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Parcheggi, un desiderio chiamato Project financing L'unica ditta in gara è ancora inadempiente, il Comune non sa cosa fare
15 maggio 2003

Project Financing o semplicemente Progetto di Finanza, sono le parole magiche a cui stanno ricorrendo tutte le amministrazioni locali piccole e grandi, certe di aver trovato la ricetta giusta per realizzare opere pubbliche, senza sborsare un centesimo. In pratica i privati realizzano opere di interesse pubblico in cambio della gestione pluriennale. Inizialmente questo strumento, previsto dalla Legge 109/94 nota come “Merloni-ter”, è stato utilizzato soprattutto nelle città metropolitane, in cui si sono vaste aree dimesse da risanare. Ma poi la notizia si è diffusa a macchia d'olio e ora tutti i Comuni hanno messo nella propria programmazione opere da realizzare col Project Financing”. Come al solito i conti si fanno sempre senza l'oste. Perché se manca la materia prima, gli euromilioni, si possono ipotizzare tutte le opere che si vogliono, tanto per illudere e illudersi, ed in un certo senso può essere la cartina di tornasole sulla solidità e capacità economica dell'imprenditoria locale. Anche a Molfetta la “sindrome” del Project financing si è manifestata con due proposte presentate dalla ditta Samarelli per la realizzazione dei parcheggi interrati in via Felice Cavallotti, praticamente sotto la palestra del liceo classico, e in Piazza Paradiso. Per via Cavallotti il progetto prevede tre piani interrati: quello superiore da adibire a parcheggi a rotazione, negli altri due sono previsti 45 box auto per piano. Inoltre è a carico dell'impresa, la ricostruzione della palestra scoperta e coperta con annessi spogliatoi ed infermeria. Per Piazza Paradiso il progetto prevede due piani per 84 box auto e 32 posti auto a rotazione, con la sistemazione della superficie della piazza a mercato giornaliero con 20 box commerciali. In totale l'investimento complessivo è di 3,848 milioni di euro. Questi progetti, così come prevede la legge, sono stati la base d'asta di un'apposita gara pubblica. Ad un anno dal bando la procedura di aggiudicazione ha imboccato una fase di stallo dagli esiti incerti. In pratica il Comune non sa se annullare la gara oppure mantenere aperto l'iter, fermo alla richiesta all'unica ditta partecipante nonché soggetto promotore, l'impresa Samarelli, di una serie di adempimenti: atto di asservimento bancario, cioè delle garanzie bancarie per l'intero intervento e la gestione, la cauzione di 157mila euro e il progetto esecutivo dell'opera. Tutti questi atti dovevano essere presentati al Comune entro il 31 gennaio scorso. Nel consiglio comunale sul bilancio l'assessore Visaggio rese noto che al Comune era stata presentata una lettera di un istituto bancario attestante l'intenzione di valutare la richiesta della ditta Samarelli. Di fronte a questo stato di cose, sarebbe naturale l'annullamento della gara, ma il Comune teme di impelagarsi in un contenzioso per un presunto mancato guadagno dell'impresa Samarelli, e quindi prima di prendere una decisione definitiva, ha interessato della questione l'ufficio legale. Una scelta al tempo stesso responsabile e discutibile: non si capisce perché i termini previsti possono essere elusi e poi fino a quando dilatabili? F. d. R.
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