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Parchi comunali trasformati in stalle: ora pascolano gli asini
15 luglio 2010

Quando una nonna con la sua nipotina a spasso con il passeggino li ha visti, ha pensato ad un abbaglio. “Sarà il caldo o l’età”, ma quando li ha notati avvicinarsi ad un piccolo richiamo, ha davvero creduto ai suoi occhi. Asini al pascolo, a brucare l’erbetta. Su un suolo pubblico. Sì, non si tratta di illusione ottica. Accade a Molfetta, nell’area del parco di via Leonardo Azzarita, angolo via Salvo D’Acquisto, accanto alla scuola elementare “Zagami”, nella zona 167. Di mattina, di buon’ora, quattro simpatici ciuchi escono a passeggio, con un figlioletto al seguito. Alcuni brucano, altri si sdraiano sotto gli alberi e i lampioni della corrente elettrica. Teneri e mansueti, se ne stanno lì godersi aria buona e santa pace. Se non fosse per lo sguardo incuriosito (ed incredulo) di qualche passante, che si ferma a notarli, soprattutto quando si avvicinano molto alla recinzione del parco e fanno sbucar fuori il loro musetto. Qualche maligno potrebbe pensare: “Beh, almeno ci vanno gli asini al parco, nell’attesa che sia aperto alle persone”. Tanto male, alla fine dei conti, poi proprio non è. Con una piccola differenza, però. Quello del giardino di via Leonardo Azzarita è un suolo pubblico, quindi ci si domanda cosa ci stiano a fare questi simpatici animali da stalla. E soprattutto come ci siano arrivati, lì. Allora, abbiamo pensato di ripercorrere all’indietro l’area, da via Freemantle fino a via Molfettesi d’Australia, per giungere all’estremità più a nord della zona, dove si trovano gli ultimi fabbricati delle vie Falcone e Borsellino. Orbene, abbiamo notato l’esistenza di un’area chiusa, con una sorta di cancello, dal quale è spuntata una pecorella. Sì, l’ovino era all’interno e nell’avvicinarci, abbiamo intravisto il suo gregge, che si trovava adiacente ad un muro laterale. Gli animali, in apparente buono stato di salute, erano uno accanto all’altro e dotati di piastrine di riconoscimento. Almeno, lo era quella che si era staccato dal gruppo: su un orecchio compariva il tipico indicatore giallo. Insomma, nel tentativo di cercare asini, abbiamo trovato pecore. Ad ogni buon conto, si tratta di un’area recintata, che presumiamo privata. E, per quanto ci riguarda, non avevamo mai notato il gregge all’interno. Potrebbe essersi trattato di un parcheggio per così dire “temporaneo”. Quindi, la nostra attenzione è tornata sugli asinelli. Nella zona retrostante il parco di via Leonardo Azzarita ci sarebbe, in realtà, una residenza rurale, delimitata da steccati. Probabilmente, le bestiole avranno abbattuto la recinzione interna che delimita le due aree, magari a totale insaputa dei proprietari e se ne saranno andati a spasso, spingendosi fino alla recinzione comunale di via Azzarita. E’ di aprile l’avviso d’indagine di mercato sul parco pubblico di via Leonardo Azzarita, finalizzata all’affidamento del suo servizio di gestione. «Il parco, realizzato nei primi anni duemila dall’amministrazione comunale con fondi Por Puglia 2000/2005 – si legge nell’avviso – necessita, per una corretta fruizione, di sorveglianza, custodia, pulizia e manutenzione con particolare riguardo per le zone destinate a verde ». All’interno del parco, inoltre, si legge ancora nell’avviso «esiste una vecchia casa di campagna, assoggettabile a riqualificazione funzionale mediante ristrutturazione con ampliamento». Che possa essere questa la soluzione dell’arcano asini? Forse. Ad ogni modo, nulla contro le bestiole e i suoi proprietari. Resta, però, davvero curioso che su un suolo pubblico pascolino indisturbati cinque asinelli.

Autore: Giulia La Volpe
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