte, altre che non si devono fare. Non siamo riusciti a far capire che si stava confondendo il progresso per civiltà: ostentare un cellulare di ultima generazione, non vuol dire essere civile, ma usufruire del progresso tecnologico; non sputare per terra, rispettare le cose altrui, la natura, accogliere i diseredati, non violentare, difendere i più deboli ecc.ecc. questa è la civiltà. Eppure dentro di noi è nascosta quella forza che deve ancora irrompere nella storia con tutta la sua disperazione che non siamo stati capaci di trasmettere alle generazione che ci hanno succeduto. Per questa nostra incapacità, VI CHIEDIAMO DI PERDONARCI. Speriamo di aver trasmesso ai nostri figli almeno la passione in tutto quello che la vita darà loro come compiti quale il lavoro e la professionalità, la famiglia, il rapporto eticamente onesto e solidale con gli altri essere umani con cui avranno a competere nell'affermazione della propria personalità, senza danneggiare i più deboli. Speriamo in un ripensamento collettivo, in modo da non usare quelle che furono le basi civili dei nostri padri quali la dignità, la passionalità, l'amore, la comprensione, a modo di usa e getta tipo pannolini e assorbenti. Sono queste le differenze che distinguono l'uomo dalla bestia. La poetessa sarda Grazia Deledda, rivolgendosi ai giovani, scrisse: "Non fatevi rubare l'anima. Siate aquile, non tordi." "Quindici ", Falco, scusate la lungaggine dell'opinione. Grazie. "

(continuo Falco Rosso).......poichè le ideologie sono morte, la nuova sfida è questa: organizzare un corpo di idee che, seppure non concepite secondo la logica "forte" ma anche "svuotante" di ogni "sistema" del passato, possa in qualche modo servire da base alla formazione delle scelte e degli stessi gruppi dirigenti, in un clima di democrazia e di scelte condivise e al di là delle "intuizioni" di questo o di quel leader; e a ben vedere, in effetti, il problema non riguarda solo il polo di centrodestra, ma il futuro rapporto fra base, quadri e dirigenti dei partiti del XXI secolo. Il tempo e gli eventi hanno trasformato le persone, la loro percezione del ruolo e del significato della politica, dimenticando ideologie e dottrine, per far posto al cinico autoritarismo, alzando la bandiera del vincitore di turno. Oggi non esiste più la politica, c'è solo chi vince e chi perde. I miti di un tempo sono divenute semplici icone del passato, anacronistiche immagini di una società che non ci appartiene più. Non esistono manifestazioni di massa che non siano manipolate da quelle stesse forze che si vogliono combattere, non esiste partito che non sia anche lobby economica, non esistono leaders che non siano predicatori costruiti su misura da campagna pubblicitaria. E' finita un'epoca, e che lo vogliamo oppure no, dobbiamo adeguarci perchè, al contrario, sarebbe una partita persa. Serpeggia a destra e a manca una sana voglia di revisione, di ripensamento sulle chiavi di lettura della nostra storia e del nostro operare nella vita collettiva. A destra e a sinistra sono evidenti i sintomi del venir meno dei modelli di lettura ideologici, dei grandi sistemi interpretativi della realtà, di fronte all'irrompere di un mondo globalizzato e in rapida evoluzione, che non si lascia "capire" e "interpretare" al modo vecchio, a meno di non accettare semplificazioni e banalizzazioni pesanti. La stessa religione sembra rifugiarsi nella tranquillante dimensione delle opere terrene di fronte alla difficoltà di difendere e sostenere quello spiritualismo e quella fede nell'aldilà-la sua dimensione "rivelata"- che le è peculiare. Certo il mondo è cambiato più in fretta delle teste degli uomini, e bisognerebbe correre in fretta ai ripari. Ma che fare? Questa è la domanda a cui dobbiamo rispondere: possiamo farlo solo se restiamo uniti e guardiamo il futuro non come un futuro "personale" ma un futuro come l'avvenire del genere umano e tutto quello inerente alla sua "conservazione e proliferazione".

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