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Palazzetto abbandonato a se stesso e il Ctt Molfetta per protesta rinuncia ai campionati nazionali a squadre Un'altra vergognosa pagina scritta dall'amministrazione comunale che non provvede nemmeno all'ordinaria manutenzione dell'impianto
04 agosto 2009

MOLFETTA - Un'altra vergognosa pagina nella gestione di Molfetta è stata scritta dall'amministrazione comunale che sta facendo precipitare la città a livelli sempre più bassi. Il Circolo Tennistavolo Molfetta ha rinunciato a partecipare ai Campionati Nazionali a squadre, perché il palazzetto dello sport di Levante è abbandonato a se stesso e non si provvede nemmeno all'ordinaria manutenzione. Un lassismo colpevole che disonora il nome della città in campo sportivo. All'indomani dell'ultimo prestigioso risultato, rappresentato dalla conquista della medaglia di bronzo con Alfonso Laghezza ai recenti Campionati Italiani Assoluti di Conversano, il Ctt Molfetta è stato costretto a prendere questa clamorosa decisione alla quale è pervenuta la dirigenza della gloriosa società molfettese. “Decisione dolorosa – afferma il Presidente Mimmo Valente - perché per la prima volta la società ha rinunciato a partecipare ad un Campionato con la prima squadra e nella fattispecie al Campionato Nazionale di Serie A2 maschile, terminato in quarta posizione nella scorsa stagione agonistica. Decisione sicuramente sofferta perché proprio nella stagione del quarantennale della fondazione, già profondamente segnata dalla recente scomparsa del Vice Presidente Manlio Memola, la società tornerà a disputare con la prima squadra un Campionato Regionale dopo ben 39 anni consecutivi disputati nei Campionati Nazionali. Decisione inevitabile – prosegue Valente - perché era l'unica forma di protesta possibile contro l'ingiustificabile ed assordante silenzio dell'Amministrazione Comunale verso tutte le richieste della società, che cinque anni fa aveva scelto di gestire il Palazzetto di Via Giovinazzo, anziché insediarsi finalmente nella Palestra del PalaPoli destinata al tennistavolo, in virtù degli obiettivi della società e dei maggiori spazi disponibili”. Invece alla prova dei fatti in questi anni non è stato dato corso a nessuna delle prospettive condivise con l'Amministrazione comunale dell'epoca, tra cui la ristrutturazione completa del Palazzetto con l'allestimento anche di una foresteria e di un Museo Nazionale sul tennistavolo. “Anzi, tutte le richieste della società - continua come un fiume in piena Valente - sono cadute nel vuoto, tra le quali le più importanti sono rappresentate dai ripetuti richiami almeno al rispetto delle clausole della convenzione stipulata nel 2004 tra Comune e FITeT per l'utilizzazione del Palazzetto G. Panunzio. Dalla consegna della casa del custode e dell'area esterna, all'effettuazione dei lavori di manutenzione straordinaria (installazione impianto di riscaldamento nella Palestra centrale, ristrutturazione locali ex spogliatoi, ripristino riscaldamento nel blocco spogliatoi non funzionante addirittura dal 2006, risarcimento parti lesionate interne ed esterne, bitumazione esterna, sostituzione copertura in fibrocemento ecc.). Dall'approvazione più volte sollecitata di nuove tariffe d'uso allo stato risalenti addirittura al 1997, determinate sulla base del 35% delle spese di gestione a carico degli utenti e del 65% a carico del Comune, alla riscossione dei contributi deliberati dalla Giunta ma non ancora liquidati. Dall'assegnazione di sovvenzioni a titolo di risarcimento per le maggiori spese di gestione (acqua e luce) ampiamente non attribuibili alla società, allo stanziamento di contributi richiesti ma non ancora deliberati per eventi già realizzati da tempo. Alla cronica assenza di sponsorizzazioni del mondo imprenditoriale locale, si è aggiunta quindi da cinque anni anche l'assenza di qualsiasi supporto ed intervento dell'Amministrazione comunale. Basti pensare che nella scorsa stagione la nostra squadra era l'unica in Serie A2 a non poter contare su una sponsorizzazione pubblica o privata: solo i mass media hanno dato continuamente spazio e risalto alla nostra attività internazionale e nazionale! Nessuna risposta è stata data perfino alle semplici richieste di convocazione di apposite Conferenze di Servizio Comune – FITeT – CONI - CTT per affrontare e cercare di risolvere le innumerevoli problematiche sul tappeto, tra cui anche quelle di interesse generale, quali l'istituzione della Consulta dello Sport, l'uniformità delle clausole di gestione per tutti gli impianti sportivi comunali, la creazione di un marchio comunale per la promozione dei prodotti locali attraverso l'attività sportiva con l'utilizzazione dei finanziamenti del Gran Shopping Mongolfiera e dell'Outlet, la programmazione annuale e pluriennale degli eventi sportivi internazionali e nazionali. Con questa situazione di fondo e con prospettive inesistenti la società, anziché affrontare un'altra stagione al buio, è stata costretta a gettare la spugna ed ha deciso così di ricominciare nell'attività a squadre da dove era partita nella stagione 1969/70: il Campionato Regionale”. Si interrompe qui l'amaro sfogo del dirigente molfettese che ha anche evidenziato come la conoscenza dei fatti sia un presupposto imprescindibile per una valutazione globale ed obiettiva della situazione sportiva locale. Una brutta pagina che sarà difficile dimenticare e che resta come marchio indelebile sull'assessorato allo sport e sul sindaco della città, insensibili alle legittime richieste della società sportiva, mentre l'amministrazione comunale è concentrata su inutili e perdenti ricorsi al Tar (a spese dei cittadini) con uno spreco di denaro pubblico senza giustificazione, mentre le risorse economiche potrebbero essere gestite meglio a favore della crescita della città anche in campo sportivo.
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